Mirafiori come i DiCo: in arrivo il massacro sociale

Ricapitolando.

Il referendum della Fiat ha così decretato: i colletti bianchi, quelli che stanno comodamente seduti sulle loro scrivanie, hanno deciso che gli operai, in catena di montaggio, non avranno più nemmeno il diritto di andare a pisciare, se non una volta ogni otto ore, prima o dopo il turno.

Marchionne adesso potrà licenziare chi vuol scioperare.

E se hai un parente invalido, non puoi più usufruire di apposita legge che ti permette di stargli accanto.

Per i miei amici del partito democratico questo risultato è un successo strepitoso.
Per Chiamparino, uomo sempre più di destra, Marchionne va beatificato.
Fassino, invece, adesso invita l’amministratore delegato della Fiat a rispettare gli impegni presi. Non pensavo fosse richiesto il massimo impegno ai lavoratori e un margine di discrezionalità, allargato al mancato accordo degli accordi, da parte del capo.

Non per niente siamo in Italia.

Mi spaventano molto il silenzio e la timidezza della nostra politica in merito a tale questione. La sinistra non ha saputo prospettare una soluzione alternativa che prendesse le parti della gente che lavora. In molti hanno solo saputo dar ragione al più forte, nel migliore dei casi. Il resto è solo ignavia.

Adesso comincerà il massacro sociale. Distrutti i diritti degli operai, sarà la volta di tutti gli altri.

Mi ricorda i tempi dei DiCo. Un gestando pd fingeva di prendere le parti della comunità gay, nel disinteresse collettivo dell’Unione e nella piena ostilità dei soliti cattolici. Lo stesso partito, invece di prendere le parti dei più deboli, con una legge reale, invitava ad accontentarsi delle briciole, da ottenere in cambio della dignità delle persone, delle situazioni, degli affetti.

La politica quindi si disinteressò della legge, lasciando che le cose seguissero il loro corso. L’aggressività dei più forti – chiesa, destra, cattolici della maggioranza – fece fallire ogni cosa. E qualche tempo dopo fu la volta del testamento biologico, con il caso Englaro.

La storia, temo, si ripeterà. Coi cattivi che recitano bene il loro ruolo. E i buoni che si accontentano del nulla, in cambio dell’umanità di chi dovrebbero difendere senza nemmeno provarci.