25 aprile: insegna nazifascista a Roma

È in ferro battuto e reca una scritta in inglese. La traduzione: il lavoro vi renderà liberi. Lo stesso messaggio che, in tedesco (Arbeit macht frei), si trovava all’ingresso dei campi di sterminio nella Germania nazista.

È successo a Roma, a Pigneto, quartiere simbolo della Resistenza e, oggi, agglomerato multietnico della città. Un messaggio chiaro che i rappresentanti del rigurgito antidemocratico, non contenti di essere degnamente rappresentati in parlamento da partiti quali il PdL e la Lega, hanno montato sul ponte che sovrasta la ferrovia del quartiere romano.

Un insulto alla memoria storica, al significato di questo giorno – da cui è nata l’Italia repubblicana, laica e democratica – e alla dignità delle vittime dei lager nazisti.

Credo sia arrivato il momento che le forze democratiche e progressiste di questo paese si muovano in modo serio, risolutivo e inequivocabile per rendere fattivo l’antifascismo e il conseguente carattere democratico che deve animare l’essenza stessa del nostro ordinamento giuridico e civile. Ne va della nostra stessa esistenza.

Credo sia chiaro che il politicamente corretto che ha permesso a questa gente di esistere, fino a oggi, propagando una cultura di morte e di violenza, debba avere definitivamente fine. Con ogni mezzo possibile, istituzionale e di polizia. La nostra Costituzione, d’altronde, vieta ai fascisti di riorganizzarsi.

Ripartiamo da qui.

E ripartiamo da un nuovo 25 aprile – che non deve essere più il nostalgico ricordo di parti politiche di nicchia – che unisca tutti gli italiani, di destra e di sinistra, in una nuova concezione dello Stato che sia visceralmente nemica di ogni dittatura e, nel caso specifico, della più becera stupidità umana.

7 thoughts on “25 aprile: insegna nazifascista a Roma

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  3. Le notizie della prima ora facevano temere il peggio. Poi converrai con me che quel linguaggio è nazista.

    Riguardo al post di prima, io contesto il recupero della cultura fascista, saldamente al potere da qualche anno – e a sentire certi esponenti del tuo partito, non lontana da certe suggestioni interne al pd – per cui puoi serenamente prenderne tutte le distanze, ma non credo che questo ti renda necessariamente migliore.

    Per il resto: brutta razza gli ex comunisti indottrinati alla cieca fedeltà nei confronti di un partito che ha svenduto le sue ragioni e la sua mission alle istanze delle peggiori forze politiche del paese.

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