I musulmani per bene non vanno in moschea

Giuliano Pisapia, in accordo con le comunità musulmane, farà aprire dei centri di preghiera nei vari quartieri di Milano.

Insorge la destra, dalle pagine del Giornale. Per Magdi “Cristiano” Allam, l’avvento delle moschee genererà «violenza, odio e morte».

Lo stesso signore – ex musulmano e convertitosi al cattolicesimo con tanto di fanfara mediatica (vedi foto) – parla, di contro, di musulmani per bene in opposizione a quei credenti che decidono di vivere la propria fede in un luogo di culto. Per questo individuo, quindi, un musulmano “per bene” non va in moschea.

A questo punto qualcuno abbia la bontà d’animo di ricordare a Magdi “Cristiano” Allam che se per lui fossero valse le restrizioni che la sua nuova cultura di riferimento vorrebbe ora per i suoi ex fratelli musulmani, oggi non starebbe in Italia e non scriverebbe liberamente le sue parole razziste sul Giornale.

12 thoughts on “I musulmani per bene non vanno in moschea

  1. Beh, diciamo semmai che una persona per bene non dovrebbe andare manco in chiesa, in sinagoga, etc… :P

  2. Bè, io per esempio vado in chiesa, ma io non sono esattamente una persona per bene. Anzi non so neanche che tipo di persona sono. Ma sono anche contenta così. Non voglio commentare le parole di Allam perché si commentano da sole: sono le parole di una persona che si dichiara credente anzi praticante (quindi frequentante i luoghi di culto) ma che non ammette che altri credenti possano frequentare un luogo di culto della loro fede.

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  4. Ben, l’italia è un paese cattolico, non capisco perche aprire delle moschee per il mulsumani, quando no consentono che si approno delle chiese nel loro paese….

  5. Sig. Flores, l’Italia non è un Paese cattolico, ma è un Paese dove ci sono molti cattolici, e non è la stassa cosa. Non si tratta di fare dei giochetti da bambini (tu non mi hai prestato il pallone allora a casa mia non si gioca) ma di assicurare a tutti i cittadini il diritto di professare la loro fede. Se questo diritto in alcuni Paesi non è rispettato per i cristiani, a maggior ragione noi ci dobbiamo mostrare paladini di una diversa civiltà giuridica. Per quanto riguarda l’ordine pubblico, e la sicurezza, se Lei teme questo, i problemi se esistono si affrontano meglio se un luogo è conosciuto e “ufficiale”, La trasparenza è una gran cosa.

  6. Tu che tanto ti indigni per le convinzioni dei cattolici a proposito degli omosessuali (ti ricordo che rimanere cattolici non è obbligatorio, a differenza invece dei musulmani nei loro paesi e di fatto anche qui in Italia), leggi cosa il Corano dice in proposito e poi dimmi se è giusto seminare moschee, muezzin e imam nelle nostre città.

    Ah, mi diverte anche la parte del tuo decalogo che impone a chi commenta di firmarsi con un nome, seppur non reale. Scusa, ma che differenza c’è tra non firmarsi e dare un nick imbecille (non mi riferisco al tuo, è un discorso in generale)? Allora nel mio caso il mio nick è ufficiale: Uno che non è un tuo amico, il che non vuol dire che sono tuo nemico, sia chiaro.

  7. Tanto per divertirmi un po’ anche con gli altri non amici:
    A Ivan P.: perché non provi tu a rinascere in una famiglia egiziana musulmana ed essere omosessuale o ateo?
    A Dario: non mi pare che il Vangelo contenga incitamenti all’odio o alla violenza o alla punizione, pertanto andando in chiesa non si rischia di non essere una persona per bene.
    A Spike: evidentemente non hai capito che Allam non vuole impedire ad altri di professare la propria fede, bensì di evitare che possano crearsi dei ghetti talebani a casa nostra governati da imam.
    A Simone: guarda che Flores mica vuole il ritorno del papa re, vuole solo, e oserei dire giustamente, che nei paesi musulmani non si ammazzino o perseguitino i cristiani.
    Di nuovo a Spike: proprio perché vogliamo un paese civile impediamo che si diffonda a casa nostra un culto incivile. Sennò che facciamo, in nome del diritto all’esercizio del proprio credo consentiamo agli uomini di picchiare legittimamente le mogli se non vogliono fare sesso o ammazzare omosessuali e apostati? Sai, non stiamo parlando di un’arbitraria interpretazione di un credo religioso, bensì di applicazione diretta del testo sacro, che in questo caso prevede punizioni ben precise, non si limita a condannare il comportamento, tant’è che in molti paesi musulmani il Corano è il fondamentale testo normativo perché è nato proprio come testo normativo. E oltretutto immutabile. Hai presente invece la divisione tra potere temporale e spirituale per i cristiani? Hai presente quel “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”? Non confondiamo gli errori di chi, quindi persone, ha manipolato un credo pacifico con le profonde storture di un credo viziato ab origine. E’ chiaro il concetto ora?

  8. Caro “non amico”, tu cadi nel tipico errore degli indottrinati, incapaci di pensare col loro cervello perché, evidentemente, hai concesso i neuroni in comodato d’uso a quelle forze del regresso – chiesa cattolica in primis – che ti fanno vivere nell’illusione di una libertà che non esiste.

    Qui non si tratta, come tu cerchi di far credere, a stilare una graduatoria di ottimità delle religioni.

    Qui si tratta di libertà di religione, garantita dalla nostra Costituzione. Secondo la nostra carta, chiunque ha il diritto di professare la propria fede e di farlo pubblicamente. Ognuno ha il diritto di organizzarsi come meglio crede, pur nel rispetto del dettato costituzionale.

    Questo, per quel che mi riguarda, vale per tutti. Musulmani e cattolici. E i musulmani che vogliono praticare la loro religione hanno il diritto di farlo, ma sempre tenendo presente che c’è una legge che disciplina la loro vita religiosa. Se vale per i cristiani deve valere per chiunque. E se vale per chiunque, deve valere anche per gli esponenti di quel clero che, al contrario, pretendono di vivere in un regime di privilegio rispetto al resto dei cittadini.

    Premesso ciò, va da sé che non prediligo una religione rispetto a un’altra e proprio in questo blog si è più volte condannato l’integralismo islamico che fa, tra le sue vittime, anche molti gay.

    Permettimi di farti notare, però, la tua profonda malafede, qualora non ignoranza, quando metti in parallelo Corano e Vangelo.

    Perché è vero che il Corano prevede punizioni corporali e pena capitale per determinati peccati, e il Vangelo no. Ma è vero pure che la predicazione della chiesa non si basa solo sul Vangelo, bensì su tutta la Bibbia, tra Vecchio e Nuovo Testamento, dove le punizioni destinate a coloro che peccano contro natura non sono diverse dalle pene previste da altri sistemi religiosi.

    Per cui, a me sta bene che ebrei, cattolici e musulmani preghino liberamente. Ma tutte queste categorie di fedeli devono poterlo fare nel rispetto di una carta che impedisce di sovrapporre reato e peccato. Questo, ripeto, deve valere per chiunque. Da Ratzinger in poi.

    Per quanto riguarda la questione della firma, non sta a me rivelarti la funzione poietica del nome. Ognuno si firma come vuole. Non è un caso, tuttavia, che i trolls e i provocatori si rendano sempre irriconoscibili, come te del resto. La gente che viene qui per un dialogo costruttivo, anche quando critico, mette un nome vero e una mail vera. Ma questi sono casi di onestà intellettuale. Al di là di quelli c’è gente che è forte sono con una tastiera in mano e la sicurezza di non essere nessuno per il suo interlocutore.

    A ognuno il suo stile.

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