La festa dei rottamatori

Cominciamo col dire che il nome del luogo in cui si è consumata la kermesse sembra quello di una drag queen di altri tempi: la Leopolda. Che poi sarebbe il nome di una vecchia stazione di Firenze, che stanno ristrutturando, pure abbastanza fica. E se vogliamo dirla tutta, la location si adattava perfettamente al nome della manifestazione – Prossima fermata: Italia – e alla filosofia che la animava: prendere il vecchio e sostituirlo, dopo opportuna fase di restauro e ristrutturazione, col nuovo. Diciamo che sotto l’aspetto semiologico ci hanno azzeccato in pieno.

Nella sala degli stand, poi, c’è di tutto un po’. I Giovani Democratici che raccolgono le firme, i banchetti di chi si occupa delle aree tematiche della legalità, dell’ambiente… manca, ma forse non c’è bisogno di dirlo, lo spazio GLBT. Vuoto colmato da diversi interventi al pubblico, ok. Ma se la semiotica è importante, nel suo atavico rapporto tra significante e significato, sotto questo aspetto dovrei dire che si è usato l’espediente linguistico dell’estensione semantica: usiamo parole (spazi, fuor di metafora) nelle quali includere altri significati (o argomenti, sempre fuor di metafora).

Adesso, la prima regola del linguaggio è quella che se vuoi definire un pezzo di mondo, gli devi cercare una parola per determinarlo. Per costruirne i confini. Lo spazio GLBT non aveva confini fisici, alla festa dei rottamatori. Solo testimonial, pregevoli per di più. Ma lo conosciamo tutti il vecchio adagio del verba volant.

Belli, a tal proposito, gli interventi di Capriccioli, Sappino, Fornario, Alicata. Temi che toccano in pieno la causa del matrimonio esteso a gay e lesbiche o che lo sfiorano. La reazione, da parte del pubblico, della sua maggioranza almeno, è come la minestra del giorno prima: tiepida. Lo scrivo pure sulla pagina dell’evento di Facebook dedicata e usufruibile direttamente in loco: «ragazzi, sul tema dei diritti siamo alle solite: deludete». Mi risponde Renzi in persona, anzi, in tastiera. Anche se siamo in disaccordo, parliamone. Ok, parliamone: in cosa discordi sul fatto che cittadini che hanno gli stessi doveri degli altri non debbano anche avere gli stessi diritti? E fu silenzio.

Adesso io non ho visto solo quello che mancava. Ho ascoltato anche tutto il resto: lotta alla mafia, energie rinnovabili, scuola – ma è stato solo un esponente di SEL a dire di togliere i soldi alle scuole private per darle alle pubbliche – ecologia. Il pubblico, vario ed eterogeneo, per età e provenienza politica, ha a volte un atteggiamento pavloviano: applaude perché si fa.

Perché quando dici che sostenere il governo Lombardo è un insulto a persone che si chiama(ro)no Falcone e Borsellino non può che portarti a dire “bravo!”, ma poi la realtà è che in Sicilia il partito democratico Lombardo lo sostiene.

Perché quando dici che l’omofobia è un male che va contrastato anche la platea tiepidina ha un sussulto di dignità, ma la termodinamica dell’entusiasmo di rito si spegne immediatamente di fronte alla concretezza delle parole quali matrimonio e genitorialità.

Perché quando dici che l’acqua deve essere pubblica, non puoi che essere d’accordo salvo poi continuare a militare in un partito il cui dominus maximus è, scusa il bisticcio, Massimo D’Alema.

La mia impressione, in poche parole, sull’appuntamento di Firenze si può dischiudere in almeno tre considerazioni.

La prima: il partito democratico ha una parte della sua base che potrebbe militare serenamente in SEL. Il perché non lo faccia rientra in una serie di ragioni che vanno dalla propensione al martirio all’idealismo più puro. A questi auguro buona fortuna.

La seconda: l’altra parte della base che ho visto lì mi dà l’impressione di quei vecchi compagni nostalgici di passate glorie e in attesa di future opportunità. Come faranno con Bersani e la Bindi è un mistero soteriologico ancora più grande dell’idealismo dei primi, ma a nessuno va tolta un’illusione.

La terza: bella vetrina. Per Renzi e Civati più che mai. Per il resto si attendono i fatti.

Ma adesso che ho ascoltato e non ho parlato, così come mamma mi ha consigliato – potevo pure iscrivermi per farlo e credo proprio che non avrei rischiato la lapidazione – so, almeno nella parte più profonda del mio essere (e ciò vuol dire che posso pure sbagliarmi ma tant’è) di non aver visto tutta quell’energia, evocata, ostentata, sottolineata dai più, la stessa che un giovane militante mi chiedeva se non avessi riscontrato, esattamente come lui, mentre batteva i pugni sul tavolo.

Io ho visto solo molta stanchezza da una parte e molti sogni, non so quanto motivati visti i fatti concreti di cui è responsabile il pd, dall’altra. A quel ragazzo non ho detto che mi sono emozionato di più di fronte a cinque minuti di video in cui Gianfranco Fini, ex fascista, difende gli omosessuali, cosa che per esempio Bersani non è in grado di fare. Come ho già detto a nessuno va tolta l’illusione. Neanche quella del momento.

Annunci

12 thoughts on “La festa dei rottamatori

  1. “Temi che toccano in pieno la causa del matrimonio esteso a gay e lesbiche o che lo sfiorano. La reazione, da parte del pubblico, della sua maggioranza almeno, è come la minestra del giorno prima: tiepida”

    Elfo, ieri ho visto una parte del discorso di Gianfranco Fini a Perugia. A un certo o punto, Fini dal palco: “E’ ora di prendere atto dei cambiamenti delle società e dell’importanza della famiglia non solo formalmente legata da matrimonio, ma anche famiglia di fatto ecc ecc”. Applausi scroscianti….”Non esiste in Europa movimento politico che sul piano dei diritti civili e dell’immigrazione sia così culturalmente arretrato come il PdL”. Ovazione del pubblico…. “Non può esserci differenza tra le persone perchè uno è bianco o nero, perchè è cristiano o musulmano… perchè è eterosessuale o omosessuale”. Uragano di applausi, BOATO, è venuta giù la sala, pubblico in piedi, forse l’applauso più entusiasta dell’ora e mezza di discorso di Fini.
    E poi ci si meravciglia se ormai ispira più fiducia Fini, sui diritti GBLT, che quella melma ipocrita, bigotta e ciellina che è il PD?

  2. Ovviamente, ci penserà la cricca di Casini a bloccare qualunque tentativo di Fli di rendere l’Italia un paese normale sul piano dei diritti civili.

  3. le reazioni della sinistra ogni volta che si parla di diritti lgbt sono a dir poco viscide. c’è una paura atavica, qualcosa che frena anche i più “progressisti” dal prendere una posizione chiara e battersi per dei diritti. è il solito, storico moralismo della sinistra. ricordate le reazioni dei sindacalisti quando renato pozzetto svela la sua collusione con un omosessuale (massimo ranieri) nel film “la patata bollente”? la sinistra italiana è bloccata su quelle posizioni. da non sottovalutare nemmeno il cancro del cattocomunismo, tutt’altro che sincretico – è altresì mummificante.
    gli unici in italia ad aver preso posizioni chiare in termini di diritti lgbt sono i radicali. ora il movimento di fini sembra andargli dietro, ma se si lega a casini andrà tutto in vacca, come ha fatto giustamente notare alex prima di me.

  4. Ho sentito un pò di interventi, alcuni populisti, richiama applausi! Chi di sinistra non applaudirebbe alla richiesta della difesa delle cose pubbliche?Alla rivendicazione del mantenimento dello stato dei beni comuni?Ma dai!!!Infatti lo dici tu stesso.
    Io ho trovato di per se interessante l’incontro di Firenze, anche per il solo fatto che ha costretto il pd a guardarsi dentro e nello stesso tempo ha mostrato all’esterno un’altra componente del PD.
    E poi la cosa importantissima è che si sono sentite le voci, le idee e i commenti di persone che fanno politica con passione e che hanno poco spazio.
    Io l’unica proposta concreta, per quel poco che ho sentito, l’ho sentita da Cristiana Alicata quando ha fatto un nome per la candidatura di Torino(mi dispiace non posso commentaree su latina perchè mi arriva male l’audio).Ecco questa cosa l’ho trovata semplicemente pragmatica e coraggiosamente propositiva.Mi è piaciuta molto.
    La retorica è bella ma la sinistra è morta nelle sue capacità pratiche, di retorica.E dire “vogliamo questo” senza fare una proposta è una cosa di cui siamo tutti capaci.Tutti.Allora per quanto mi riguarda, applaudirò chi alle belle cose dai facili consensi, saprà affiancare il modo per realizzarle, e chi si renderà credibile in quello che dice e in quello che propone.
    Grazie per lo spunto di riflessione.
    Pina

  5. Scusate, ma sull’argomento che (forse) più ci interessa, qualcuno è riuscito a capire come la pensano i rottamatori, e in particolare il maestro della fuffa, al secolo Matteo Renzi?

    Esistono tre alternative:

    1) La proposta più logica, sacrosanta e giusta per un Paese civile, ovvero il matrimonio omosessuale

    2) Proposta tutto sommato accettabile e concreta, ovvero Pacs alla francese, o Civil Partnership come in Gran Bretagna

    3) la buffonata, la presa in giro totalmente inutile e priva di ogni contenuto reale, ovvero i Di.Co o i Di.do.re, ovvero peggio che non avere nulla perchè si FINGEREBBE di avere regolato la questione delle coppie di fatto gay senza nella realtà avere fatto nulla e chiudendo l’argomento senza averlo risolto.

    Si può sapere come cavolo la pensa la cricca protociellina dei giovani-vecchi Renzi e soci?

  6. non c’ero, causa influenza, ma…davvero Renzi può essere nuovo? renzi è mediatico, giovane in un paese di vecchi, abile. Ma Renzi è “silvino”, così è conosciuto a Firenze, il che la dice lunga e ha vinto a Firenze perchè la base della sinistra, i vecchi pasionari della sinistra, al momento del ballottaggio non ce l’hanno fatta a votare il pagliacetto Galli, ma non ce l’ahho fatta neppure a non andare a votare e a ritrovarsi Denis a Palazzo Vecchio. Renzi deve solo ringraziare la “sinistrosità”, neologismo, di Firenze. Per il resto è un beghino di campagna, decisionista nelle scelte facili, per il quale il cambiamento ha senso solo se riguarda se stesso.

  7. e allora rinnovamento, ciò che Renzi & company proporebbero, e freno, ciò che Renzi è, non mi sembra si sposino alla grande

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...