Cioccolato dappertutto

Una cosa che ho scritto più di sei anni fa. E che Dani mi ha riportato alla memoria.

Personaggi principali.

Alice: amica dai capelli antistress, ha un debole per Annibal Lecter e una naturale avversione per i professori laici e giacobini.

Hooverine: occhiali rotondissimi e apparecchietto ai denti. Poi togli tutto questo e scopri un dipinto del quattrocento. Ha un rapporto poetico con la frutta e quando suona pensi subito a una pioggia delicata di chiodi.

Alienor: la ragazza manga. Praticamente l’idea trascendentale da cui si è sviluppato quello che intendiamo per universo dei cartoni animati giapponesi.

Ale Mbuto: Cristo redivivo. L’unico ragazzo che, quando bestemmia, suggerisce illuminanti esempi di (pseudo)autoironia.

Dora Markus: il suo corpo ti suggerisce che a volte preferisce il silenzio. Se ne sta rannicchiata e ascolta e quando lei incontra i miei pensieri non posso fare a meno di sorridere.

Killing Floor: privilegia il silenzio e quando proferisce parola ci illumina come un profeta che non sa di essere tale.

Sim Dawdler: si scopre la pancia e mi accorgo di amarlo ancora di più.

 



Mentre preparo la torta sacher in televisione c’è un film ambientato in Islanda. Un tipo insulso sperpera il suo assegno di disoccupazione standosene al computer e bevendo birre. Poi, un bel giorno, si scopa una tipa e scopre che è la fidanzata della madre. E io che pensavo che la mia vita fosse una merda…

Odio fare le pulizie a casa. Soprattutto se a farle sono solo io. Meg non verrà. Come previsto. Come sempre. Guardo il cellulare. Kill mi ha mandato un messaggio. È di due ore fa. Il mio telefonino, ultimamente, decide a che ora farmi recapitare sms e telefonate. Kill vuole sapere a che ora deve venire. L’appuntamento con gli altri è per le nove. Sono le otto e cinquantacinque. Se non viene mi uccido.

Alice è la prima. Lei mi ha preso il cuore e lo ha fatto senza maltrattarlo. Molto spesso, e quando lo dico lei è d’accordo con me, credo che mi piacerebbe sposarla. Mi viene quando la abbraccio. Il suo abbraccio è come le sue mani. Piccolo, deciso, inequivocabile. Mi ha raccontato la sua storia e io ne voglio fare un romanzo. Ma per il momento preferisco regalarle il bergamotto.

Alice apparecchia. Io devo sistemare la mia stanza, la mia igiene e la mia mente. È da tempo che non sto così bene. Questo è sempre molto pericoloso.

La mia tavola è bella come una ragazza vestita a festa. Alienor ha portato un sugo che si abbina al mio. Giallo e arancione. A pensarci bene si abbina anche al suo sorriso. Kill alla fine è venuto. Ad un certo punto chiedo a tutti chi sia il più bello tra lui e Sim. Tutti votano per Dawdler ma questo non è grave. Kill non è bello per quello che realmente è ma per come lo vedo io. Perché lui è diventato il mio me stesso che non sono mai stato e che avrei voluto essere. Sim Dawdler invece è un frammento. Non lo ritrovo in me, devo acquisirlo, vive al di là dell’amore. Al di là del mio modo di capire l’amore. Per questo ne ho un assoluto bisogno.

Hooverine quando taglia la frutta è come se recitasse dei versi. Non credo che sappia quanto possa riempire la stanza il suo sorridere mentre parla e quando dice che le fragole sono afrodisiache e che ne vuole approfittare, visto che andrà a dormire dal suo fidanzato.

Dora ha le braccia conserte. Forse vuol custodire un segreto che credo di aver intuito. Questione di alberi. Ale Mbuto quando vede la torta ha un momento di commozione. Mi chiedo perché debba cacciarsi nei guai con le ragazze e quanto sia credibile quando dice di essere un giocatore di calcio.

Alienor mi chiede se voglio diventare suo amico. Come farò a confessarle che non riesco a dire di no alle dichiarazioni di amore? Quando fa finta di arrabbiarsi il mondo alle sue spalle scorre in verticale. Quando sorride attorno al suo viso nascono raggi di carta colorata. Quando mangia troppo cioccolato e la macedonia coi kiwi si copre di chiazze rosse, nonostante abbia rinunciato alle fragole.

Ale Mbuto può essere dipinto come la fragola non mangiata del tutto della ragazza manga? Vada per il rossore che lo avvampa (chissà come ci si sente ad emozionarsi così tanto), ma i semini li possiamo disegnare con le schegge di cuore?

Sim mangia la sacher solo se sepolta da una montagna di panna. Io mangio una striscia di torta perché ho respirato troppo cioccolato. Quando cucini succede così. Aspiri gli odori e ti sazi, senza mangiare. Forse è per questo che non mi innamoro. Assorbo tutto prima che tutto accada. Oppure emano tanto di quell’amore che gli altri sono già sazi di me. Devo smettere di cucinare. Devo smettere di sperperare il cioccolato del mio cuore, che schizza un po’ dappertutto sulle pareti dell’anima di gente distratta.

Sim vuole vedere mia sorella. Prendo un blocchetto di foto. C’è pure il Principe Pavone. Devo pulire quelle immagini da ciò che resta del cioccolato.
Come sempre, dopo il cibo e dopo l’amore, tutto ciò che resta sono solo le briciole. Nel primo caso sono anche sazio.