Il rumore dei tuoi passi sulla neve

C’era una volta. Io. Nella continua ricerca del principe azzurro. Perché da solo non ero intero e avevo bisogno dell’altra metà del mio cielo sempre oscuro. Del pezzo mancante della mela avvelenata. Del frammento del medaglione perduto nella profondità di tutti i mari in tempesta.

Questo ero io. Una scheggia di vulcano, un pezzo di vetro, la parte di un puzzle con una tessera sola.

Per questa ragione mi aggrappavo alla vita degli altri, per cercarvi dentro ciò che mi avrebbe dato compiutezza.

Ignoravo, tuttavia, che se non ti senti integro nessuno può completarti davvero. Diviene tutto solo un vagare di errore in errore. E questo ti spezza ancora, divieni l’horcrux di tutti i tuoi desideri.

Fino a quando un giorno le lenzuola del mio letto avevano pieghe diverse. Pieghe mie. Così come il colore della curcuma comprata al mercatino delle spezie. O il rumore dei tuoi passi sulla neve, una mattina d’inverno.

Stacco musicale…


Adesso non ha più senso riempire il vuoto. Adesso bisogna raccogliere gli altri pezzetti di me, tutti quelli nati dai miei errori, e distruggerli uno a uno.

Perché per ritornare ad avere un’anima sola, bisogna rinunciare a tutto quello che l’ha spezzata. Per essere interi, una volta e per sempre.

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