Isole lontane

In Amore e altre catastrofi il protagonista crede di essere un’isola sperduta, in mezzo al mare, e destinato alla solitudine. Poi si innamora di una donna, risente una registrazione in cui si percepiva come uno scoglio solitario e si manda a fanculo da solo.

La mia amica Milla sostiene che a me succederà la stessa cosa: ricorderò le cose che ci diciamo in chat, tutte le sere prima di andare a dormire, e sorriderò della mia ingenuità. Quello a cui lei non fa caso, tuttavia,  è che i film non sono veri. La realtà è sempre peggiore.

Questo dicevo a Vale, al cospetto del suono di carta del tabacco essiccato con cui si stava arrotolando una sigaretta fatta a mano.

«Beh, noi archeologi abbiamo un problema,» mi ha ribattuto a sua volta, serafica «non riusciamo a capire com’è possibile che in età preistorica interi gruppi di uomini abbiano lasciato le loro terre per andare a vivere in isole così lontane… è un mistero. Senza soluzione.»

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