Tunnel e neutrini. Dopo Maria Stella, la Aprea

Valentina Aprea, altra mente del Pdl responsabile del disastro in cui versa la scuola italiana e per questo presidente della commissione Cultura alla Camera, sul caso del “tunnel  Gelmini” dichiara:

«È la sinistra che si ricopre di ridicolo montando una polemica surreale non prendendo occasione di strumentalizzare un comunicato del Ministero che come ovvio si riferisce al tunnel al cui interno sono stati lanciati i protoni».

Prima osservazione: nel comunicato ufficiale c’è scritto, testualmente

«alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento…»

e se la lingua italiana non è un’opinione qui si sta parlando un tunnel che passa tra un punto e un altro. Per di più anche l’uso del complemento del moto per luogo non lascia molti spazi al dubbio di cosa volesse significare quella frase.

Secondo poi, è comunque grave che il ministero che coordina e gestisce la cultura di massa in Italia non sia in grado di produrre un testo chiaro e breve su un avvenimento così importante. Se la Gelmini dice che non intendeva dire che esiste un tunnel sotterraneo le si può pure credere, ma pecca comunque di dilettantismo, lusso che un ministro non si deve permettere.

Terzo: la signora Aprea parla di protoni. Adesso io non sono molto ferrato in fisica, ma qua non si stava parlando di neutrini? E se guardiamo alla sua stessa frase, dice, anche lei, che le particelle sono passate attraverso un tunnel evidentemente costruito dall’uomo.

Questa è la situazione della scuola e della cultura nel nostro paese: in mano a gente che non sa di cosa si sta parlando. E che, a quanto pare, non sa nemmeno scrivere.

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9 thoughts on “Tunnel e neutrini. Dopo Maria Stella, la Aprea

  1. “Innanzitutto bisogna chiarire che per un esperimento con fasci di neutrini è necessario un acceleratore di particelle. In questo caso si tratta del Super Proton Synchrotron (SPS). Qui vengono accelerati i protoni, che poi vengono estratti per farli collidere contro un bersaglio di grafite con un diametro di 2 millimetri e due metri di lunghezza. I protoni interagiscono con la grafite e producono altre particelle che si chiamano mesoni. Questi ultimi vengono fatti decadere in un tunnel lungo un chilometro che va sotto terra e che è orientato verso il Gran Sasso. Qui comincia il viaggio dei neutrini sotto la crosta terrestre e attraverso la materia, a una profondità che raggiunge i 10 chilometri. Il tunnel di cui si parla è questo.”
    Antonio Ereditato (responsabile dell’esperimento Opera del Gran Sasso (dove ‘approda’ il fascio di neutrini che parte dal Cern), e docente all’Università di BernaA)

    http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2011/09/24/mariastella_gelmini_gran_sasso_cern_neutrini_tunnel_antonio_ereditato.html

  2. Concordo sul fatto che la Gelmini abbia fatto una figura da mediocre, ma vorrei aggiungere che la Aprea, quando dice che nel famoso “tunnel” sono stati accelerati dei protoni probabilmente ha ragione, perchè, se non sbaglio, i neutrini sono prodotti dalla collisione di protoni o nuclei atomici.

  3. Sì, il fatto è che alla fine le cose -soprattutto nella ricerca scientifica- non sono semplici come possono apparire. Nessuno, infatti, si pone la domanda “da dove vengono questi neutrini?”.
    I neutrini vengono prodotti dal decadimento di altre particelle, e in particolare, visto che di tipi di neutrini (noi fisici usiamo il termine “sapore” perché siamo molto fantasiosi e usare la parola “carica” sarebbe stato fuorviante, perché la carica elettrica è zero e assume solo 2 valori) ce ne sono 3, collegati ad altrettanti leptoni: elettrone, mu e tau, bisogna innanzitutto dire che i neutrini in questione sono neutrini mu. I neutrini che provengono dal sole, invece, sono neutrini e, perché prodotti dalle reazioni termonucleari e di solito accompagnano appunto l’emissione di un elettrone.
    Dunque per produrli occorrerebbe un fascio di mu. Ora, per produrre i muoni artificialmente non abbiamo molte scelte, la cosa più facile è farli venir fuori dalle particelle instabili che si producono quando si fanno interagire i nuclei atomici (di una qualsiasi sostanza) tra di loro o meglio con i protoni, che sono appunto mattoni dei nuclei atomici. Quando infatti facciamo interagire i protoni con dei nuclei (che contengono a loro volta protoni e neutroni), si producono particelle instabili “simili” a protoni e neutroni, che furono chiamate “adroni”, intendendo che sono molto più pesanti di elettroni, mu e le altre particelle, i “leptoni”. Ben presto fu chiaro che in realtà gli adroni sono soggetti alla forza che tiene uniti i nuclei, l’interazione forte, mentre i leptoni sono soggetti solo alla forza nucleare debole (che li rende instabili) e a quella elettromagnetica.
    Dunque devo fare interagire protoni con un pezzo di materia in cui ci sono ovviamente dei nuclei (e perché protoni e non neutroni? perché sono carichi elettricamente e li posso a. accelerare con campi elettromagnetici b. guidare con un campo magnetico e dirigerli sul bersaglio), in modo da produrre altre particelle instabili (adroni), che essendo appunto instabili tendono a decadere in altre particelle più leggere. Quelli che sopravvivono di più sono i mesoni K, per cui, tralasciando quelli che decadono subito, diciamo che dall’interazione dei protoni con un bersaglio, viene prodotto un fascio di K. Se adesso aspetto abbastanza tempo, anche i K decadranno, e alla fine cosa mi rimane? I mesoni pi greco, l’adrone più leggero, anche lui instabile, che decadrà in leptoni: in un mu e un neutrino mu [per i più pignoli: pi+ -> mu+ nu_mu, pi- -> mu- anti(nu_mu) ].
    Ecco fatto il fascio di neutrini. Naturalmente aspettare che K e pioni decadono, dal momento che tutte queste particelle in realtà viaggiano in una direzione con una certa velocità (legata alla loro energia e massa), vuol dire farli viaggiare in un tunnel. Ecco quindi che di tunnel ce ne sono un bel po’:
    – il tunnel dell’acceleratore che porta i protoni alla massima energia possibile, perché -sarebbe un po’ lungo da spiegare- vogliamo che i neutrini siano di alta energia e dunque anche i “frammenti” prodotti dall’interazione che decadranno, alla fine, in neutrini, devono avere alta energia
    – il tunnel che permette ai K, pi e mu di decadere alla fine in neutrini, lungo circa un km, e leggermente inclinato verso il basso, in modo da far attraversare ai neutrini un pezzo di crosta terrestre e “riemergere” all’altezza del Gran Sasso. A differenza dei neutrini, infatti, che interagiscono pochissimo con la materia, e viaggiano tranquillamente sottoterra, K, pi e mu devono viaggiare “indisturbati” dall’interazione con altri nuclei atomici, in un tunnel.
    – infine i neutrini devono interagire, molto debolmente come abbiamo detto, con un rivelatore, che necessariamente sarà enorme e registrerà pochissimi eventi (al secondo, al giorno… è stato necessario infatti aspettare infatti 3 anni per accumulare 15000 eventi), che se non faccio niente, saranno affogati da una quantità enorme di eventi “simili”, dovuti all’interazione con il rivelatore di particelle molto simili, anzi uguali a quelle descritte prima, che sono i raggi cosmici. Che cosa sono infatti i raggi cosmici, se non protoni? essi sono accelerati non dal CERN, ma qualche “magnete” galattico, che vanno a colpire la parte superiore dell’atmosfera, creando quella stessa cascata di K-> pi -> mu + neutrini (in realtà qui ci sono anche pioni neutri, neutrini elettronici, elettroni e fotoni…). Per non farmi sommergere dai raggi cosmici, quindi, metto il rivelatore in un altro tunnel, quello dei laboratori del Gran Sasso, che corre parallelo ai 2 tunnel autostradali.

    noioso? lungo? ho fatto tanti errori? spero di no…

  4. Pingback: Tunnel e neutrini. Dopo Maria Stella, la Aprea

  5. il “tunnel per il lancio di protoni” piu’ o meno esiste davvero. piu’ o meno perche’ penso non si chiami cosi’, non ricordo ed evito di copiare a destra e manca come spesso purtroppo si fa. il punto fondamentale e’ pero’ che l’esperimento OPERA richiede che un fascio di protoni sia fatto collidere con della grafite e da questa collisione sono emessi neutrini in una direzione decisa in funzione di dove e’ posizionato il detector. dunque la signora del PDL, secca ammetterlo, ma ha ragione: esiste un tunnel per l’accelerazione di protoni. la disonesta’ intellettuale di questa persona pero’ e’ nel tentativo (maldestro) di coprire un errore (quello della Gelmini) parlando di altro a cui, nelle intenzioni originali, non si era fatto per nulla cenno. l’aspetto politico e’ piu’ grave di quello scientifico: sostenere il falso pur di darsi ragione e di attaccare gli avversari politici. la mancanza di spirito e di autoironia e’ un pericoloso tratto dominante di questa destra che governa l’Italia. ben peggio di un comunicato sbagliato …

  6. attenzione, io ho premesso che non ne so una cippa di fisica, per cui mi chiedevo davvero che c’entrassero i protoni. Quello che contesto, in realtà, è il fatto che al ministero che gestisce il sapere si fanno errori madornali nella comunicazione. E il sapere, senza la giusta trasmissione, è solo un mucchio di parole scritte sui libri. Chi gestisce quel patrimonio dovrebbe saper comunicare senza ambiguità di sorta. Tutto qui.

  7. l’errore è dell’ufficio stampa del Ministro. O pensate che i comunicati se li scriva da sola? Questo non cambia di un minimo la grossolanità dell’errore (né il fatto che, leggendolo epr l’approvazione il Ministro non abbia avuto nulla da ridire) ma gridare allo “scandalo” non è sproporzionato rispetto i guasti che questo governo ha fatto a tutto il sistema scolastico e universitario? (Dario non mi riferisco minimamente al tuo post preciso ed equilibrato ma in generale al tono di questi giorni sulla rete e sulla stampa…). Lungi da me voler difendere un Ministro di questo governo ma fare le maestrine dalla penna rossa quando data la nostra preparazione media (e non solo in fisica) non sia di molto superiore a quella di chi ha scritto il comunicato mi sembra come minimo presuntuoso.
    Sono molto più carine le foto e le battute sulla rete, divertite e divertenti, che le serie reprimende.
    Opinione personale, eh!

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