Patrimonium Petri

La pagina Facebook Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria ha raggiunto in tempi straordinariamente celeri ben oltre centoventimila contatti.

In un periodo siffatto, in cui si chiedono sacrifici immani a coloro che, volenti o nolenti, hanno tenuto in piedi l’economia di questo paese con le loro tasse e il loro lavoro – impiegati, operai, lavoratori dipendenti, studenti, insegnanti, ecc – l’attuale classe politica ha deciso di lasciare immutati certi privilegi. Molti di questi riguardano, appunto, la chiesa cattolica, a cominciare dal suo enorme patrimonio immobiliare.

Si stima, infatti, che il Vaticano detenga il 20% tra palazzi, case, terreni presenti in Italia. Gli enti che li possiedono non pagano le tasse, per cui la differenza è a carico del cittadino. Per non parlare del fatto che questi immobili non sono certamente baracche e ruderi.

Adesso, che questa destra tolga alla gente che lavora per dare ai ricchi non stupisce. Altrimenti non sarebbe destra. Se poi vediamo chi è il capobanda, il quadro si chiude, tra farsa e tragedia.

Quello che stupisce, ma poi non più di tanto, è la reazione dei leader della cosiddetta sinistra di palazzo. Un timido Bersani si mostra possibilista su una tassazione parziale sulle attività commerciali della chiesa, a cui fa eco una ben più battagliera Rosy Bindi che dichiara:

Francamente non si capisce la polemica alimentata dai radicali, che si ostinano a minimizzare l’enorme lavoro di supplenza svolto dalle associazioni e dalle realtà ecclesiali di questo paese: dalle mense della Caritas, ai centri di accoglienza dei profughi, alle comunità di aiuto per famiglie e minori, all’assistenza ai più deboli. Si tratta di una presenza preziosa nel tessuto sociale del paese e che non gode di alcun privilegio ma di un trattamento previsto dalla legge per chi svolge attività di solidarietà.

Credo che dovrebbe valere il principio democratico che tutti debbano contribuire a pagare le tasse, soprattutto chi ha di più. Per chi vive meglio un prelievo fiscale sostanzioso non muterebbe di certo il tenore di vita. Se a Berlusconi tassassero il 70% del suo reddito annuale, continuerebbe ad essere ricchissimo. E Berlusconi è ben più povero di chi possiede, in media, un appartamento su cinque su scala nazionale.

Per Bindi, invece, vale un principio opposto: poiché lo Stato è incapace di aiutare poveri, migranti e persone sfortunate, i cittadini che lavorano e pagano le tasse devono dare più soldi a chi ne ha già molti (ricordiamoci l’otto per mille).

Forse non ha realizzato, la signora, che se tutti pagassero le tasse – a cominciare dalla sua chiesa – quei soldi per aiutare chi ne ha bisogno lo Stato li avrebbe.

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8 pensieri su “Patrimonium Petri

  1. Volevo scrivere anche io un post sull’argomento, ma avrei dovuto fare delle ricerche e non ho proprio la testa, al momento! Per fortuna che ci pensi sempre tu!
    Tanto per parlare delle attività benefiche di cui parla la signora Bindi, in questi giorni una mia amica è venuta a Roma da Venezia, e sta pernottando in un convento di suore, e a meno che lei e i suoi genitori non abbiano fatto finta di essere dei barboni, il che dubito fortemente, mi pare che di benefico non ci sia proprio niente, ma solo guadagni non tassati…

  2. E non va dimenticato che i soldi dell’8×1000 dell’esenzione ICI, IRES, del 5×1000 e degli oneri di seconda urbanizzazione vengono usati per finanziare iniziative vergognose e razziste come il Family Day e per finanziare i sedicenti gruppi di terapia “riparativa” per gay.
    Da parte del mondo glbtq ci vorrebbe un’attenzione molto più grande a tutta la faccenda: quanto vorrei un’adesione sentita, decisa e PUBBLICIZZATA di ogni associazione!

  3. @ Steve: i pochissimi politici gay fanno professione di fede cattolica e corrono baciare anelli o al massimo minacciano outing senza senso…

  4. Condivido e diffondo come posso.

    OT: per l’anno scolastico 2011/2012 ancora Roma? Le nomine sono in questi giorni, mi pare,

  5. Ancora Roma… ammesso che ci sia lavoro. Io non credo di rientrare tra i primi cento/centocinquanta fortunati. Ma vediamo che succede…

  6. Qualcuno sul mio profilo ha attaccato un post in cui chiedevo che anche la chiesa pagasse le tasse, dicendo una cosa del tipo “@ quelli che si dichiarano non credenti: quando vi sposate lo farete o lo avete fatto in chiesa? farete o avete fatto battezzare i vostri figli? avete o farete la comunione e la cresima? Non si può appartenere ad una comunità solo per avere…”
    E mi incuriosisce parecchio questa ultima frase… “solo per avere”. Perché ci ho pensato, e non mi sembra di avere mai “avuto” dalla chiesa. Non ho avuto quando sono stata battezzata (contro la mia volontà, ovviamente, essendo neonata) e i miei genitori hanno dato soldi alla chiesa, perché mi battezzasse; non ricordo di avere avuto, quando ho dato soldi alla chiesa per la prima comunione e la cresima; non mi pare che chi si sposa in chiesa lo faccia gratis; e lo stesso vale per i funerali. E allora mi chiedo… considerando che ogni transazione commerciale implica un legittimo passaggio di possesso, e non un “regalo”… e considerando il valore commerciale (di fatto) dei sacramenti*… si può ritenere di avere “avuto” qualcosa?

    * quando ho fatto la comunione, o forse la cresima, ci dissero di portare i soldi in busta aperta, perché dovevano controllare che fossero almeno pari al minimo “gentilmente” richiesto…

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