O noi o loro

L’onorevole Concia oggi sul suo profilo di Facebook si lamenta, giustamente,dello spazio dato dai media alle dichiarazioni di Saya:

Mi dicono che il nazional fascista Saia mi ha dato della malata pervertita a Radio 24… ma perché La Zanzara lo intervista? Vi sembra giusto che si dia la possibilità a un uomo che semina odio di poter diffondere via Radio le sue idee così pericolose?

Questo sfogo – ripeto: legittimo e condivisibile – riapre un capitolo sulla vecchia querelle, ormai classica, di permettere a certe forze di esistere perché la democrazia dà corpo e voce a tutte le sfumature e gli orientamenti di pensiero.

Permettere ai fascisti di esistere, in altri termini, sarebbe l’apoteosi della democrazia stessa.

Al contrario, credo che, purtroppo, qualsiasi tentativo di inserirli nel consesso democratico non porta che alla propagazione del male che rappresentano. Democrazia e fascismo, in realtà, si annullano a vicenda. Inoculare un virus non significa farne una cellula di un corpo sano. Significa far ammalare quel corpo.

Per cui, all’onorevole Concia va la mia solidarietà umana e politica. Ma magari, la prossima volta, pensiamoci bene prima di accettare il dialogo con frange estreme – quali Casa Pound – e sdoganare, con i nostri stessi atti, un sistema di pensiero che prevede la nostra distruzione.

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5 thoughts on “O noi o loro

  1. Purtroppo si dimentica troppo di frequente che l’intolleranza è giustificata solo con gli intolleranti.
    Non sono più cattolico da tempo, ma alcune buone idee cattoliche mi sono rimaste: col Diavolo non si tratta e no si parla. Mai. E il fascismo è la migliore realizzazione concreta del demoniaco nella storia.

  2. Pingback: O noi o loro

  3. Il giornalista Marco Pasqua che ha scritto un reportage sui nazionalisti di Saya su repubblica e’ stato anche minacciato dai fascisti.
    Io trovo giusto la denuncia. Esistono..non e’ che possiamo negare l’esistenza. Danno spazio ai loro deliri. Non vengono legittimati.

  4. #Steve: per qualcuno l’esistenza stessa dei fascisti è il sale della democrazia…

    #GiulioL: ma nessuno dice che denunciare è sbagliato. Ma intervistare soggetti simili dando dignità di espressione a un pensiero osceno perché violento e discriminatorio è lecito?

  5. Libertà di pensiero… annosa questione. Ci fu un tempo in cui ero assolutamente convinta che la libertà di pensiero – di tutti i pensieri – fosse l’essenza stessa della democrazia.
    Adesso devo ammettere che l’avere dato spazio a troppe discussioni ha avuto l’effetto di sdoganare cose gravissime. Un esempio su tutti è la mafia. Ricordo che fino a una decina di anni fa nessuno, dico nessuno, si sarebbe permesso di scherzarci su. Perché il fatto di non poterne parlare in modo positivo lasciava comprendere a tutti, anche alle persone più ignoranti che la mafia non sapevano cosa fosse, che si trattava di qualcosa di molto grave.
    Negli ultimi anni, complici i social network, il concetto è stato sdoganato. Così assistiamo alla proliferazione di videogiochi sulla mafia, di gruppi che inneggiano a Totò Riina, di ragazzini che arrivano a creare una sorta di “mito maledetto” da osannare. Io ritengo che la maggiorparte di questi ragazzini (ma non solo ragazzini) non abbia la più pallida idea di cosa la mafia sia in realtà. Ma il fatto che se ne sia potuto parlare in questi termini e con tanta libertà ha fatto sì che una persona di cultura come una dottoressa che conosco (e con la quale su altri temi ho avuto conversazioni interessantissime), in riferimento alla possibile collusione di Lombardo con la mafia, mi abbia detto con aria di sufficienza “e vabbé, e che sarà mai… si sa che in Sicilia senza la mafia non si vince!”.

    Ecco, negli ultimi anni mi sono resa conto che la libertà di pensiero è un’illusione perniciosa. Perché, se da una parte dà spazio a confronti intellettuali di un certo livello tra persone competenti, dall’altra colpisce le menti deboli o disinformate, che fanno presto a creare miti al fine di fare “gruppo” e rifuggire dalla propria debolezza.
    Vedo la differenza qui in Germania, dove ancora (giustamente) scherzare sul nazismo è considerata una cosa di pessimo gusto e ovviamente illegale. E proprio il fatto che sia illegale ha determinato una presa di distanza anche morale da parte della gente, che appunto, ancor prima di denunciare chi dovesse fare un’apologia del nazismo, effettua una condanna “morale” di un periodo la cui gravità è ancora ben impressa nelle menti.

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