Dopo Mirafiori pd in caduta. Ma Veltroni dà i numeri

In quella fiction che ormai sta diventando la politica italiana – fiction che ultimamente ha assunto i connotati di un curioso ibrido tra il porno e produzioni quali Ai confini della realtà – l’aspetto parossistico, surreale e grottesco è affidato a quel genio della politica che è Veltroni, l’uomo che, come ha giustamente dichiarato Beppe Grillo, sta alla sinistra come il meteorite preistorico sta ai dinosauri.

Intervistasto dal TG3, il principale responsabile della caduta del Governo Prodi e dell’avvento di Berlusconi al potere e di Alemanno nella capitale, dà i numeri, sostenendo che il suo partito «può contare su un elettorato potenziale del 42%».

Veltroni deve aver letto i sondaggi al contrario. L’ultimo, curato dalla SWG, afferma che il partito democratico naviga attorno al 24%. Il problema è che dall’altra parte si naviga ben sopra il 40%. Il dramma, evidentemente, è che Veltroni con quel dato crede di vincere. Un uomo, una tragedia, in altre parole. Della mente.

Ma non è tutto.

Sempre secondo il sondaggio della SWG emergono tre dati fondamentali.

Uno: dopo la vicenda di Mirafiori il pd perde altri consensi. E c’era da aspettarselo, visto che tutta l’intellighenzia piddina – e non c’è ossimoro – si è schierata entusiasticamente dalla parte del “grande capitale”. Anche i suoi esponenti più illuminati, quali Chiamparino, non hanno saputo far di meglio che osannare Marchionne, invece di prospettare una soluzione politica di mediazione tra l’estremismo della Fiom e il ricatto del capo.

Due: a guadagnare consensi sono il partito di Fini, SEL e la Lega. Ovvero coloro che, dentro e fuori il berlusconismo, hanno un’identità chiara, definibile, riconoscibile.

Tre: non è così certo che Berlusconi abbia una fortuna elettorale così favorevole. Gli incerti crescono giorno dopo giorno. Il suo partito si attesta sempre il primo, ma con una forte flessione, mentre altri crescono e il pd perde consensi.

Morale della favola: nonostante la crisi del berlusconismo, il partito democratico perde voti, non rintraccia il consenso operaio e del mondo del lavoro, non ha una strategia, non ha leader credibili, osanna coloro che dovrebbero stare agli antipodi di un modello di alternativa sociale basato sul diritto e, come se non bastasse, dà i numeri su possibili vittorie future.

In tutto questo, ricordo, forse in primavera si vota.

Prepariamoci al peggio.

3 thoughts on “Dopo Mirafiori pd in caduta. Ma Veltroni dà i numeri

  1. Pingback: Dopo Mirafiori pd in caduta. Ma Veltroni dà i numeri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...