Governo Monti: c’è crisi, ma non per fare la guerra

Riporto un tweet di Ignazio Marino, senatore del partito democratico, che recita, alla lettera:

Un caccia F35 da 100 mln di euro vale 20 treni per pendolari di cui beneficerebbero 20mila persone.

In altri termini: le spese militari continueranno a essere alte, a nostre spese ovviamente.

Monti, d’altronde, è espressione di quegli stessi poteri che hanno causato la crisi e, politicamente, non è molto distante dal berlusconismo di cui ha tessuto le lodi, per le scelte di politica economica, per non parlare del fatto che è assai gradito agli ambienti vaticani (che, ripetiamolo, manterranno intatti i loro privilegi).

Questo governo affama gli italiani, taglieggia i pensionati e i lavoratori, deprime i consumi (IVA e rincaro benzina, due voci su tutte), determina l’aumento dei beni di prima necessità e, come se non bastasse, ama la guerra.

Il ministro della difesa, Di Paola, ha fatto sapere, infatti, che le spese militari non si toccano.

Evidentemente per comprare aerei, missili e pallottole – per ammazzare la gente in altri termini – il mantra del “rigore, sviluppo ed equità”, assieme alla crisi da cui scaturisce, passa in secondo piano.

A pagare, del resto, ci pensa il popolo italiano.