Wikipedia fa dell’omofoba Bindi una paladina dei gay

Tempo fa leggevo la pagina di Wikipedia su Rosy Bindi. Alla voce “Biografia politica” mi sono imbattuto in queste affermazioni:

Il suo nome è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche, ma al contempo anche molti consensi da parte di associazioni laiche come l’UAAR e l’Arcigay.

Va da sé che ci troviamo di fronte a palesi inesattezze. Le maggiori associazioni italiane GLBT considerarono il progetto dei DiCo come una leggina iniqua e per di più offensiva per migliaia di coppie di fatto.

Ho ritenuto opportuno cambiare quella parte della biografia, per altro non suffragata da nessuna fonte, in modo seguente:

Il suo nome è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche e, sempre sul versante dei diritti dei gay, anche da diverse sigle del movimento omosessuale italiano, a causa di un disegno di legge ritenuto estremamente blando e per alcune dichiarazioni ritenute offensive contro le famiglie gay, come quando affermò: «Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. E’ meglio che un bambino cresca in Africa.»

Qualsiasi persona di buon senso e intellettualmente onesta si riconoscerebbe maggiormente in questo tipo di affermazione, piuttosto che quella precedente.

Si dà il caso, tuttavia, che qualche solerte piddino ha cancellato le mie precisazioni per tornare al vecchio testo, in cui si descrive la presidente del pd – palesemente omofoba e contraria al riconoscimento reale dei diritti delle persone GLBT – come una paladina dei gay.

Or bene, poiché il precariato mi lascia molto tempo libero, ho deciso che correggerò quel testo ogni qual volta quel solerte piddino (rigorosamente anonimo) continuerà a diffondere menzogne.