Buono come te

Tempo fa scrissi un articolo su cosa, secondo me, è il movimento GLBT. Credo che basta averne fatto una sufficiente esperienza, senza addentrarsi nei meandri della “ragion di stato” dei vari associazionismi per capire che quello che dovrebbe essere un fronte di lotta per l’affermazione dei diritti civili si è trasformato, fatte le dovute eccezioni, nel trampolino di lancio dell’ego di questo o quell’individuo.

Al di là dell’associazionismo di facciata, e dell’associazionismo vero (che sia benedetto), vi è pure l’azione di singole persone che utilizzano il loro tempo libero per combattere il pregiudizio, per raccontare le storie di altri, per dare voce a chi, nella quotidianità, vive la propria normalità che qualcun altro vorrebbe etichettare sotto l’aura, non proprio benevola, dell’opposto alla norma.

Sto parlando di Antonio Eustachio, videoblogger e documentarista, occhio fedele e immancabile di tutti gli appuntamenti GLBT della capitale, che ha già finito la seconda stagione di Good as you, il suo «progetto documentaristico amatoriale» che si può facilmente vedere su Youtube e la cui prima stagione è già stata ritrasmessa, seppur in versione ridotta, da EcoTV.

Diciotto puntate per altrettante interviste – distribuite tra i due cicli, in attesa del terzo che comincerà in primavera di quest’anno – a personaggi noti nel mondo gay, quali lo scrittore Alessandro Michetti o la blogger e politica Cristiana Alicata e meno noti, perché, per stessa ammissione dell’autore, Good as you è, anche e soprattutto, «per persone normali, semplici».

Uno sforzo che va premiato e sostenuto, attraverso la nostra vicinanza, la nostra solidarietà e attraverso il coraggio di mettersi in gioco in prima persona. Antonio, infatti, è lieto di intervistare coloro che sono interessati a raccontare la propria vita, il proprio vivere tutti i giorni, in mezzo agli altri (l’indirizzo lo trovate alla fine dei video, qui di seguito pubblicati). Perché, a ben guardare, è proprio questo essere persone normali, persone semplici.