Omofobia, tette e cultura di morte

In questi giorni, dopo il dibattito in aula di giorno 19 luglio, si voterà (molto probabilmente contro) la legge sulle aggravanti generiche per omofobia e transfobia.

Paola Concia denuncia, dal suo profilo Facebook, il silenzio dei media in proposito.

Di cosa parlano i giornali on line, i telegiornali e le maggiori testate giornalistiche italiane?

Penati indagato per corruzione, l’arresto di Papa, la richiesta di arresto per Milanese e altre amenità siffatte sulla casta che non vuole farsi processare.
La monnezza a Napoli.
Tette e calcio in quantità.
Le ultime rivelazioni del caso Rea, l’arresto del marito e ampia finestra sulle mail scambiate tra lui e l’amante su Facebook. Manco fossimo in una puntata di Porta a porta.

Sesso, corruzione, potere, disprezzo della vita umana. I temi standard di Repubblica, Corriere e la Stampa.

Ma quelli fissati col sesso – nonché portatori di una “cultura di morte” – non erano i gay? Ai quali, per altro, non si dedica nemmeno un trafiletto per una legge contro violenze e discriminazioni.

Evidentemente i pruriti sessuali di presunti omicidi rappresentano un pasto ben più allettante per gli appetiti dell’italiano medio.