Diritti ai gay: D’Alema bugiardo, omofobo, incompetente

Massimo D’Alema torna sul tema dei diritti civili, intervistato da Zoro (Diego Bianchi) alla Festa dell’Unità di Ostia, lo scorso 9 settembre.  Tutto quello che c’è da sapere – ma è storia vecchia, come è vecchio il nostro “eroe” – potete vederlo in questo video:

Non mi interessa entrare nella polemica che vede, in queste ore, correzioni, smentite, confronti e presunte (ma non vere) strette di mano tra leader del pd e di Arcigay.

A quelle finte elucubrazioni, di sapore confessionale e integralista, si possono controbattere argomenti, questi sì, seri:

1. le persone GLBT lavorano, pagano le tasse, fanno parte del tessuto sociale. Un qualsiasi programma politico che escluda a priori le esigenze di tale comunità è un programma miope, discriminatorio, offensivo nei confronti di milioni di esseri umani

2. tutte le organizzazioni gay attualmente presenti sul territorio nazionale hanno come obiettivo il riconoscimento delle unioni civili, la legge contro l’omo-transfobia, la tutela dell’omogenitorialità e delle persone trans e, last but not least, il matrimonio e le adozioni

3. dichiarando che il pd per poter portare avanti il cambiamento sociale ha bisogno di un partitino del 6%, omofobo, popolato in passato da personaggi dalla dubbia moralità, nonché cattolico integralista, D’Alema ammette l’inconsistenza politica del suo partito rispetto a qualsiasi eventuale alleato

4. D’Alema vuole allearsi con un partito che ha prodotto fulgidi esempi di politica nazionale quali Totò Cuffaro, condannato per legami con la mafia, e Saverio Romano, ora ministro dell’agricoltura e imputato per mafia. Per tenersi stretto Casini, che ha fatto eleggere questa gente nell’UdC, è pronto a sacrificare i diritti di centinaia di migliaia di cittadini/e onesti/e

5. la nostra Costituzione non vieta affatto le unioni tra omosessuali e men che mai il matrimonio (che non è un sacramento, bensì un contratto giuridico). Non specifica nemmeno il sesso dei contraenti dell’istituto matrimoniale, per cui dato l’articolo 29 e gli articoli 2 e 3, in Italia due gay o due lesbiche potrebbero tranquillamente sposarsi.

Tutto questo, ancora una volta, è la riprova che la dirigenza del pd è affidata a persone incompetenti, bugiarde e omofobe.

Fino a quando questa gente (tra cui Bindi, Fioroni, ecc) non verrà messa alla porta, il partito democratico è e rimane invotabile. E non solo da gay e lesbiche, ma da chiunque abbia a cuore il concetto di integrità morale, di uguaglianza e di democrazia.

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27 thoughts on “Diritti ai gay: D’Alema bugiardo, omofobo, incompetente

  1. Sul punto 5:
    credo SIA un sacramento per la religione cattolica, ma a parte che non me ne può fregare di meno della religione e in particolare di quella cattolica, ma il punto 5 fa la stessa confusione che fa D’Alema!! Cosa c’entra se è un sacramento o meno?? Si parla di matrimonio civile e della Costituzione, alla quale non gliene frega nulla dei sacramenti! Se dici (giustamente) che la Costituzione non vieta i matrimoni omosessuali e poi subito dopo scrivi che il matrimonio non è definito come sacramento, sembra quasi che quel “definito” abbia la Costituzione come soggetto che definisce i sacramenti e che quindi si debba piegare ai sacramenti!!
    Detto questo, D’Alema ha detto una serie di bestialità aberranti, roba che all’estero non direbbe nemmeno nessun esponente della destra normale!!! Ed è AGGHIACCIANTE che un simile ANALFABETA DELLA COSTITUZIONE sia stato presidente delle Bicamerale che doveva riformare la Costituzione!!
    E la porcata finale, ne vogliamo parlare???? “Ci sono altre priorità, c’è la crisi economica” (!!!!), come se i diritti civili non fossero LE FONDAMENTA di qualunque società civile e come se non fosse l’Italia il Paese nella situazione più drammatica di tutto l’Occidente per i diritti civili!!!!

  2. Pingback: Diritti ai gay: D’Alema bugiardo, omofobo, incompetente

  3. Ovviamente non volevo cadere in quello stesso errore e la fretta nello scrivere, sempre cattiva consigliera, mi ha reso poco efficace. Ad ogni modo ho corretto. Adesso dovrebbe essere ineccepibile. :)

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  5. Pingback: M come Matrimonio « Gay for dummies

  6. Che bella la reata’ autocreata:
    6. La Costituzione italiana VIETA il matrimonio gay. Almeno fino ad oggi e’ cosi. Non lo dico io ma lo dice l´unica autorita’ riconosciuta che puo´interpretare la Costituzione in maniera vincolante per tutti. L´altro giorno il grande Napolitano ha nominato una nuova giudice alla Corte che ha tranquillamente affermato che considera anticostituzionale il matrimonio tra perosne dello stesso sesso, perche’ invce di andare dietro a un coglione come D’Alema il movimento gay non ha detto una parola??? Perche’ si e’ creato una realta’ che NON esiste!!!
    Se vogliamo cambiare l´Italia prima dobbiamo renderci conto di come e’ oggi e non confonderla con come la vorremmo! Mi rendo conto chel acosa sia difficile e dolorosa ma non c´e´altro modo!

  7. Simone, citami l’articolo della Costituzione in cui è vietato il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
    Per il resto, riporta un qualsiasi articolo web in cui si parla della giudice che ha parlato di anticostituzionalità del matrimonio.

    Quando diciamo certe cose, sarebbe opportuno suffragarle con dei fatti. Altrimenti sono soltanto parole.

  8. Elfobruno, mi spiace ma non ci siamo capito (o meglio hai capito benissimo ma come prima neghi la realta’)
    La Corte costituzioneale ha detto (sent 138/2010, la trovi su internet) che la parola matrimonio nell’a´articolo 29 della Costituzione va intenso come matrimonio tra un uomo e una donna! In Italia ne’ io ne’ tu abbiamo nessun autorita’ per interpretare la costituzionne solo la Corte puo´farlo e lo fa’ in maniera da vincolare tutti Parlamento incluso.

    La corte puo´camnbaire idea ma OGGI la Costituzione italiana correttamente interpretata vieta il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

    Te mid ici che u e´un SOLO un interpretazione: ma senza intepretazione (te lo spiga anche il giurista piu’ scarso) nessun testo legislativo ha nessun valore! L´interpretazione e´lo strumento peru cui una legge o una costituzione si tratducon in fatti reali.

    Su napolitano vedi :
    http://gaymagazine.likepage.it/2011/09/13/marta-cartabia-il-nuovo-giudice-omofobo-della-corte-costituzionale/

    http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2011/6/28/NEW-YORK-Matrimonio-a-ogni-costo-la-pretesa-dei-falsi-diritti/190094/

    prima di accusare qualcuno di dire cose non esatte sarebbe il caso di informasi!!!

    Saluti dal mondo reale

  9. PS
    Per non essere accusato di essere un gay omofobo: sono perfettamente concorde con te nel ritenere la sentenza della Corte sbagliata e nel sostere che due gay hanno pieno diritto al matrimonio.
    Ma quello che voglio io e´molto diverso da quello che e’, e confondere le due cose non aiuta nessuno!

  10. L’unica cosa che posso rimproverarti è il tono un po’ arrogante usato nei miei confronti.

    Per il resto posso solo farti notare che “non prevedere” non è sinonimo di “proibire”. Io lotto perché il diritto descriva la realtà presente, non perché riproponga formule antiquate, per di più ideologiche.

    Tutti noi dovremmo muoverci in questa direzione, credo.

  11. Ok allora il mio matrimonio non e´previsto ma non e´probibito ok?
    che bella consolazione! ora posso dormire sogni tranquilli.
    Io posso ammettere il mio tono arrogante, ma e’ arrogante perche’ il movimento gay italiano fa diventare arrogante anche la personsa piu’ pacifica del mondo.

    “Io lotto perché il diritto descriva la realtà presente, non perché riproponga formule antiquate, per di più ideologiche.”
    che cosa voglia dire e´un mistero…..almeno per me

  12. ecco fatto quando non si hanno elementi per la discussione parte l´attacco personale….complimenti! Cosi andremo molto lontano!

  13. Veramente era un’eventualità, non un attacco personale. Hai mai fatto politica o volontariato in un partito o in un’associazione GLBT? Io credo che sia molto semplice lamentarsi e strepitare. Lo fanno praticamente tutti. Altra cosa è affrontare i problemi e risolverli.

  14. Carissimo, questi sono i risultati dell´argomento ah hominem: l´assurdo! Soprattutto se non sai con chi stai parlando. Io non vivo in Italia da anni….che faccio?? convinco la Merkel a dichiarare guerra all´Italia cosi oltre a risolvere la crisi finanziaria magari l´Italia diventa un Paese civile?
    Io ho fatto un semplice commento al tuo post in cui ho messo in evidenza che quello che hai scritto e´semplicemente falso o se vogliamo esser educati non corretto. (ci sarebbe altro ma ho evitato)
    Le persone democratiche ammettono l´errore e vanno avanti non si mettono a sondare le credenziali dell´intelecutore! Se fossi il piu’ omofobo del pianeta o l´attivista gay piu’ radicale quello che ho scritto rimarrebbe comunque assolutamente vero.

  15. La Corte Costituzionale non ha detto che il matrimonio fra gay è vietato, né che è incostituzionale. Ha semplicemente detto che se lo si vuole fare, lo si può fare (anzi ha detto che è necessario un riconoscimento delle coppie gay) ma tocca al Parlamento decidere il modo e il tempo. Non alla Corte, che non è un organo legislativo.

    Del resto, in uno stato democratico di diritto, mi pare cosa buona e giusta rispettare la divisione dei poteri.

    Basta leggere la sentenza, dall’inizio. E non soltanto il pezzo centrale.

  16. @ Michele:

    Allora forse sarebbe da capire il senso delle parole “vietato”:

    vediamo un po’ di storia per capirci:

    Due uomini vanno al comune a chiedere le pubblicazioni di matrimonio, l´ufficiale di stato civile dice di no, i due uomini vanno dal tribunale per fare ricorso, al tribunale viene un dubbio e chiede alla Corte: posson due uomini a normativa vigente sposarsi in Italia? Risposta : NO!

    Ora io questo lo chiamo divieto! poi te definiscilo come ti pare: il risultato e´che se io vado con il mio compagno a chiedere di sposarmi non rispondo: il matrimonio e´costituzionale ma non previsto ma solo che e’ vietato!

    Sul fatto che sia “incostituzionale”. Anche qui giochiamo con le parole. La corte ha detto che le norme del codice civile che prevedono che il matrimonio tra persone di sesso diversono sono legittimi e quindi costituzionalmente conformi (la corte non puo’ esprimere un parere su una norma che non esiste), ma per arrivare a questa conclusione la corte dice:

    ” I costituenti, elaborando l’art. 29 Cost., discussero di un istituto che aveva una precisa conformazione ed un’articolata disciplina nell’ordinamento civile. Pertanto, in assenza di diversi riferimenti, è inevitabile concludere che essi tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso. In tal senso orienta anche il secondo comma della disposizione che, affermando il principio dell’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, ebbe riguardo proprio alla posizione della donna cui intendeva attribuire pari dignità e diritti nel rapporto coniugale.”

    Ora io trovo questo ragionamento completamente sbagliato dal punto di vista giuridico e illogico ma la Corte ha chiarmanete detto che la parola matrimonio nell´articolo 29 indica il matrimonio del codice del 1942 (ormai non piu’ vigente in quella parte) ergo tra un uomo e una donna.

    La storiella della separazione dei poteri lacio da parte perche’ la Corte e’ un clasisco esempio di violazione del concetto di separazione dei poteri generalmente intesa ( se i poteri sono separati da dove arriva il potere di un giudice di annullare una legge?)

  17. @Simone, credimi, non ho intenti polemici. Voglio solo spiegarti che hai capito male la sentenza, tutto qui.

    Io capisco che dal tuo punto di vista – di cittadino gay e giustamente incazzato – fa poca differenza che qualcuno ti dica che “il matrimonio gay è incostituzionale” o “che è vietato” o “che non è previsto”. In tutti e tre i casi, infatti, tu non ti puoi sposare.

    Ma i tre casi sono ben diversi l’uno dall’altro e hanno significati e conseguenze ben diverse l’uno dall’altro, sia sul piano del diritto sia sul piano politico che delle rivendicazioni.

    Affermare che “il matrimonio gay è incostituzionale” (o che è vietato dalla Costituzione) significa dire che esiste una norma costituzionale (non una norma qualunque) che dice che “due persone dello stesso sesso non possono sposarsi”.

    Se questa norma esistesse davvero, il legislatore non potrebbe promulgare una legge che permettesse il matrimonio gaio: perché sarebbe appunto incostituzionale. Dal punto di vista politico, sarebbe allora necessario “cambiare la Costituzione” per consentire i matrimoni gay. E i movimenti dovrebbero impegnarsi in tal senso.

    Ma cambiare la Costituzione è difficile e – ci dice D’Alema – ci sono problemi ben più importanti. Il messaggio che lui vorrebbe far passare è: “io vorrei farvi sposare, perché io vi voglio bene, cari miei amici gay, ma farlo sarebbe troppo difficile: c’è da cambiare la Costituzione, c’è la crisi, ci sono problemi più importanti. Invece del matrimonio, facciamo qualcosa di più semplice: facciamo i Pacs…” (che poi diventeranno di nuovo i DiCo, poi i DiDoRe e poi per l’ennesima volta il nulla).

    La verità però è che non esiste questa norma costituzionale né la Corte si è minimamente sognata di affermare un simile divieto costituzionale (basta leggere la sentenza, per scoprirlo). D’Alema lo sa bene e infatti il senso vero della sua frase, secondo me, è: “io vorrei farvi sposare, cari miei amici gay, ma farlo sarebbe troppo difficile: io infatti voglio allearmi con l’Udc per vincere alle prossime elezioni e l’Udc non vuole i matrimoni gay (né i Pacs né tutto il resto). Quindi non lo posso fare. Ma io vi amo, lo giuro, quindi votatemi lo stesso!”. Sì, ciao!

    La Corte ha detto che “il matrimonio, così come è oggi, riguarda solo gli eterosessuali” ma non ha escluso che un domani non possa riguardare anche i gay. Anzi ha detto l’esatto opposto! Che il legislatore ben potrebbe prevedere i matrimoni gay, così come ben potrebbe prevedere altri tipi di unioni. Di più: la Corte ha detto che, per via dell’art.2 della Cost., abbiamo il diritto di essere riconosciuti (e che quindi il legislatore avrebbe il dovere di riconoscerci). Dove sta scritto tutto questo? Al considerando 8 della sentenza (che non tutti leggono… e che fa da cappello a ragionamento che tu hai virgolettato).

    C’è di più: il pezzo che tu hai citato è pure monco. Infatti subito dopo la Corte dice una cosa interessantissima e che spiega il motivo del “rigetto della domanda”.
    La Corte afferma che “il significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica, perché non si tratterebbe di una semplice rilettura del sistema o di abbandonare una mera prassi interpretativa, bensì di procedere ad un’interpretazione creativa”. Semplificando, ha detto: “è inutile che venite da me a chiedere una cosa del genere: io non posso in via interpretativa consentire i matrimoni gay, non posso spingermi ad interpretare il diritto fino al punto di creare un’intera nuova disciplina, non mi compete! Andate a chiederlo al legislatore, è lui che crea le norme!”.

    Soffermarsi, come fai tu, solo su quell’inciso è fuorviante. Non devo certo io spiegarti che se estrapoli una frase da un contesto, è abbastanza facile che il senso di quella frase assuma un significato ben diverso.

    Tirando le somme.
    Perché vi siano i matrimoni gay, basterebbe che il legislatore facesse una legge ad hoc.
    La Corte dice che è il legislatore a doverlo fare – e lo dice in un duplice senso:
    (1) lo “deve fare” il legislatore, perché solo il legislatore può farlo (e la Corte non può sostituirsi al potere legislativo, perché esiste la divisione dei poteri – sì che esiste, stanne certo)
    (2) il legislatore lo “deve fare” perché glielo impone la Costituzione: le coppie gay, infatti, hanno diritto ad essere riconosciute, dice la Corte.

    Ovviamente, nessuno può costringere il legislatore a fare una legge: in questi casi infatti si parla di “monito della Corte Costituzionale”.

    La verità quindi è che basterebbe volerlo, il matrimonio gay. Ma non lo vogliono. E siccome non possono dirti che non lo vogliono, perché perderebbero una fetta di elettorato, si nascondono dietro le frasi prese in prestito da Giovanardi (il matrimonio gay è incostituzionale, è vietato o ancora “nella costituzione non c’è spazio per le coppie gay”… e invece c’è l’art.2!).

    Tu però – che sei un bravo cittadino gay e incazzato – devi sapere come stanno davvero le cose. Devi sapere che D’Alema e tutti gli altri ti stanno prendendo per il culo. Che è perfettamente legittimo chiedere il matrimonio senza che sia necessario cambiare la Costituzione, che non esiste una giurisprudenza contraria al matrimonio gay e che anzi c’è una sentenza che dice molte cose “belle”.

    P.s. Elfo, perdonami per questo commento abnorme. Giuro che non prenderò parola per un mese… o al massimo risponderò con frasi laconiche e cazzeggianti :D

  18. Senti Michele, Io ho letto la sentenza e l´ho capita benissimo sei tu ti arrambi chi sugli specchi senza per altro riuscirci molto bene.
    La corte ha detto come ho riportato prima che matrimonio nell’articolo 29 va inteso come era nel codice quindi a meno che non torni indietro e cambi il codide del 42 la parola matrimonio non la puoi intendere altro che tra uomo e donna!
    La corte ha anche detto che sebbene i principi costituzionali vadano letti in materia estensiva in questo caso cio’ non e’ consetito. Ha riportato sentenze della CEDu in cui si dice chiaramente che i spososno riconscere dei diritti alla cioppie gay anche senza permetter e il matrimonio.

    L´unica cosa che mi puoi dire e´’ che la Corte puo’ cambiare la sua posizione. Se sai qualcosa di diritto sai che é gia’ succeso ma NON puoi dirmi che la sentenza non dice chiaramente che stante l´attuale normativa ilmatrimonio gay e´vietato in Italia e che e´ perfettamente costiuzionale vietarl, che vuol dire nei fattio che e´incostituzionale (posos ammettere che questo ultimo passaggio sia forzato ma nei fatti e´ben chiaro il risultato)

    Poi possiamo disquisire fino´a domani sulla grande portata innovativa della sentenza che dice cose che nessun politico italiano dice ancora ovveri chei diritti non vanno dati ai singoli ma alla coppia e che la coppia gay deve essere tutelata secondo l’ articolo 2…..

    Tutto questo non cambia il risultato finale! come non cambia che mentre qualcuno h aprotestato perche il parlamento non ha approvato una legge inutile contro l´omofobia (lo ha dichiarato la Concia che la sua legge era inutile quando ha affermato che il pm che segue il caso di Milano delle due lesbiche aggredtite la settimana scorsa ha fatto bene a chhiedere le aggrvanti per motivi abietti che sono previste da sempre dal codice) con modivazion icostiuzionalmente fasulle mentre un giudice altamente omofobo viene nominato alla Corte nel silenzio generale o quasi!

  19. dimmi una sola cosa di quello che ho scritto che non corrisponde a verita’ e poi ne riparliamo….te dici di aver letto la sentenza ma non ne hai citata una sola parola….se questo e’ il modo che hai di discutere…saluti….

    per inciso, a suoi tempo ero molto entusiasta dell´iniziativa (appoggiata da nessuno del movimento gay tranne da quei 4 pazzi di radicali e dal qualche mente aperta dellá’avvocatura, anzi il caro grillini ha sparato merda per mesi sul iniziativa ottendono assolutamente nulla con i suoi maneggiamento sui dico i cus ecc ecc) che ha portato alla sentenza della Corte e lo sono ancora…ma se non ci rendiamo conto che la realta’ e´cosi non possiimo fare nulla per cambiara!

  20. vedi te hai scritto Verita’…io ho scritto verita’..
    la differnza e’ rilevante…comunque grazie per avermi dato dell´integralista ne sono fiero: sono un integralista che crede che se i gay vogliono qualcosa sarebbe ilc aso che la smettessero con i giochetti tra “non previsto” , “vietato” ecc.

  21. Pingback: Matrimonio anche per gli omosessuali, altro che DiCo! « Darling Michele

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