I fischi a Renzi e le due anime oscure del pd

Credo sia evidente che Renzi sta alla sinistra come io sto alla chiesa cattolica. Per tale ragione la piazza della manifestazione di oggi, a San Giovanni, a Roma, gli ha gridato parole forti: «non sei di sinistra!», «va ad Arcore», «stai rovinando il partito».

C’è il rischio, tuttavia, che chi lo ha contestato sia con ogni probabilità dalemiano: quell’allusione alla “rovina” del partito lo lascerebbe credere… E D’Alema, è altrettanto evidente, sta alla sinistra come io sto al nazi-fascismo.

La piazza dei Cinque11, in tal caso, sarebbe mossa non da un impeto di riappropriazione culturare, bensì dall’istinto di fedeltà al padrone. E questo fa molto PCI (e anche un po’ PCUS).

Renzi e D’Alema, per altro, sarebbero i rappresentanti più evidenti delle due anime del pd: quella cattolica, che non ha mai rinunciato alla sua vocazione confessionale, e quella post-comunista, che non ha mai rinunciato ai suoi connotati sovietici.

Il che se vogliamo è un vero peccato: il partito democratico poteva dar prova di coesione, nel rispetto di una pluralità di linguaggi. Affinché questo avvenga, se ne deduce, devono cambiare le persone che stanno ai suoi vertici. I tanti militanti che ci credono davvero lo meritano.

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Alluvioni e nubifragi? Un problema di “sinistra”

A Genova è piovuto talmente tanto che in poche ore si sono riversate quantità di piogge che, normalmente, cadrebbero in quattro mesi.

Vogliamo riflettere un po’ su questi fatti?

Prima aspetto: tra i morti ci sono ancora immigrati. E non è un caso: gli stranieri affittano più facilmente seminterrati, perché più economici. Anche nel recente nubifragio di Roma una delle vittime è stato un immigrato. La questione, perciò, che è prima di tutto ambientale, avrebbe dei risvolti sociali legati alla povertà e agli stili di vita. E questo sarebbe un campo d’azione della politica.

Seconda aspetto: il mutamento climatico e la tropicalizzazione del clima è il frutto delle emissioni di gas nel pianeta aggravato dalle deforestazioni. Il cielo si ribella ma a terra l’uomo è così stupido da aggravare la situazione con l’abusivismo edilizio: si costruisce laddove non si dovrebbe, magari vicino al corso di un fiume o sotto una collina pronta a franare. Lo dicono anche gli esperti.

Le soluzioni, a quanto pare, toccano temi specifici di un’area politica e una soltanto: il rispetto dell’uomo, a prescindere dalle sue origini e la sua etnia, il rispetto dell’ambiente, la lotta all’abusivismo, la creazione di una coscienza sociale e ambientale insieme, il livellamento delle differenze legate al reddito, il diritto a una dimora adeguata.

Tutti cavalli di battaglia che l’attuale sinistra dovrebbe far propri, in modo serio, al cospetto di ciò che ha prodotto in questi anni il berlusconismo: il disprezzo per lo straniero visto come criminale, il diritto di cittadinanza per evasori e abusivisti di ogni sorta, l’intensificazione delle disparità sociali, il più completo disinteresse per la creazione di una cultura del e per l’ambiente.

Adesso va da sé che non è colpa di Berlusconi se piove e le piogge sono così violente. Il “piove, governo ladro!” non è una risposta all’analisi critica di certi fenomeni. Ma è certo che la cultura politica che il berlusconismo e i suoi uomini rappresentano non è buona, tra le altre cose, a risolvere nemmeno questo tipo di problemi che, invece, rischiano di aggravarsi. Questo è pacifico.

Ed è per questo che abbiamo bisogno di una sinistra che sia degna di questo nome e una destra, quella attuale, ricacciata nell’opposizione per almeno un quindicennio. Ne va della nostra sicurezza, della nostra vita e del futuro di noi tutti.