Dedicato al berlusconiano medio

Lo hai sempre votato perché ti dava sicurezza.
Perché l’italico costume fatto di malefatte, di clientele, di favoritismi e di corruttele non cambiasse.
Perché il sapore vagamente fascista di una cultura di sottofondo rinvigorisse, giorno dopo giorno.
Perché sei insofferente alle regole.
Perché hai capito che le parole, se cambiano significato, confondono il vero. A cominciare dalla parola “libertà”.
Oppure perché non ti sei mai reso conto di tutto questo.

E adesso che tutto è allo sfacelo, ed è tutto merito tuo, ti chiedo: ma non ti vergogni nemmeno un po’?

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Fuga dalla scuola media

Con la penna penso di cavarmela.
Poi passo del tempo di fronte al computer, per cui so anche smanettarci.
Riesco a elaborare testi per la comunicazione pubblica.
Conosco bene la lingua italiana.
Last but not least, so cucinare.

Ok, c’è la crisi e non si possono fare passi falsi.
Ma qualcosa dovrei trovarla, per smettere di fare l’insegnante. O no?

Buona Porta Pia a tutti/e!

E che sia viva la consapevolezza che la strada contraria alla laicità delle istituzioni conduce nell’Iran degli ayatollah e nell’Afghanistan dei talebani.

O in via della Conciliazione, se vogliamo rimanere in zona.

Per chi volesse saperne di più, clicchi qui.

Faccio outing! Anzi, non ne so nulla

Parliamo di outing. E per farlo, è necessario partire da alcune dichiarazioni di Aurelio Mancuso a seguito della bocciatura della legge contro l’omo-transfobia, per arrivare fino ai giorni scorsi.

Smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone omosessuali. (Il Giornale, 19 luglio 2011)

Pdl e Lega sono covi di politici che fanno sesso con gay e trans. Ne abbiamo le prove attraverso la nostra rete capillare di informazione. Abbiamo testimonianze e persone che hanno visto direttamente questi politici praticare sesso con gay e con trans di notte e poi di giorno attaccano gay e lesbiche e osteggiano la legge contro l’omofobia […] costringeremo all’outing quei frequentatori assidui di gay e trans che poi in parlamento si fanno paladini dell’omofobia e della famiglia tradizionale e ostacolano la legge. (l’Unità, 23 luglio 2011)

Quando venne bocciata la legge sull’omofobia mi sono davvero arrabbiato e ho pensato di fare una cosa che all’estero avviene spesso, cioè far arrivare ai giornali tramite il web i nominativi di politici non dichiarati. (la Repubblica, 15 settembre 2011)

Ripeto come un mantra, a tutti e tutte che l’idea dell’outing nacque all’indomani della bocciatura della legge di Paola Concia contro l’omotransfobia. La lanciai come moto personale di indignazione di getto su FB, tante adesioni, tanto sostegno, ma poi non si concretizzò nulla. Ora la cosa è in mano a questo gruppo di persone anonime, di cui niente so e niente voglio sapere. Come è chiaro a tutti, persino ai giornali, Equality Italia non c’entra nulla e come sai siamo impegnati in ben altre cose, tra cui il nostro Congresso che si terrà l’8 ottobre a Roma. (nota su Facebook di Ivan Scalfarotto, dopo le sue dimissioni da Equality Italia, 17 settembre 2011).

Quanto segue, invece, è l’invito apparso tempo fa su Facebook per aderire alla campagna di outing lanciata da Mancuso e pubblicizzata anche tra i commenti di questo blog:

PARTE L’ORGANIZZAZIONE PER L’OUTING
ABBIAMO BISOGNO DI
– 10 SITI DISPONIBILI A VEICOLARE LE NOTIZIE SULLA CAMPAGNA
– 3 ESPERTI DI COSTRUZIONE SITI E IN GENERALE DI INTERNET
– 3 ESPERTI IN RICERCA INTERNET E COMUNICATORI
– 3 AVVOCATI ESPERTI DI LEGGE SULLA PRIVACY E DIRITTO INT.
– 1.000 PROFILI FACEBOOK CHE RILANCINO LA CAMPAGNA
– UN GRAFICO CHE STUDI UN LOGO ADATTO

SCRIVETE A: outingora@libero.it

Tutta questa storia ha portato diverse polemiche e commenti di vario genere. Ne segnalo uno soltanto, di Giovanni Dall’Orto:

Solo in Italia un ministro si vede comprare una casa “a sua insaputa”, e un Aurelio Mancuso dar vita a una iniziativa di outing “a sua insaputa”. Ma se non altro la qualità morale dei nostri politici è omogena.

Concludo ricordando alla gentile utenza che, mentre in Italia ci si diverte a giocare a nascondino dietro un mouse, in Inghilterra la civil partnership (che regola le unioni tra gay) muterà la sua dicitura “matrimonio”. Ma è pur vero che, forse, nella perfida Albione si gioca a far meno i «rivoluzionari da tastiera» (cit).

I risultati, va da sé, sono sotto gli occhi di tutti.

La scuola si è rotta. E pure il prof

All’università ho dato ventuno esami. Tra questi quelli che ho amato di più ci sono stati le discipline linguistiche, la Letteratura italiana, la Filologia romanza, le storie della chiesa e del cristianesimo.
Ho fatto un master, una scuola di specializzazione per insegnare ai licei (ai licei, sottolineo), un dottorato di ricerca.

Se potessi tornare indietro, quando agli esami mi si chiedeva di parlare di apofonia latina, della formazione del canone biblico, della materia arturiana o del ciclo dei vinti, avrei dovuto rispondere che no, non erano quelle le cose che mi sarebbero servite un giorno.

Avrei dovuto dire loro di impartirmi un corso di buone maniere per undicenni, a cominciare da come si tiene il cucchiaio a tavola.
Oppure un bravo terapista per sopportare l’indolenza di centocinquanta studenti ai quali nulla interessa delle cose che sono costretto a insegnar loro, a cominciare dai meridiani e paralleli.
O a impostare il tono della voce, per gridare, senza sforzo eccessivo e per evitare di sentir dolore alle corde vocali a fine giornata, di far silenzio.

Perché è questo che mi si chiede di fare da un po’ di tempo a questa parte. E se lo avessi saputo prima non mi sarei di certo sbattuto a diventare una persona le cui cose da dire non interessano praticamente a nessuno.

Per poi magari scoprire, un giorno, che lo stato – nella persona di uno o più ministri che intendono la politica solo come taglio alla spesa – non ha più bisogno dei tuoi servizi e licenziarti senza nemmeno dirti grazie.

Diritti ai gay: D’Alema bugiardo, omofobo, incompetente

Massimo D’Alema torna sul tema dei diritti civili, intervistato da Zoro (Diego Bianchi) alla Festa dell’Unità di Ostia, lo scorso 9 settembre.  Tutto quello che c’è da sapere – ma è storia vecchia, come è vecchio il nostro “eroe” – potete vederlo in questo video:

Non mi interessa entrare nella polemica che vede, in queste ore, correzioni, smentite, confronti e presunte (ma non vere) strette di mano tra leader del pd e di Arcigay.

A quelle finte elucubrazioni, di sapore confessionale e integralista, si possono controbattere argomenti, questi sì, seri:

1. le persone GLBT lavorano, pagano le tasse, fanno parte del tessuto sociale. Un qualsiasi programma politico che escluda a priori le esigenze di tale comunità è un programma miope, discriminatorio, offensivo nei confronti di milioni di esseri umani

2. tutte le organizzazioni gay attualmente presenti sul territorio nazionale hanno come obiettivo il riconoscimento delle unioni civili, la legge contro l’omo-transfobia, la tutela dell’omogenitorialità e delle persone trans e, last but not least, il matrimonio e le adozioni

3. dichiarando che il pd per poter portare avanti il cambiamento sociale ha bisogno di un partitino del 6%, omofobo, popolato in passato da personaggi dalla dubbia moralità, nonché cattolico integralista, D’Alema ammette l’inconsistenza politica del suo partito rispetto a qualsiasi eventuale alleato

4. D’Alema vuole allearsi con un partito che ha prodotto fulgidi esempi di politica nazionale quali Totò Cuffaro, condannato per legami con la mafia, e Saverio Romano, ora ministro dell’agricoltura e imputato per mafia. Per tenersi stretto Casini, che ha fatto eleggere questa gente nell’UdC, è pronto a sacrificare i diritti di centinaia di migliaia di cittadini/e onesti/e

5. la nostra Costituzione non vieta affatto le unioni tra omosessuali e men che mai il matrimonio (che non è un sacramento, bensì un contratto giuridico). Non specifica nemmeno il sesso dei contraenti dell’istituto matrimoniale, per cui dato l’articolo 29 e gli articoli 2 e 3, in Italia due gay o due lesbiche potrebbero tranquillamente sposarsi.

Tutto questo, ancora una volta, è la riprova che la dirigenza del pd è affidata a persone incompetenti, bugiarde e omofobe.

Fino a quando questa gente (tra cui Bindi, Fioroni, ecc) non verrà messa alla porta, il partito democratico è e rimane invotabile. E non solo da gay e lesbiche, ma da chiunque abbia a cuore il concetto di integrità morale, di uguaglianza e di democrazia.

Oltre il danno, la beffa

Di nuovo alle scuole medie.
E come se non bastasse, mi hanno convocato, da dopo domani, per una supplenza annuale, sempre alle medie, ça va sans dire, ma fuori Roma.
Ovvero, fare un lavoro che odi, lontano dalla città che ami.

E poi, visto che non ci facciamo mancar nulla, oltre il danno pure la beffa: le vicine di casa cantano a squarciagola l’intero album di Emma.

Qualcosa mi dice che forse è arrivata l’ora di lasciare l’insegnamento e dedicarmi a più sane e dignitose attività manuali.

Gli 11 settembre

11 settembre 2001, l’attentato alle Torri Gemelle svela al mondo il pericolo del fanatismo religioso islamico e gli orrori che ne possono conseguire. In pochi, tuttavia, mettono in relazione quel pericolo alla real politik americana che quei certi fanatismi li ha pure foraggiati, per un certo tempo, prima che il mostro si rivoltasse contro il proprio creatore.

11 settembre 1973, il colpo di stato organizzato dalla CIA annienta la democrazia in Cile. Il golpe di Pinochet determinerà l’assassinio di Salvador Allende – colpevole di voler perseguire il benessere della sua nazione – e l’istaurazione di una delle più feroci dittature dell’America del sud. Anche in questo caso ci furono migliaia di morti.

Io onoro i martiri di entrambe le ricorrenze, perché vittime di fatti enormi – e altrettanto assurdi – e di una crudeltà di quella politica che porta i grandi a fare del popolo carne da macello.

Quando cerchiamo il nemico del nostro benessere e della nostra sicurezza dovremmo guardare, innanzi tutto, dentro di noi. Per capire che ciò che preserva dall’assurdità della morte è il ricorso a una rigorosa onestà intellettuale.

Wikipedia fa dell’omofoba Bindi una paladina dei gay

Tempo fa leggevo la pagina di Wikipedia su Rosy Bindi. Alla voce “Biografia politica” mi sono imbattuto in queste affermazioni:

Il suo nome è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche, ma al contempo anche molti consensi da parte di associazioni laiche come l’UAAR e l’Arcigay.

Va da sé che ci troviamo di fronte a palesi inesattezze. Le maggiori associazioni italiane GLBT considerarono il progetto dei DiCo come una leggina iniqua e per di più offensiva per migliaia di coppie di fatto.

Ho ritenuto opportuno cambiare quella parte della biografia, per altro non suffragata da nessuna fonte, in modo seguente:

Il suo nome è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche e, sempre sul versante dei diritti dei gay, anche da diverse sigle del movimento omosessuale italiano, a causa di un disegno di legge ritenuto estremamente blando e per alcune dichiarazioni ritenute offensive contro le famiglie gay, come quando affermò: «Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. E’ meglio che un bambino cresca in Africa.»

Qualsiasi persona di buon senso e intellettualmente onesta si riconoscerebbe maggiormente in questo tipo di affermazione, piuttosto che quella precedente.

Si dà il caso, tuttavia, che qualche solerte piddino ha cancellato le mie precisazioni per tornare al vecchio testo, in cui si descrive la presidente del pd – palesemente omofoba e contraria al riconoscimento reale dei diritti delle persone GLBT – come una paladina dei gay.

Or bene, poiché il precariato mi lascia molto tempo libero, ho deciso che correggerò quel testo ogni qual volta quel solerte piddino (rigorosamente anonimo) continuerà a diffondere menzogne.

Barcelona time

Up:
Epifania
la piccola Emma (che da grande sarà una dirigente del PP spagnolo)
Valevalium
la Barceloneta
la clara, il pimiento del padron e il chorizo di stasera
la Rambla e il suo mercato
Gracia
la nostalgia dei miei amici lontani
le musiche di cui mai saprò il nome
il Poble Espanyol
la Fontana Magica
la pace del Labirinto
i giardini dell’Universitat
i cinghiali in giro per strada
lo sguardo gentile del barista, in quel pomeriggio apparentemente bugiardo.

Down:
il caldo della metro
le barriere architettoniche
le blatte giganti
l’Aquarium (io ancora aspetto i delfini)
il mio francese al convegno
il nazionalismo catalano
il mare visto di spalle
gli angoli oscuri, a cominciare da quelli interiori.