Se si usano i gay solo per abbattere Silvio…

La gara di solidarietà che da ieri si è aperta a favore di gay, lesbiche, bisessuali e trans italiani/e – sebbene la battuta di Berlusconi fosse limitata solo ai “froci” del paese – se da un lato ha, per così dire, ricollocato al centro del dibattito politico la questione GLBT, dall’altro ha un certo fastidioso sapore di carità pelosa che serve solo a politici, media e anche a un certo attivismo, pure omosessuale, a logorare l’ormai obsoleta e squallida italietta del Popolo della Libertà e, soprattutto, il suo più insostenibile esponente.

Atteggiamento più o meno smaccato, a ben vedere. Se l’inutile Bersani ne prende spunto per gridare allo scandalo, senza spendere una sola parola di vicinanza contro gli offesi, seguito a ruota da una Bindi che ieri a Ballarò si è limitata a prendere le distanze dalla volgarità del nostro amatissimo premier senza null’altro aggiungere – questo per altro è quello che succede quando affidi un partito a gente omofoba e/o codarda – altri protagonisti dell’agone politico si sperticano in critiche contro l’infelice boutade del Cavaliere: a cominciare da Concita De Gregorio che, per carità, pare quanto di più lontano dall’omofobia ma quanto più vicino al concetto di ignoranza sui temi trattati se poi ti viene a dire, appena può, che i DiCo, scritti da un’omofoba per l’appunto, sono quanto di meglio possa capitare a una coppia gay o lesbica italiana. Contenta lei…

Gli stessi giornali come Repubblica e il Corriere – troppo spesso indulgenti verso un comportamento nel migliore dei casi riprovevole quando si è trattato, per questo o quel pride, di sbattere tette e culi delle “solite” trans in prima pagina (e di chiamarle al maschile seppur glielo si sia spiegato che è offensivo), ignorando il dato politico delle manifestazioni – affermano di non credere ai loro occhi e orecchie rispetto a quanto detto dal presidente del consiglio.

Ci sarebbe da chiedersi dov’erano tutti questi campioni di sentimenti gay-friendly quando altri attori politici, a cominciare dai loro datori di lavoro, hanno fatto battute forse meno volgari ma ugualmente violente: alludo alle dichiarazioni di D’Alema, della stessa Bindi, di molti altri esponenti di spicco del partito democratico, dell’UdC, del Vaticano e via discorrendo.

Fermo restando che quella battuta, meglio puttaniere che frocio, è sicuramente grave, ma non molto più grave di un “una coppia gay la genitorialità se la sogna”, “i gay smettano di offendere il sentimento religioso dei cattolici emulando il matrimonio”, accostamenti vari alla pedofilia, ad altre patologie mentali, all’evasione fiscale e tanto altro ancora.

La De Gregorio, l’Unità, Repubblica, il pd che ci crede (o che fa finta), altri settori della sinistra più o meno estrema e tutti i frociaroli dell’ultima ora quali barricate mediatiche hanno alzato quando c’era da scatenare tempeste di certo altrettanto urgenti e opportune?

Questo glorioso esercito della dignità del mondo gay sarà così pronto, così sferzante, così presente e puntuale quando si tratterà di parlare di cose fondamentali ovvero di leggi vere e efficaci sui diritti e contro le violenze e non le scempiaggini, dai DiCo in giù, offerte e per altro mai approvate, degli ultimi anni?

Perché, sia chiaro, se le parole di Berlusconi sono gravi non è perché sono state proferite da lui, ma perché rimandano a un sentimento condiviso da una grande percentuale di italiani: l’omofobia. Ma essere usati, come categoria sociale, non come strumento di lotta a quel sentimento, ma semplicemente di opposizione al premier per poi essere dimenticati quando sarà ora di dimostrare quanto in realtà si è vicini alla causa GLBT è grave e volgare tanto quanto certe battute, sicuramente gravi e offensive. A futura memoria.

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8 thoughts on “Se si usano i gay solo per abbattere Silvio…

  1. Io è da ieri sera che vado dicendo “meno male che Silvio c’è”. E’ esattamente questa la questione: tanto stupore e tanta indignazione non è per l’omofobia certificata per l’ennesima volta ma perché l’ha certificata Berlusconi. Quanti di quelli che oggi si dicono indignati ed offesi lo hanno detto anche l’altra settimana per le parole non meno omofobe e violente di Buttiglione? Quanti si ricordano che le stesse cose, più o meno, le aveva già dette e che non è l’unico a dirle e pensarle?
    Alla fine, quindi, anche la reazione all’omofobia è solo uno strumento politico e nulla di più

  2. Adescare minorenni è una scelta ed è un reato. Essere omosessuali, invece, non è una scelta. E’ un orientamento naturale del comportamento umano. E non è un reato. Essere gay e lesbiche, di per sè, non è nè un disvalore, come vorrebbe Berlusconi, nè un valore.
    Credo che Berlusconi sia un uomo malato (delirio narcisistico? altro?).
    Va curato.

  3. E’ ammalato, è schizofrenico, è porco…ma tanti sono come lui, la cosa preoccupante è che Lui ci governa da 20 anni…più o meno!!!

  4. Condivido totalmente la tua riflessione, certo però che se per i gay e l’offesa rivolta dal Cavaliere alle persone omosessuali, anche strumentalmente, si riuscisse a mandare via Berlusconi ed il suo Governo, sarebbe il primo successo politico, in 30 anni, conseguito dal movimento lgbtq… e che successo!!! Dopo, per ricompensa, qualche straccio di diritto potrebbero anche riconoscercelo :-)
    A parte gli scherzi, è evidente che il caso omofobia di Berlusconi è stato gonfiato ad arte, non perché quanto detto da Berlusconi non sia gravissimo nella sua volgarità e nel suo messaggio di incitamento al disprezzo nei confronti delle persone lgbtq ma per tutto quello che tu hai fatto notare. Prima di Berlusconi diciamo che almeno la metà dell’attuale classe politica italiana dovrebbe trovarsi a casa per inadeguatezza a gestire ed a rappresentare un Paese civile ed europeo e per avere espresso punti di vista altrettanto volgari ed omofobi. Dal prof Buttiglione trombato in Europa ma sempre in prima linea in Italia alla Bindi che auspicava per i bambini africani di restare orfani e miseri nei loro Paesi piuttosto che finire adottati da una coppia gay, dalla Carfagna che parlò di omosessuali costituzionalmente incapaci di procreare e quindi non titolari di diritti come le persone e le coppie eterosessuali ai deliri di Volontè, dal garrotiamo i gay di Prosperini alla Binetti che parla di malattia, dal Presidente del Consiglio Giuliano Amato che si rammaricò di non potere vietare la manifestazione del World Pride di Roma perché in Italia esiste la libertà di manifestare all’attuale Parlamento in blocco che ha bocciato una banale aggravante per i crimini d’odio di stampo omofobico, considerando questa piccola tutela a favore delle persone lgbtq incostituzionale.
    Per tutto questo e molto altro ancora non c’è mai stato tanto clamore e nessuno, da sinistra a destra, si è strappato le vesti.
    Ed è stato sorprendente, ieri sera a Ballarò, ascoltare un Italo Bocchino che ha attaccato Berlusconi con tanta veemenza, sottolineando come la sua battuta è un incitamento all’odio nei confronti delle persone omosessuali, ricordandosi e rimarcando che l’Italia è l’unico Paese dell’Europa che non ha uno straccio di legge contro l’omofobia. Mi piacerebbe sapere, però, come Italo Bocchino si sia espresso ed abbia votato quando in Parlamento approdarono i Di.Co e la proposta Concia.
    Come scritto in una nota ieri, il vero fastidio nei confronti di Berlusconi, anche da parte dei suoi alleati e di quella cultura moderata e cattolica maggioritaria che sino ad ora ha sostenuto ed appoggiato il suo regno, è che Berlusconi, con le sue ormai ingestibili intemperanze, sta mettendo in crisi e smascherando il gioco della doppia morale tutta italiana, quella che per funzionare e reggere necessita di moderazione e salvaguardia delle apparenze. La corruzione, la misoginia, l’omofobia, il degrado morale, i privilegi, il mal governo non sono novità del pensiero e della politica berlusconiana, ma se adesso tutto ciò non va più bene è perché Berlusconi sta mandando in frantumi la doppia morale, senza la quale crollerebbe il fondamento della nostra cultura politica e di tutti quei privilegi e quelle possibilità che questo tipo di cultura garantisce.
    Mandare via Berlusconi ormai è una necessità, per questo anche i gay oggi servono e la loro difesa (il diritto a non essere pubblicamente insultati, non certo altri fondamentali diritti di cittadinanza) va cavalcata. Nel processo di cambiamento-restaurazione che seguirà il dopo Berlusconi, vedremo quale spazio sarà riservato alle battaglie civili del movimento. Nel frattempo non mi sento di dire meglio omosessuali che Berlusconi, perché francamente questo paragone mi farebbe continuare ad essere considerato peggiore di tante altre cose ed io, sarò presuntuoso, aspiro a molto meglio.

  5. Pingback: Se si usano i gay solo per abbattere Silvio…

  6. #Vincenzo: e forse questo potrebbe essere il punto di partenza per una critica serrata e senza quartiere quando i fautori della doppia morale attaccano i detentori della morale unica, cioè quelli come noi, basata sulla più limpida libertà di intenti e di autodeterminazione dei propri corpi. Se solo avessimo politici degni di questo nome, va da sé…

  7. se uno come il Pifferaio magico può permettersi di fare una battuta del genere è perchè sa che in Italia è questa la normalità, ossia sa che i suoi topolini lussuriosi qunto o più di lui, lo condividono e lo osannano ancor di più per questa sua ammissione pubblica. Ma non era lui quello che faceva tanti discorsi sul valore della famiglia o sbaglio?

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