Contro natura

Prove di dialogo tra Bersani e Vendola. Il leader carismatico della sinistra progressista e il segretario del partito democratico avrebbero stipulato un patto per «l’avvio di un cantiere per individuare la proposta alternativa alla destra e di cambiamento che il centrosinistra può offrire al Paese». Il che è un bene, perché può portare quel partito ad avere una maggiore identità di sinistra.

Tuttavia, nell’articolo dell’Unità in cui si parla di questo accordo, si ipotizza l’estensione dell’alleanza all’UdC. E qui la buona notizia, l’asse tra Bersani e Vendola, si trasforma in un incubo: il ritorno nel centro-sinistra, oggi più che mai col trattino, di persone come la Binetti e Buttiglione.

Va da sé che, come cittadino gay, non mi sento tutelato. Anzi, posso dire tranquillamente di sentirmi minacciato da questo scenario. Provvedimenti importanti come la tutela e il riconoscimento pubblico delle coppie di fatto, l’equiparazione tra queste e quelle sposate, la legge contro l’omo-transfobia, la tutela della laicità delle istituzioni sarebbero messe in grave pericolo dalla presenza dell’UdC in un futuro governo di centro-sinistra.

Le associazioni GLBT dovrebbero far fronte comune e far passare il seguente messaggio, ai vendoliani e ai piddini: se volete il nostro voto o obbligate l’UDC ad aprire su temi specifici o rinunciate, in alternativa, all’alleanza con Casini.

Se poi pd e SEL dovessero rinunciare al voto di milioni di persone GLBT e dovessero, di conseguenza, perdere le elezioni per assicurarsi la vicinanza degli integralisti cattolici – la cui base andrà comunque a votare il PdL – si assumeranno tutta la responsabilità dei loro atti scellerati.

Sarebbe ora certi leader di partito che lo capissero sin d’ora.