A Nano

Quando due persone si cercano, amore mio, è assurdo crearsi intorno un labirinto di intenzioni sbagliate.

Perdere qualcuno a cui si tiene davvero per la nostra incapacità di pronunciare le parole giuste… E  sai perché dico questo: sono il primo a non trovarle al momento opportuno, quando ogni cosa deve essere creata con il suono del respiro di Dio.

Capisci che è per questo che siamo magici? Creiamo la vita, la realtà, con le parole!

E quando vedo che la realtà è lì – e deve solo essere ripetuta, e non pronunciata per la prima volta – ebbene, non mi capacito. E non è un rimprovero, amore mio.

Mi sembra soltanto un inutile spreco di tempo e energia, uno sterile esercizio di stile, soprattutto al cospetto dell’unica benedizione che gli dèi lasciano ricadere su questo pianeta, senz’alcuna prodigalità, sulle nostre vite immerse nel dramma, come ricompensa ultima per la dannazione inferta alla prima madre degli uomini, condannati, insieme, a maneggiare l’inferno.

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