La cura di Monti e la fine della democrazia

Mini patrimoniale pro-tempore. Ritorno della tassa sulla prima casa, detta anche ICI. Riforma delle pensioni che porterà a lavorare qualche anno in più. Questi i punti qualificanti della finanziaria che ha prospettato Monti ai partiti e alle parti sociali.

Per le valutazioni della stessa, sarà opportuno aspettare il testo definitivo.

Due considerazioni di carattere politico possono essere tuttavia fatte e riguardano, appunto, gli schieramenti politici italiani.

1. PdL e destra

I provvedimenti di Monti sono la prova che il berlusconismo è causa non certo di un male antico, ma sicuramente dell’incancrenirsi della situazione attuale. Berlusconi e chi lo ha votato negli ultimi vent’anni sono la causa diretta del disastro attuale per come esso si è evoluto.

Un po come dire che se ti sei beccato una malattia respiratoria non è certo colpa tua, ma se l’hai trattata fumandoci sopra come se niente fosse, poi non puoi non assumerti la responsabilità di un suo decorso maligno.

2. Partito democratico e sinistra in generale

Bersani e Franceschini fino a poche settimane fa si sperticavano in lodi. Poi si è scoperto che Monti è un uomo di destra. Una destra che non usa parolacce, ma che taglia (e taglieggia) sulle risorse dei poveri, del popolo, dei lavoratori.

Singolare poi la scelta di reintrodurre l’ICI. La chiesa cattolica possiede il 25% degli immobili in Italia. Nessun partito ha sollevato il problema di alleggerire la pressione sulle famiglie italiane tassando, appunto, quel patrimonio immobiliare che rimane intatto. Mentre noi saremo più poveri, i proprietari vaticani di supermercati, banche e hotel diventeranno sempre più ricchi sul nostro sangue. E non sono cifre irrisorie, si tratta di oltre cinquecento milioni di euro l’anno.

Nessun partito, men che mai il pd, ha sollevato la questione. Per il pd è comprensibile, visto che i cattolici impediscono qualsiasi discussione in tal senso. Ma IdV e SEL perché dormono?

3. Centristi e terzo polo

Voteranno la manovra senza se e senza ma. D’altronde Casini è un cattolico.

4. Conclusioni finali

Abbozzo uno scenario apocalittico.

C’è da credere che la manovra salverà le banche e potenzierà la chiesa, l’unica a non essere toccata dai provvedimenti lacrime-e-sangue di questa manovra. Tutta una serie di servizi rischia di cadere nelle mani del clero, quali scuola e sanità.

A lungo andare sarà vietato agli insegnanti di divorziare e alle donne di abortire. Saremo un paese più sessista, meno egualitario, più omofobo. E le radici di questa involuzione cattolico-iraniana stanno in questa finanziaria.

I partiti in questione, soprattutto quelli presenti in parlamento, hanno il ruolo storico di aver fatto finire la democrazia in Italia. Il popolo esautorato dell’autodeterminazione del proprio destino economico e politico, in cambio di pochi spiccioli. Il grosso ingrasserà una parte dell’attuale casta.

Di fronte a questo scempio Casini si sfrega le mani, Bersani e Franceschini stanno impotenti a guardare mentre Berlusconi ci ha portati a questo punto.

Gli estremi per una rivoluzione, con tanto di teste rotolanti, ci sarebbero tutti. Peccato che gli italiani scendano in strada solo quando si vincono i mondiali.

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