Ma Harry Potter non è per nulla cristiano

Mi è arrivato un invito per partecipare, tra qualche giorno, alla presentazione del libro Il vangelo secondo Harry Potter, di Peter Ciaccio.

Si legge, nella pagina Facebook dell’evento:

Benché diversi credenti, e non solo, considerino il ciclo di Harry Potter un veicolo di modelli negativi, se non addirittura satanici, molti altri vi trovano invece, tra le altre, significative tracce della cultura ebraico-cristiana.

E ancora:

Peter Ciaccio propone così una lettura che mette in luce i parallelismi tra il mondo della teologia, quello della fantasia e quello reale, evidenziando molte questioni chiave della vita umana e della fede cristiana…

Personalmente trovo irritante il dover ricondurre ogni aspetto della vita a una dimensione religiosa. Forse Harry Potter è solo una storia umana che parla di sentimenti umani. E forse bisognerebbe cominciare a considerare l’ipotesi, tutta laica e scientifica, che questo sia possibile anche senza l’intenzione di qual si voglia divinità.

E in questo starebbe la grandezza dell’uomo: il sacrificio (tema centrale del romanzo della Rowling) per il bene altrui senza la necessità di una ricompensa finale, che, invece, è l’unico motore delle religioni, sempre opportunistiche.

3 thoughts on “Ma Harry Potter non è per nulla cristiano

  1. Grande, sei uno dei pochi che ha capito veramente Harry Potter! Mi stai sempre più simpatico.
    Per quanto riguarda i presunti parallelismi religiosi, mi astengo dal commentare.

  2. “Forse Harry Potter è solo una storia umana che parla di sentimenti umani.”

    Quindi l´ esperineza religiosa sarebbe roba da robot: buono a sapersi…..

    “per il bene altrui senza la necessità di una ricompensa finale, che, invece, è l’unico motore delle religioni, sempre opportunistiche.”

    Interessante peccato che esiste altro oltre al cattolicesimo romano…mai sentito parlare di calvinisti e luterani???

  3. Mai posto la religione fuori dalle esperienze umane. Anzi, io sono convinto dell’esclusiva umanità di quelle esperienze. Solo che magari se si valutassero tutte su un piano di parità e non di derivazione, da cui ne trascende una legittimità, il mondo sarebbe migliore. Tutto qui. Invece per molte religioni è lecito ciò che è riconducibile al piano del divino. Questo lo trovo irritante.

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