È ufficiale: Bersani è omofobo

Dal blog di Gilioli, sull’Espresso on line, su Bersani:

Lei considera «una questione di civiltà riconoscere alle coppie omosessuali un quadro giuridico che fissi reciprocità, diritti e doveri e che non si blocchi davanti a problemi di definizione per i quali dobbiamo rimetterci al quadro costituzionale». Detta altrimenti, Lei è contrario al matrimonio tra omosessuali e favorevole a qualcosa di simile ai Dico, ma tutti da definire.

E ancora, sempre dallo stesso articolo:

Lei si dice apertamente contrario all’adozione di bambini da parte di coppie gay perché «ci sono tante coppie eterosessuali che vorrebbero adottare un bambino e ritengo che la funzione pubblica debba garantire soprattutto queste, dando loro la precedenza».

Queste dichiarazioni, presenti in un libro-intervista di recente pubblicazione, fanno il paio con quelle dell’onorevole Giorgio Merlo che sul caso Ikea si scaglia contro le famiglie gay e difende, addirittura, il sottosegretario Giovanardi.

Queste ulteriori evidenze sono la ciliegina su una torta di ingiustizie che ha tra i suoi principali ingredienti i DiCo della Bindi, le crociate della Binetti, la bocciatura in Campidoglio del registro delle unioni civili – bocciatura imposta dal Vaticano ed entusiasticamente accolta da Veltroni e da tutto il gruppo consiliare del pd che per l’occasione votò con Storace – e la piena sudditanza dal Vaticano in materia di diritti civili.

Nonostante questo, i miei amici del pd continuano a volerci convincere del fatto che il cambiamento, per noi persone GLBT, in questa società, potrà avvenire solo dentro un partito le cui posizioni sono, con ogni evidenza, quelle di un segretario che è palesemente omofobo.

La differenza tra lui e un Giovanardi, un Casini, una Bindi, ecc., sta nel fatto che il segretario del pd non è in grado di pronunciare la parola gay con gelida serenità o con aperto disprezzo.

Ne consegue, a questo punto, che il partito democratico non solo non è la soluzione per la questione omosessuale italiana, ma ne costituisce il principale problema. Almeno fino a quando la base continuerà a votare in modo entusiasta personaggi così mediocri.

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52 thoughts on “È ufficiale: Bersani è omofobo

  1. Mi scuso per la laconicità. Però dire che Bersani è omofobo dopo gli esempi che abbiamo a destra mi pare un po’ troppo. Rivendica dei patti civili per i gay, e il fatto che non si spinge troppo in là dipende certamente da calcoli politici ma forse anche da propensioni personali che non mi sento di giudicare in maniera negativa (nel senso che mi sembrano un compromesso politico accettabile in un paese generalmente omofobo, quello sì).

  2. Pingback: È ufficiale: Bersani è omofobo

  3. Concordo con il post.
    Il PD è uno dei principali problemi per i gay di questo Paese.

    Nel 2011 posizioni come queste non sono accettabili.
    Non possono in nessun modo essere considerate accettabili. A maggior ragione se sono del leader del maggiore partito di centro-sinistra. Mentre in tutto il mondo (anche e soprattutto nei Paesi a grande maggioranza cattolica e tradizionalista vedi Spagna Portogallo Argentina Uruguay Messico e ultimamente anche Brasile) il centro-sinistra si batte per il matrimonio egualitario con tanto di adozioni congiunte e accesso egualitario alla procreazione assistita qui in Italia il centro-sinistra ha le posizioni che nel resto del globo sono proprie delle destre più retrograde. Basta! L’avanzamento (o lo stallo permanente) dell’Italia sui nostri diritti civili dipende in gran parte da quanto noi continuiamo a ritenere accettabile o anche solo tollerabile questa situazione. Prima metteremo bene in chiaro che così non si può andare avanti e di conseguenza boicotteremo personaggi e linee politiche squallide di questo tipo… meglio sarà. Nel resto del mondo qualsiasi movimento lgbt prenderebbe a calci nel sedere un leader di centro-sinistra con posizioni del genere, un Partito di centro-sinistra con posizioni del genere. Rendiamocene conto.

  4. Per un partito che si dice di centrosinistra le posizioni di Bersani sono più che omofobe, sono criminali. Elfo è stato un signore nel fare la sua analisi politica che è lucida, precisa, vera e coraggiosa. Tutte le persone le cui argomentazioni ne sminuiscono la portata e la profondità sono ipocrite, pavide, mediocri, propense al contentino e al compromesso politico su scala microscopica, inutili, inesistenti. Tutte caratteristiche del PD.
    Bravo Elfo!

  5. Pingback: La posizione di Bersani è eccessivamente moderata « La penna rossa

  6. proverò ad argomentare meglio, mi spiace che mi si chiami zio tom o frocio col culo degli altri, non mi sono mai sentito dare del bigotto. volevo semplicemente sottolineare che la scelta delle parole è importante, la parola omofobia ha un significato ben preciso e tre diverse accezioni: omofobia pregiudiziale, discriminatoria, psicopatologica. ora, non mi pare che le dichiarazioni di bersani siano ascrivibili a queste tre accezioni che vi risparmio e che potete controllare su wiki come ho fatto io.

  7. @ dozeq… come chiameresti un uomo contrario alla libertà dei neri di contrarre matrimonio civile e diventare papà (o mamme), uno che afferma di essere favorevole all’idea di riservare la libertà di unirsi in matrimonio civile a chi è bianco confinando i neri in un altro quadro giuridico? Io lo chiamerei razzista, in quanto persona contraria all’uguaglianza razziale, favorevole a un’apartheid delle unioni il cui unico scopo è trattare i neri da inferiori… da degni al massimo di scimmiottare chi può sposarsi e si sposa davvero… in altre parole da inferiori. Qui stesso discorso, solo che al posto dei neri ci siamo noi gay.

  8. Breather, è esattamente l’analogia che ho fatto stasera nel direttivo del PD del mio circolo. Sappi che nel PD c’è molta gente che “tira” verso quella direzione. Ho anche detto che se non ci diamo una mossa i nostri figli ce ne chiederanno conto, e che tra 10 anni mio figlio potrebbe essere gay e non voglio che sia discriminato, cioè sono in un certo senso egoista, i diritti che reclamo in astratto per tutti potrebbero a stretto giro essere diritti negati alla carne della mia carne.
    Sappiate, tutti, che senza il PD questa visione non passerà mai, aiutateci, non demoliteci. Anche Nelson Mandela non ci ha messo una notte per ottenere quello che ha ottenuto.

  9. @ Filippo Filippini… ma per carità… io, come molti, ho un grande rispetto e una grande attenzione verso quelle persone, soprattutto alla base del Partito, che in buona fede ce la mettono tutta per cambiare le cose; il punto però è che IN BEN 15ANNI la dirigenza di questo Partito, che prima si chiamava in altri modi ed era diviso in più parti ed ora sgangeratamente si ritrova sotto la sigla PD, oltre a essere rimasta sempre la stessa (son sempre le stesse persone, dalla Turco alla Bindi a Veltroni a D’Alema…) non si è evoluta in nessun modo significativo… siamo nel 2011 -nel 2011!!- e ancora siamo ai discorsi vaghi sulle convivenze, sui “quadri giuridici”, ancora siamo al no alla nostra libertà di recarci in Municipio a contrarre matrimonio civile con la persona che amiamo, ancora siamo al no alla nostra libertà di diventare genitori! Mentre dappertutto nel mondo, anche nei Paesi ultra-cattolici, i centro-sinistra vanno avanti da anni a fare riforme di uguaglianza in materia di matrimonio e adozioni… il nostro centro-sinistra è rimasto fermo, bloccato, pietrificato a posizioni che era ammissibile sentire decenni fa e di sicuro NON OGGI. Se oltre 15anni hanno portato a questo risultato, se in ben 15ANNI di ‘evoluzione’ il PD è rimasto sempre lo stesso Partito omofobo… come cavolo posso anche solo lontanamente credere che “senza il PD” la visione egualitaria delle cose “non passerà mai”? Una frase del genere è un insulto alla mia intelligenza, semmai.

  10. Quello che dici sui 15 anni è parzialmente vero, però la politica è ingessata, la sai bene, su tutti i temi non solo su questo.
    E’ dolorosamente vero quello che dici (sul matrimonio civile) sappi però che dovremo dolorosamente passare da conquiste meno “integrali” e meno civili. Io sono per ottenere le cose passo passo, e sarà dura lo stesso. Se fate, facciamo, i duri e puri, non si otterrà niente.

    PS: ho una mezza idea di aprire un blog dal titolo LGBTEQ dove E sta per etero, messa non all’inizio, non alla fine e non in centro ;-)

    PPS: l’analogia con i diritti dei neri va coltivata, a mio modesto avviso…

  11. Filippo… Qui non si tratta né di rifiutare qualsiasi proposta di legge sulle convivenze (mai detta una cosa del genere anzi una legge seria e avanzata sulle convivenze etero e gay serve) né di fare i duri e puri (??) ma semplicemente di non poterne più del fatto che il centro-sinistra italiano sia sulla stessa lunghezza d’onda dei centro-destra europei più retrogradi, è semplicemente pretendere che il centro-sinistra italiano faccia finalmente il centro-sinistra, è semplicemente pretendere che il centro-sinistra italiano sia in linea con gli altri centro-sinistra d’occidente (quello di Miliband, quello della Royal e della Aubry, quello di Zapatero, quello di Socrates, quello della Kirchner, quello di Obama, ecc), in linea con i centro-sinistra degli altri Paesi d’occidente che come noi sono a stragrande maggioranza cattolica (Spagna, Portogallo, Argentina, Uruguay, Brasile, Messico, ecc).
    Bella idea, cmq, quella del sito…
    e l’idea della ‘E’ che sta per ‘etero’. E’ un’ottima inclusione.

  12. Ne discutevo proprio ieri in un gruppo di discussione piddino.
    La cosa più drammatica (o divertente) sono i bizantinismi con i quali tali posizioni vengono suffragate, sino ad affermare “ma su, io il matrimonio lo abolirei….e tu lo vuoi anche per gli omosessuali”?
    Tolte le sovrastrutture Giovanardi e Bersani dcono la medesima cosa, perchè anche lui afferma la superiorità gerarchica di una forma di unione affettiva, “naturalmente” eterosessuale,su altre.

  13. Allora mettiamola così: l’Italia non è pronta ad accettare il matrimonio fra NERI, possiamo auspicare che le situazioni particolari di coppia fra NERI possa eventualmente trovare una forma di riconoscimento giuridico ma mai esseer equiparata a un vero, sano matrimonio fra bianchi. Ah, questa affermazione è razzista? E vero! E se voi pseudo democratici riconoscete che questa affermazione è razzista e che invece il matrimonio gay non è un diritto sacrosanto, riconoscete di conseguenza che: 1) voi siete razzisti 2) politicamente siete miopi 3) continuerete a essere dei perdenti, anzi politicamente dei falliti. D’altronde, che aspettarsi da un partito che continua ad annoverare un D’Alema nelle sue fila??

  14. #Filippini: la strada che indichi tu è quella dei DiCo, i quali invece di concedere diritti sancivano discriminazioni. Siete in grado solo di creare diseguaglianze con questa politica attendista e dei piccoli passi (indietro).

    #Breather: devi spiegargli la differenza tra una politica graduale e Rosy Bindi, sennò non ci arriva.

    #Lukino: ogni processo di ingiustizia passa per l’uso distorto delle parole. “La fattoria degli animali” insegna.

    #Giovanni: ma sei quel Giovanni che conosco?

  15. @ Elfo (e chiamami Filippo, si litiga meglio): se non l’hai capito io sono per il matrimonio gay e la possibilità di adozione (possibilità, non automatismo). Non venire a darmi lezioni, perfavore: leggi qui:

    http://pierangeloferrari.it.s55885.gridserver.com/2011/04/panni-stesi-e-tette-al-vento/
    (anche il mio commento).

    Leggi qui:
    http://coccaglio.blogspot.com/2011/03/diritti-civili-sondaggio-sullo-xmonio.html.

    Però come primo passo porterei a casa qualsiasi cosa, per festeggiare due sere e poi ripartire a cercare di ottenere quello che serve.

    Risposta rivolta anche a Giovanni Pellegrini

  16. E’ ridicolo sostenere che i diritti LGBT possano realizzarsi solo attraverso il PD quando di fatto è il PD ha rappresentare il principale ostacolo alla loro realizzazione.
    Se guardo agli altri paesi europei vedo che di destre omofobe ce n’è o ce n’è stata un po ovunque, la differenza maggiore con l’Italia e fra la posizione dei partiti progressisti europei e quella del PD. In Italia un grande partito progressista (o liberal) non esiste perchè quel posto è stato abusivamente occupato dal PD.

  17. @ calvin: ma che cazzo dici? Il PD principale ostacolo? Ti droghi? Fammi capire: PDL, Lega, Destra, UDC e IDV (+ Responsabili) vogliono il matrimonio Gay e la soverchiante forza del PD in parlamento impedisce di concedere questi diritti?= Come si può discutere su queste basi lisergiche?

  18. @ Filippo…
    Ho guardato il secondo link, e devo dire che dissento da quell’impostazione. E non solo perché esigere il riconoscimento di MATRIMONIO è una questione urgente e fondamentale che riguarda la nostra dignità di persone degne del matrimonio vero e non semplicemente di scimmiottare chi può unirsi in matrimonio… ma anche proprio per una questione di strategia rivendicativa.

    Se proprio di unione registrata si vuol parlare si parli di un’unione registrata atta a riconoscere dignità e diritti alle formazioni sociali che stanno -per scelta o costrizione- al di fuori del matrimonio, etero o gay esse siano; creare delle nozze-ghetto per gay è la strada più sbagliata… sarebbe una strada che ci allontanerebbe moltissimo dalla conquista del matrimonio vero e proprio. L’esperienza europea dimostra che laddove ai gay viene riconosciuta la possibilità di scimmiottare il matrimonio in un istituto simil-matrimoniale creato appositamente per loro (Danimarca, Inghilterra, Germania, Svezia, Norvegia, Islanda) la battaglia per la fine dell’esclusione dal matrimonio vero si complica e si allunga in quanto a quel punto tutti i politici, di destra e anche di sinistra, ti dicono e ripetono per anni e anni “tu hai già le tue nozze non c’è bisogno che scomodi il matrimonio vero e proprio”. In Svezia, in seguito all’approvazione delle nozze ghetto per gay c’è voluto un decennio affinché il centro-sinistra diventasse favorevole ai matrimoni civili tra gay (partnership ghetto approvata nel 1995, partito socialista favorevole ai matrimoni civili tra gay solo nel 2005) e in totale ci sono voluti ben 14anni per la sostituzione della partnership ghetto con il matrimonio egualitario (la transizione è finita nel 2009). In Danimarca la partnership ghetto è stata approvata nel 1989… siamo nel 2011, sono passati ben 22 anni, e il matrimonio civile è ancora appannaggio degli etero (l’anno scorso il parlamento danese ha detto no ai matrimoni civili tra gay). E così via. Solo negli USA, nazione che per la sua storia ha una spiccata sensibilità contro le segregazioni e che ha un movimento lgbt che ha da sempre messo bene in chiaro l’obbiettivo imprescindibile del matrimonio, è possibile ipotizzare che un’unione simil-nuziale solo per gay possa essere in qualche modo un “passo in avanti” verso il matrimonio civile. Non di certo qui in Europa e tanto meno in Italia.

  19. Scusa breather ma hai letto bene? Mi autocito:

    è chiaro però che si tratta di un istituto del tutto simile ed equivalente al matrimonio, che accede agli stessi doveri reciproci ed agli stessi diritti, con le stesse modalità di recessione (divorzio), gli stessi tempi, etc etc.

    semplicemente rimuovo il totem (o tabù) del nome per occuparmene dopo.
    Ti faccio un esempio:
    hai uno stipendio di 3000 euro: un giorno arriva il capo e ti dice che puoi scegliere tra:

    – avere una indennità di 3000 euro
    – avere uno stipendio di 2000 euro

    mantenendo tutto il resto. Tu per ragioni lessicali vuoi “lo stipendio” o sceglierai, per ragioni sostanziali, i 1000 euro in più? A parità di altre ocndizioni, ovvio.

    L’esempio non caso di Xmonio – matrimonio è anche peggiore, perché chiamarlo “matrimonio” ti crea (in questa fase) più avversari e più problemi.

    Ma davvero vi stanno a cuore le battaglie LGBT? Da questi argomenti non sembra (a me).

  20. @ Filippo…
    Qui si tratta dell’essere riconosciuti e trattati dalla nazione di cui si fa parte in quanto persone allo stesso livello di tutte le altre. Io non tollero di essere considerato e trattato da persona inferiore. E non solo in quanto ci tengo alla mia dignità ma anche in quanto ci tengo alla mia incolumità (laddove i gay sono marchiati come inferiori aumentano esponenzialmente i rischi di violenze fisiche di tipo omofobico).
    Ti preciso poi che anche le unioni registrate per tutti possono conferire simili, o addirittura identici, vantaggi legali rispetto al matrimonio civile (vedi la Partnership per tutti che l’Olanda ha creato nel 1998, vedi la Partnership che è in vigore nella capitale degli USA cioè Washington, vedi la Civil Union dell’Illinois, la Domestic Partnership del Nevada, vedi la Civil Union della Nuova Zelanda, eccetera). Lo stesso PACS francese, aperto a tutti, sta anno dopo anno divenendo un’unione registrata simil-matrimoniale.
    L’esigenza di cui parlo io, cioè di arrivare in tempi brevi al matrimonio egualitario, e quella che dici tu dell’ottenimento di quanti più vantaggi legali possibili nell’unione registrata, non sono affatto in contraddizione quindi.

  21. Filippo Filippini, te lo ripeto: la destra omofoba esiste o è esistita in tutta Europa ma è stata contrasta da una sinistra progressista, quella che in Italia non esiste. E uno dei motivi per cui non esiste è che quello spazio è stato occupato dal PD.

    Bisogna poi anche dire che della percezione che gli italiano hanno dei diritti LGBT il PD è responsabile tanto quanto la destra.

  22. Calvin, prima di tutto il PD non è sinistra tout court, è centrosinistra. Io, per dire, mi sento al confine destro del PD, e come vedi il tema LGBTQ mi interessa e mi appassiona, benché etero. Niente facili schematismi, anche qui.

    Breather: il problema del nome è simbolico: andrà risolto. Cominciamo a portare a casa il resto.

  23. @ Filippo…
    L’unione ghetto è la strada più sbagliata e controproducente.
    Te lo dimostra quanto avvenuto in tutto il nord europa.

    Te non ti sei reso ancora bene conto di 2 cose:
    – si può benissimo creare una unione registrata con pari vantaggi legali che sia aperta a coppie di qualsiasi composizione sessuale (come quella dei Paesi Bassi, di Washington, dell’Illinois, del Nevada, dell’Uruguay, della Nuova Zelanda, eccetera);
    – la questione dell’accesso al riconoscimento di vero e proprio matrimonio non è ‘lessicale’, né ‘formale’, ma sostanziale e urgente. Chiamare le cose in un modo o nell’altro non è un qualcosa di ininfluente, non è una pura formalità. E’ un qualcosa di molto rilevante, dall’impatto sostanziale nella vita delle persone: le parole contano, costituiscono vera e propria sostanza, in quanto conferiscono (o non conferiscono) dignità, rispettabilità, valenza sociale, alle persone e ai loro nuclei familiari.
    Una nazione che riservasse la libertà di unirsi in matrimonio con la persona amata ai bianchi confinando i neri in una partnership apposita per loro non sarebbe per niente una nazione che rispetta il principio di eguaglianza sostanziale; quella partnership “per neri” non sarebbe la stessa cosa del matrimonio, sarebbe per sua natura un qualcosa di inferiore, anche se con tutti i vantaggi legali di questo mondo… in quanto sarebbe sempre e comunque uno scimmiottamento del matrimonio vero creato apposta per tenere lontani ancora un po’ i neri dal matrimonio vero.

    Ti ripeto:
    Ok al riconoscimento avanzato dei conviventi. No alle nozze ghetto.

  24. Ma quale unione ghetto, breather, leggi cristo:

    è chiaro però che si tratta di un istituto del tutto simile ed equivalente al matrimonio, che accede agli stessi doveri reciproci ed agli stessi diritti, con le stesse modalità di recessione (divorzio), gli stessi tempi, etc etc.

  25. Se non te ne sei accorto, matri- è un prefisso femminile. Per me non conta nulla, ma c’è chi strumentalizza questa cosa.
    A chi spacca il capello in quattro (per ostacolarvi) non pare vero di trovare sponda su questa cosa inessenziale.
    E voi ci abboccate in pieno.

    Forse a te non interessa avere i diritti del matrimonio senza il nome: io farei però un referendum tra le coppie LGBTQ al riguardo.
    Gli LGBTQ meritano un miglior difensore di quello che sei tu, sono diretto come al solito: stai recitando un disco rotto.

  26. Quello che il Filippini propone è l’equivalente gay del “separated but equal” dei tempi del segregazionismo, stessi bus per bianchi e neri, ma i neri si devono sedere in fondo.

  27. @ Filippo…
    Torna alle argomentazioni, dai…
    Non fare insinuazioni che offendono la tua stessa intelligenza.

    Ho appena finito di dire che sto al 100 % dalla parte di un’eventuale unione registrata che riconosca ai conviventi anche pari vantaggi legali rispetto al matrimonio.
    Le cose su cui non sono d’accordo con te sono queste:
    La limitazione di questa eventuale unione registrata ai soli gay in quanto tale limitazione farebbe cambiare la natura stessa dell’unione registrata… la farebbe diventare uno scimmiottamento del matrimonio vero creato appositamente per tenere i gay lontani dal matrimonio vero; il termine “ghetto”, tra l’altro, è più che appropriato in quanto a quel punto l’unione registrata sarebbe un qualcosa creato appositamente per gay al posto di garantire loro la libertà di matrimonio; le cose apposite create per certe persone al posto di garantire loro pieno accesso alle cose comuni al resto della popolazione sono per loro natura dei ghetti.
    L’affermazione secondo cui la battaglia per il riconoscimento di matrimonio vero e proprio sarebbe solo formale e non sostanziale. Come ho fatto notare prima, chiamare le cose in un modo o nell’altro non è un qualcosa di ininfluente, non è una pura formalità… è un qualcosa di molto rilevante, dall’impatto sostanziale nella vita delle persone: le parole contano, costituiscono vera e propria sostanza, in quanto conferiscono (o non conferiscono) dignità, rispettabilità, valenza sociale, alle persone e ai loro nuclei familiari.
    Le obiezioni ‘semantiche’ degli anti-gay si demoliscono in 2 secondi in quanto sono stupide, pretestuose e basate sul nulla… esattamente come tutte le altre loro obiezioni, basta solo volerle demolire… in nome della EGUALE DIGNITA’ che ci spetta di diritto.

  28. Bene breather, però mi sa che non ci capiamo (proprio sulle parole, intendo). Leggerò con più calma stasera. Mi scuso per eventuali fraintendimenti. Scusa(te) la foga ma è una cosa cui tengo. Sulla semantica non sono d’accordo, ha molta presa sulla gente che si fa impressionare. Cave!

  29. Il disscorso di Filippini mi ricorda Maria Antonietta:
    Cosa hanno tanto da lamentarsi questi gay? Non hanno il diritto al matrimonio? E dategli delle unioni civili!
    Ovviamente chi si oppone al matrimonio gay si oppone altrettanto alle unioni civili ai PACS e persino ai DICO che non passarono al parlamento figuriamoci al referendum.

  30. Filippo…
    Basta ricordare a quella gente che si fa impressionare che le radici etimologiche non determinano necessariamente il significato delle parole…. le parole della lingua italiana evolvono, a prescindere da quelle che sono state le loro radici. La parola “patrimonio”, per esempio, deriva da “pater” ma la si usa riferita anche a chi con la radice “pater” non c’entra proprio niente… cioè alle donne e agli uomini che non hanno figli. Un altro esempio: l parola “salario” deriva dal latino “sal” (sale) in quanto all’epoca dei romani certe categorie di lavoratori venivano retribuite con il sale… ma la si usa riferita a delle retribuzioni in denaro.
    La parola MATRIMONIO, inoltre, è già ora al di la della propria radice etimologica… in quanto già adesso si riferisce a un’unione legale che comprende anche coppie che con la radice “mater” non hanno nulla a che fare, vedi i novelli sposi settantenni, ottantenni, novantenni, o anche ultracentenari… vedi i novelli sposi sterili, e i novelli sposi che di figli proprio non vogliono nemmeno sentir parlare.

  31. Esatto calvin…
    L’illusione che chiedendo di meno gli anti-gay siano meno duri è, appunto, una illusione. Una illusione che abbiamo constatato essere tale sulla nostra pelle; negli scorsi 10 anni come movimento abbiamo chiesto solo e unicamente una legge sulle unioni registrate, abbiamo costantemente abbandonato la battaglia per il matrimonio civile, le adozioni e la procreazione assistita… cosa abbiamo ottenuto? Porte in faccia. Chiusura totale. Guerra totale da parte degli antigay di destra centro e sinistra e ovviamente da parte della stessa lobby vaticana.
    Ricordo le parole del cardinale Bagnasco, presidente della Cei, sulla questione delle coppie di fatto:
    “Se l’unico criterio diventa quello dell’opinione generale perché dire no, oggi a forme di convivenza stabile alternative alla famiglia, ma domani alla legalizzazione dell’incesto o della pedofilia tra persone consenzienti?”
    (data: 30 marzo 2007)

  32. In tema di diritti LGBTQIIE ogni paese ha la sua storia, in Spagna si è passati da praticamente nulla al matrimonio gay, in Francia più di dieci anni fa i pacs rappresentavano il primo riconoscimento di una grande nazione alle coppie gay (nessun paese riconosceva il matrimonio gay) ma ormai sono anni che i socialisti sono a favore del matrimonio.

  33. @ Filippo…
    Non si tratta di matrimonio subito oppure niente.
    Quello che sto dicendo è che non chiedere il matrimonio sperando che in questo modo gli anti-gay siano meno duri nei nostri confronti vuol dire illudersi, e che sarebbe profondamente sbagliato e controproducente istituire delle nozze ghetto per gay, mentre invece un’unione civile aperta a tutti, sia ai gay sia agli etero, mi vede perfettamente d’accordo.
    Nei Paesi Bassi, a Washington, nell’Illinois, ecc e persino in Uruguay c’è una unione registrata a cui possono accedere coppie di qualsiasi sesso (quindi sia le coppie dello stesso sesso sia le coppie di sesso diverso); questa unione registrata conferisce gli stessi vantaggi legali del matrimonio.
    Sono al 100 % favorevole a una unione registrata di questo tipo.

  34. @ breather:
    con l’ultimo post non mi convinci. Quelle di Illinois e Washington sono unioni ghetto, perchè gli etero posso scegliere fra matrimonio e unione civile i gay no, e in effetti nessun etero sceglie l’unione civile. Poi credo che le U.C. di Washington siano aperte solo alle coppie etero di anziani.

  35. breather: Voi dovete chiedere il matrimonio, anzi, se mi permetti, noi, anche se sono E.
    Compito mio dentro il PD è smuovere chi è reticente verso questa conquista di civiltà.
    Se mi rendete la vita un po’ più facile, accettando di andare per gradi :-) …

  36. No, Filippo…
    Il concetto di ghetto si ha quando una cosa viene creata per un determinato gruppo di persone in sostituzione della loro libertà di accedere alle cose comuni a tutti gli altri. L’unione registrata, laddove è aperta a tutti, è un nuovo modello di coniugalità – non un surrogato del matrimonio destinato a qualcuno. E’ proprio per questo che tutti i Paesi che si sono dotati di un’unione registrata aperta a coppie di qualsiasi sesso sono andati o stanno andando molto più spediti verso l’apertura del matrimonio rispetto a quelli che hanno istituito un’unione registrata solo per gay.
    La limitazione ai soli gay trasforma la natura stessa dell’unione registrata, la perverte: l’unione registrata, da strumento atto a conferire dignità e tutele alle formazioni che stanno al di fuori del matrimonio, viene a costituire un sostitutivo del matrimonio, un recinto legale in cui confinare la libertà matrimoniale dei gay.

    Per quanto riguarda l’unione registrata di Washington…
    … mi riferivo a Washington DC, la capitale USA, non al Washington State.
    Quella di Washington DC è aperta a tutti, etero e gay.

  37. PS: riguardo alla tua richiesta di renderti la vita più facile…
    L’accettazione dell’unione registrata per tutti non è abbastanza??

  38. I dettagli dell’unione registrata per tutti si possono vedere… L’importante è che tu non ti riferisca a una unione registrata solo per coppie dello stesso sesso. La limitazione alle sole coppie dello stesso sesso trasformerebbe la natura stessa dell’unione registrata, la pervertirebbe: l’unione registrata, da strumento atto a conferire dignità e tutele alle formazioni che stanno al di fuori del matrimonio, verrebbe a costituire un sostitutivo del matrimonio, un recinto legale in cui confinare la libertà matrimoniale dei gay. Un ostacolo bello grosso, quindi, alla conquista del matrimonio egualitario.

  39. Certo… da me assolutamente.
    Il buonsenso da parte mia c’è e ci sarà sempre… così come l’attenzione verso chi come te cerca di cambiare le cose. Però Bersani, e il PD in generale, deve rendersi conto alla svelta (DI CORSA!!) che candidarsi al governo del Paese per la legislatura 2013-2018 con una posizione contraria alla nostra libertà di contrarre matrimonio civile e diventare genitori è INACCETTABILE, IMPROPONIBILE.
    Non è una questione di accettazione o non accettazione del gradualismo (unioni civili e apertura del matrimonio sono riforme diverse e entrambe necessarie destinate a essere coesistenti nel futuro quindi non si tratta propriamente di gradi). E’ una questione di elementare rispetto della dignità delle persone a cui tra l’altro chiedi il voto.
    Nella legislatura 2013-2018 esigo che il centro-sinistra, nel caso andasse al potere, faccia il centro-sinistra e che quindi mi permetta di contrarre matrimonio civile e diventare papà con l’uomo che amo come possono fare tutte le altre persone… come è avvenuto o sta avvenendo in tutti gli altri Paesi cattolici d’Occidente.

  40. Si. Ti dirò: temo che la legislatura prossima sarà di due anni o anche meno, tipo 2012-2014 o 2013-2015 e probabilmente sarà tenuta in scacco dall’UDC. Si deve neutralizzare B., cambiare quello che c’è da cambiare e poi si cadrà (e ci si separerà) proprio su questi temi per provare a vincere pienamente. Poiché Vendola sarà della partita è una garanzia per questo (e Vendola è naturalmente alleato del PD).

    Lo dico con la morte nel cuore ma lo scenario più probabile è questo

  41. Boh… A me comunque non interessa un cavolo far cadere Berlusconi e tutti i suoi anti-gay di destra per sostituirlo con gli anti-gay di sinistra. Mi interessa che il centro-sinistra italiano capisca in fretta, ALLA SVELTA (perché è ora dopo ben 15anni), ripeto: alla svelta non chissà quando chissà in quale legislatura, che deve tutelare e conferire adeguata dignità a chi sta fuori dal matrimonio E cancellare l’esclusione dei gay dal matrimonio civile, dall’adozione congiunta e dalla procreazione assistita.
    Prima il centro-sinistra la smetta di comportarsi da destra retrograda (e sto parlando anche di Vendola). Poi… solo poi… potrò sperare che cada Berlusconi. Ora come ora, Berlusconi può governare anche per altri 50 anni… non me ne frega niente di far vincere il centro-sinistra.

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