Tutta le legge contro l’omofobia, minuto per minuto.

Post dinamico, aggiornato di minuto in minuto, sulla discussione parlamentare per la legge contro l’omofobia. Oltre alle considerazioni personali (siglate con la dicitura Eb), si registreranno le dichiarazioni dei rappresentanti politici e i diversi commenti dei vari esponenti del movimento GLBT italiano.

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Ore 17,51 (Nichi Vendola, SEL, su Facebook): questione morale è anche chiudere la porta in faccia ai diritti delle persone gay, questione morale è anche legittimare le violenze frutto dell’omofobia, questione morale è anche minimizzare i comportamenti intolleranti e razzisti. Ancora una volta questo Parlamento si mostra incapace di capire ciò che accade nella società e si chiude nel proprio cuore di tenebra.

Ore 17,45 (Paolo Patanè, Arcigay, su Facebook): la Camera dei Deputati approva la pregiudiziale di costituzionalità alla legge contro l’omofobia. Come dire che gli omofobi sono costituzionali e le vittime sono incostituzionali. L’Italia non merita questo abominio di classe dirigente. Avete distrutto la coscienza libera e democratica di questo Paese….BUFFONI!

Ore 17,40 (Debora Serracchiani, PD, su Facebook): il centrodestra oggi ha detto ‘no’ per la seconda volta alla legge contro l’omofobia. Alla Camera sono state approvate le pregiudiziali di costituzionalità al testo del Pd presentate da Pdl, Lega e Udc, e l’iter del testo è stato bloccato. Questo era il momento per dimostrare che la volontà di prevenire aggressioni e discriminazioni non ha colore politico, e invece…

Ore 17,40 (Ignazio Marino, PD, su Facebook): io sono in Senato per votare no al rifinanziamento delle missioni, ma volevo esprimere un pensiero sul ddl contro l’omofobia: con questo voto la maggioranza di destra ha dimostrato da che parte sta. Si è chiaramente schierata con tutti coloro che, anche negli ultimi mesi, si sono resi responsabili di vessazioni, aggressioni e minacce contro gli omosessuali.

Ore 17,15 (Andrea Contieri, su Twitter): è scesa fra noi in lacrime Anna Paola Concia.

Ore 17,11 (Ivan Scalfarotto, PD, su Twitter): Vergogna. Vergogna. Vergogna.

Ore 17,09 (Andrea Contieri, su Twitter): Dopo il silenzio attorno alle radio in piazza è esplosa la rabbia “VERGOGNA” e “BUFFONI”. Agedo: “Sulla pelle dei nostri figli..dovete andarvene via con gli elicotteri”

Ore 16,59 (Eb): la Camera approva le pregiudiziali di incostituzionalità (293 voti favorevoli contro 250 contrari), la legge contro l’omofobia è respinta. Anna Paola Concia denuncia la connivenza del parlamento con le violenze omofobe, ma viene interrotta dal presidente Fini.

Ore 16,57 (Eb): la Camera sta votando sulle pregiudiziali di incostituzionalità.

Ore 16,54 (Eb): Dario Franceschini (PD) ricorda le aggressioni, accresciute negli ultimi anni, a cominciare da quella subita dall’onorevole Paola Concia, che ringrazia per la dedizione per il suo lavoro. Richiama i parlamentari al rispetto delle norme europee ratificate dalla Camera con il Trattato di Lisbona. Franceschini chiede di respingere le pregiudiziali e a migliorare il testo di legge.

Ore 16,47 (Eb): Flavia Perina (FLI) denuncia l’ipocrisia della maggioranza parlamentare, a parole contro l’omofobia ma non con i fatti. L’opposizione alla legge contro l’omofobia, per la Perina, è ormai una battaglia culturale da destra estrema.

Ore 16,44 (Gay.it, da Twitter): parlamentari che rappresentano solo se stessi voteranno contro una legge che riguarda milioni di italiani.

Ore 16,36 (Eb): Bisicchio (Api) dichiara la contrarietà del suo gruppo alle pregiudiziali presentate dalla maggioranza e dall’UdC.

Ore 16,32 (Eb): per Donadi (IdV) le pregiudiziali sono prive di rilievo giuridico e figlie del pregiudizio contro omosessuali e transessuali. Per Donadi, inoltre, il parlamento italiano non è esente da omofobia. L’Italia dei Valori voterà contro le pregiudiziali e a favore della legge.

Ore 16,30 (Eb): Pecorella (PdL), sostiene la contrarietà del suo partito alla legge contro l’omofobia poiché ci sono altre forme di discriminazione non meno gravi, contro anziani, disabili, avversari politici, su cui non si legifera. Si invoca, inoltre, il diritto alla privacy: l’aggravante, infatti, imporrebbe l’obbligatorietà dell’azione penale e la condizione sessuale diventerebbe oggetto di un accertamento pubblico e giudiziario. Pecorella insiste inoltre sull’indeterminatezza del concetto di “orientamento sessuale”.

Ore 16,24 (Eb): Buttiglione mette in dubbio l’efficacia della legge e rivendica una maggiore accettazione sociale dell’omosessualità. Occorre prima però valutare la reale portata dei reati di omofobia e, semmai, intervenire con un’azione ad hoc. Per Buttiglione la legge andrebbe contro l’articolo 3 della Costituzione, perché aggredire un omosessuale diverrebbe più grave che aggredire un eterosessuale. Una legge siffatta, per altro, porterebbe a fatti di disintegrazione sociale, come avviene in USA.

Ore 16,14 (Eb): presiede adesso Gianfranco Fini, che ricorda il militare caduto in Afghanistan. Dopo il minuto di silenzio, prende la parola Rocco Buttiglione (UdC).

Ore 16,04 (Eb): è cominciato il dibattito. Presiede Rocco Buttiglione, parla l’onorevole Lussana (Lega Nord) che ribadisce le riserve del suo partito a causa delle pregiudiziali di incostituzionalità della legge.

Ore 16,03 (Andrea Contieri): il voto inizierà per le 16:30. Se le pregiudiziali verranno approvate al solito non si farà neanche la discussione

Ore 15,59 (Andrea Contieri, su Twitter, in diretta da Montecitorio): siamo meno della settimana scorsa, sempre gli stessi. A volte mi chiedo davvero che senso abbia venire qui ad essere umiliati.

Ore 15,33 (Eb): sto aspettando la discussione di Montecitorio, sul sito della Camera. Per adesso questa legge, guarda caso al ribasso, è l’unica cosa che si può chiedere da parte delle opposizioni. Voglio però vedere quando e semmai le opposizioni diventeranno maggioranza, cosa saranno in grado di fare sul piano della concretezza politica. Va da sé che se anche questa mediazione dovesse fallire è la prova provata che la politica dei passi indietro e delle leggi irrisolutiveserve solo a far perdere tempo e a collezionare pesanti sconfitte, politiche e culturali.

Ore 14,46 (Cristiana Alicata, dal suo profilo Facebook): anche pensando a ciò che è accaduto in Norvegia speriamo tutti che l’Italia faccia un passo di coraggio contro il fondamentalismo cattolico e approvi la legge contro l’omofobia. Oggi dovrebbe essere il giorno. Speriamo non della vergogna. Speriamo di essere, stasera, il Paese di Anna Paola Concia e non di Borghezio.

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L’errore di sistema (i fatti di Oslo e la politica italiana)

Voglio tornare ancora sul caso Breivik. Non tanto per indagarne le ragioni specifiche o per sottolineare la mostruosità dell’atto. I nostri giornali ci allieteranno con foto crudeli, dichiarazioni infami e articoli dedicati per qualche giorno ancora. Poi la fine dell’estate e la scarsa fantasia delle agenzie di stampa ci regaleranno lunghe prime pagine sul clima, non più quello di un tempo.

Ma non voglio tergiversare. Leggendo le maggiori testate italiane, i blog e i commenti sulle bacheche dei social network, è singolare vedere come tutti identifichino due aspetti tra loro speculari, che però nessuno focalizza fino in fondo.

Da una parte, infatti, si parla di radicalismo xenofobo e di integralismo religioso. Chiunque, con l’unica eccezione di Borghezio e di qualche altro leghista, è pronto a giurare sul razzismo e sul fanatismo religioso del “terrorista” norvegese.

D’altra parte, però, ora per ingenuità, ora per interesse specifico, non si mettono in relazione questi due mali moderni con quello che è un errore di sistema. In altre parole: Breivik è un folle esaltato per ciò che ha fatto, ma non è un caso isolato a livello ideologico, cioè per ciò che crede. Moltissima gente, in Europa (e in Italia) la pensa esattamente come lui.

In tutto il mondo occidentale questi istinti hanno trovato un’elaborazione politica specifica. Non è un caso che in Europa le destre estreme, in alcuni casi divenute di governo (Italia, Austria, Olanda), abbiano abbandonato la mitologia tradizionale di svastiche, fiamme e fasci littori per reinventarsi una sub-cultura iper-identitaria: si è bianchi, ricchi e cristiani, il resto è visto come nemico.

Crocifisso, denaro e pelle bianca: la nuovissima trinità. Se manca anche uno solo di questi ingredienti scatta l’allarme.

In Italia tali istanze sono state recepite in due modi apparentemente opposti, ma di fatto contigui: l’antagonismo dei movimenti autonomisti, da una parte, e il radicalismo confessionale travestito da moderatismo parlamentare, dall’altra. A fasi alterne e/o combinate. I protagonisti politici di questo pensiero vedono nella salvaguardia della “tradizione occidentale” la salvezza dalla disgregazione di nuovi modelli invasori, religiosi e sociali.

Il linguaggio di partiti nostrani come la Lega Nord e l’Unione di Centro è assai uniforme. Si reagisce alla sfida della modernità con la chiusura. Il nuovo, che sicuramente va affrontato, assimilato (almeno culturalmente) e regolato (giuridicamente), viene accusato di potere e volontà di dissoluzione di ciò che rimane di un’identità che prima aveva un nemico, ora ha bisogno di trovarne un altro per tenersi in piedi.

Un’identità in negativo che, almeno nel caso italiano, ha bisogno del sangue degli immigrati rispediti in Libia e abbandonati nel deserto, delle coltellate ai gay che si baciano per strada e del bisogno di identificarli con i nuovi mostri moderni (frequente è il paragone con la pedofilia ) in un processo di disumanizzazione continua. Lo stesso che altrove, mutatis mutandis, crea altri mostri (Breivik, appunto) e annientamento di altre umanità.

Credo sia nostro dovere sconfiggere questa sub-cultura con la creazione di un’identità nuova, un nuovo concetto di essere italiani, basato sulla condivisione delle responsabilità e l’apertura critica a ciò che non si conosce ma che è presente nella vita quotidiana. Strada lunga e in salita. Ma d’altronde la democrazia è difficile. Di contro la strada verso l’abisso, certi nostri politici ce lo dimostrano ogni giorno, è per sua natura rivolta verso il basso.