A Nano

Quando due persone si cercano, amore mio, è assurdo crearsi intorno un labirinto di intenzioni sbagliate.

Perdere qualcuno a cui si tiene davvero per la nostra incapacità di pronunciare le parole giuste… E  sai perché dico questo: sono il primo a non trovarle al momento opportuno, quando ogni cosa deve essere creata con il suono del respiro di Dio.

Capisci che è per questo che siamo magici? Creiamo la vita, la realtà, con le parole!

E quando vedo che la realtà è lì – e deve solo essere ripetuta, e non pronunciata per la prima volta – ebbene, non mi capacito. E non è un rimprovero, amore mio.

Mi sembra soltanto un inutile spreco di tempo e energia, uno sterile esercizio di stile, soprattutto al cospetto dell’unica benedizione che gli dèi lasciano ricadere su questo pianeta, senz’alcuna prodigalità, sulle nostre vite immerse nel dramma, come ricompensa ultima per la dannazione inferta alla prima madre degli uomini, condannati, insieme, a maneggiare l’inferno.

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TDoR: Alemanno ignora che il Campidoglio è chiuso al traffico

Il T-DOR è la giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’odio e del pregiudizio contro le persone transessuali e si svolge in luoghi istituzionali e significativi di tutte le principali città del mondo, proprio per la particolarità dell’evento.
Il Circolo Queer Sinistra Ecologia e Libertà aveva chiesto Piazza del Campidoglio proprio per dare all’evento un peso maggiore, considerando che il nostro Paese detiene in Europa il record di aggressioni e violenze ai danni delle persone transessuali e transgender, e che ancora è privo di leggi nazionali che tutelino i diritti della Comunità LGBTQI”.

Questa la nota del coordinatore del circolo tematico Queer.Sel, Guido Allegrezza, sulla decisione del “primo” cittadino di Roma di negare la piazza per la commemorazione delle vittime di transfobia.

Sempre a leggere la nota, pare che Alemanno abbia fatto ricorso ai suoi super-poteri di sindaco sul tema del traffico e della mobilità:

Eppure non ci risulta che in Piazza del Campidoglio transitino veicoli – commenta Luigi Nieri, Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio

si legge ancora nella nota.

Morale della favola: questo sindaco va cambiato al più presto. Non solo per la sua omo-transfobia e per il suo fascismo, ma anche perché non sa neppure che la piazza dove sta il suo ufficio non è aperta al traffico stradale.

Decisamente, io non mi fiderei di un personaggio del genere.

Monti premier: nasce il primo governo Bagnasco

Tre donne. In ministeri chiave, ma solo tre. Come una riserva indiana dalle tende di kashmeer.

E poi: «Il rettore dell’Università cattolica ai Beni Culturali, un docente della stessa università ai Rapporti col Parlamento, un presidente di un movimento ecclesiale alla Salute, il leader di un movimento ecclesiale alla Cooperazione, un relatore al convegno di Todi allo Sviluppo», secondo quanto si afferma nel comunicato dell’UAAR.

Vediamo il governo – che l’UAAR ribattezza come primo governo Bagnasco – alla prova, ma se ognuno è ciò che mangia, l’Italia sarà nutrita da un ceto dirigente di “tecnici” legati a doppia mandata con il potere ecclesiastico. In un momento in cui si chiederanno sacrifici a larghi settori della popolazione e della società italiana, che impegno verrà chiesto a istituti e enti religiosi? Continueranno i loro privilegi o non verranno intaccati?

Tutto lascia pensare l’esatto opposto.

Due sole considerazioni.

La prima: i miei amici e i miei lettori che dicono che in un momento siffatto non va vista la natura “politica” dei componenti del governo, sono ancora d’accordo? La carta bianca data al governo dai partiti non si è tradotta in neutralità. Questo governo è apartitico, ma allo stesso tempo fortemente politicizzato.

La seconda: è stomachevole la genuflessione dei partiti di cosiddetta sinistra. A cominciare da Franceschini che sostiene che di meglio non si poteva chiedere. Questo dimostra ancora la sudditanza culturale del partito democratico nei confronti delle gerarchie vaticane.

Ne vedremo delle belle. Col rischio che a pagare saranno i soliti noti.

Monti e l’insensibilità democratica dell’Italia

La ricostruzione dell’Italia dovrebbe avvenire in un contesto nuovo, nella temperie di un rinnovato umanesimo dove al centro dell’azione politica e del destino civico della nazione non ci siano interessi di categoria, ma l’essere umano nella sua complessità.

In questo quadro va da sé che il governo Monti è la negazione di questa ricostruzione e, semmai, è il prosieguo di una politica e di una visione del mondo che sono la naturale conseguenza del berlusconismo, al quale larghissimi settori della società si sono abituati da pensare, senza accorgersene, da berlusconiani inconsapevoli.

Faccio due soli esempi.

Tempo fa su Facebook scrissi che nel totoministri non c’erano nomi di donne. Mi si fece notare che vista l’emergenza si poteva fare a meno delle donne al governo. Come se stessi parlando di un accessorio, di una richiesta di settore, di un capriccio della democrazia. Come se le donne non fossero parte integrante di questa società.

Ancora.

Oggi su Facebook facevo notare che certi protagonisti politici di questo momento rappresentano la negazione di quanto possa esserci di sinistra in questo paese. Un esempio per tutti: Rosy Bindi. Perché omofoba, clericale, illiberale. Mi è stato risposto – dandomi per altro del “coglione” – che visti i tempi dobbiamo, noi gay, non avanzare nessuna pretesa e accettare il poco che semmai verrà concesso. Per la cronaca, Bindi oggi si è detta possibilista sulla presenza di Letta nel futuro esecutivo Monti.

Il soggetto non apparteneva nemmeno alla militanza del partito democratico. Questo per capire quanto gli stessi gay, oggi in Italia, si percepiscono come “errore di sistema”. E questa è la cifra politica di quello che sarà, nel medio periodo, la rivendicazione dei diritti in chiave GLBT.

Monti dovrà aggiustare la nave del berlusconismo che sta affondando con un popolo intero al suo interno. Vero è che quando la nave affonda non ha senso sapere di che partito è e come la pensa chi deve fare in modo che il peggio sia evitato.

È altrettanto vero, tuttavia, che vista la natura politica di questo governo – mai espressione di una qualsivoglia volontà popolare e quindi non democratico seppur partorito da istituzioni democratiche – impone delle rassicurazioni. Un’adeguata rappresentanza di metà della nostra popolazione non è un vezzo, è segno che il vento sta cambiando davvero.

Monti è incapace di tale sensibilità, tutta democratica, perché il suo scopo non è quello di salvare la democrazia, bensì quello di salvare la finanza del paese.

Che nemmeno ampi settori della società si rendano conto che, proprio vista l’emergenza, da un governo tecnico si debba pretendere il massimo di trasparenza democratica su più settori, è il segno che siamo un popolo che non vuole soluzioni politiche, ma eventi salvifici a qualsiasi prezzo.

Non è un caso, infine, che a minimizzare sulla presenza delle donne nelle istituzioni e sui diritti delle minoranze siano maschi, il più delle volte eterosessuali.

Sic transit boria mundi

Non so voi, ma a me le immagini di ieri, della caduta di Berlusconi, mi sono sembrate analoghe a quelle che abbiamo visto per le strade di Tunisi, del Cairo, di Tripoli.

Sembra che il motivo della festa non fosse quello della fine di un ciclo politico, ma della fine di una sciagura. La stessa che ha portato l’Italia a essere un paese orribile, in mano al malaffare, alla corruzione, alle collusioni con la mafia.

Berlusconi è stato tutto questo. E non mi si dica che in questi diciassette anni sono state fatte anche delle scelte politiche che andranno valutate sul medio e lungo periodo. Che un politico faccia delle scelte in tal senso è la norma.

Se un medico stupra una paziente, non conterà il fatto di aver curato altri malati in precedenza: è il suo lavoro. Ciò che non doveva fare, perché aberrante, lo qualifica in negativo. Ed è quello che ha fatto Berlusconi per tutto questo tempo: stuprare una nazione intera.

Adesso non illudiamoci. Berlusconi non è morto, è solo sconfitto. E il berlusconismo è tutto lì. Un ottimo terreno di coltura per eventuali ritorni. Per adesso possiamo dire “sic transit boria mundi”. E gridarlo come se il tiranno fosse stato messo da parte, dalla storia, dagli eventi, dall’eccezionalità della tragedia in cui viviamo.

L’episodio di ieri, per altro, doveva avvenire molto tempo fa, quando nel 1996 la sinistra ha vinto le elezioni. Da allora sono stati fatti molti errori. Il primo, tra tutti, non neutralizzare il leader di Forza Italia. Il resto è storia. La peggiore degli ultimi centocinquant’anni. Speriamo che questo tempo sia “magister vitae”. E che da adesso cominci un periodo di ricostruzione del paese a cominciare dalla sua classe politica. Forse l’impresa più ardua in assoluto.

Rialzati Italia!

Borse a picco.
Lo spread a quota 570.
Credibilità internazionale: non pervenuta.
PdL spaccato tra chi vuole il voto subito, con questa legge, e chi vuole un esecutivo di transizione.

Roba che in confronto il passato governo dell’Unione distillava ambrosia (e ricordiamoci che c’erano dentro personaggi del calibro di Mastella).

Questo è quello che succede quando si affida l’Italia a chi pensa ai suoi interessi personali (come evitare i processi). E adesso l’Italia sta andando a picco, come il Titanic, e non c’è neppure l’orchestra perché non riescono a pagare nemmeno quella.

Ciò dimostra che, per quanto orribile sia la sinistra italiana (e lo è), niente è così osceno se paragonato all’inconcludenza, alla pericolosità, alla catastrofe rappresentate dalla peggiore destra del pianeta. E questa destra ha responsabili precisi: due partiti (PdL e Lega) e un premier, Silvio Berlusconi. Quello che ci, anzi, vi aveva promesso che con lui tutto sarebbe andato per il meglio. E invece.

Berlusconi se ne andrà? Il berlusconismo resta

Berlusconi è il suo governo hanno solo 308 deputati. Lentamente muore, potremmo dire poeticamente. Ma adesso, cosa accadrà?

Dopo Berlusconi avremo Bersani, soporifero anche mentre gli diceva di andarsene a casa.
Ci saranno di nuovo D’Alema e Bindi ministri.
Casini e Buttiglione faranno parte delle prossime maggioranze parlamentari.
Vendola è talmente desideroso di tornare in parlamento che è pronto a patti col demonio: la questione del matrimonio gay è già stata depennata dal sito di SEL.

Il futuro, in pratica, sarà fatto di soldi alle scuole cattoliche, omofobia, restrizioni e divieti sulla lotta all’AIDS, sull’educazione sessuale, sull’uso del preservativo, sul testamento biologico e fine vita. Sta già accadendo tutto, a Milano, in Lombardia, altrove.

Voi state lì a festeggiare ma la cultura profonda di questo paese non cambierà, saremo sempre in mano a gentaglia che ha fatto la fortuna di Silvio Berlusconi e che è diversa da lui per il solo fatto di portare un cognome diverso.

Se Berlusconi cade, va via solo il sintomo più evidente, la febbre. Il virus del conservatorismo, delle mafie al potere, del clericalismo, del disprezzo per intere fette sociali sarà saldamente al potere. Io non ci trovo nessuna ragione per festeggiare.

Noi che pensiamo…

Cena con amici. Un tipo, amico di un altro, che ad un certo punto mi fa: perché voi prima ci avete detto che bisognava essere orgogliosi di essere froci, adesso voi ci dite che sta cosa dei froci non esiste più. E voi de qua e voi dellà…

A un certo punto gli chiedo: ma voi chi?

Ed egli: voi che pensate!

“Oggi quella testa di cazzo doveva andare a Milano…”

La notizia, a ben vedere, non sta tanto nel fatto che domani il presidente Silvio Berlusconi dovrebbe dimettersi, quanto che a chiamarlo in modo affettuoso ci si mettono direttamente i suoi…

Il video, con tanto di epiteto gentile, lo trovate qui.