Tiziano Ferro è gay, sai che novità

Qualcuno l’ha già detto: si fa presto a dire io lo sapevo. Perché è così. Tutti lo sapevamo. Tutti noi che frequentiamo l’ambiente gay, lelle e ricchioni. Tiziano Ferro ha dichiarato di essere gay e, per l’appunto, questa non era e non è una novità. La novità sta nel fatto di averlo dichiarato e di averlo fatto in modo gentile, delicato, intimo seppur in mezzo al clamore dei media. Onore al guerriero canoro, per cui.

Questa vicenda, per altro, mette in luce una questione fino ad ora poco analizzata. L’ambiente gay è, di fatto, un piccolo villaggio distribuito sul territorio nazionale a macchia di leopardo. Chi viene dalla Sicilia e vuole andare a Roma o a Milano sa che c’è una rete pronta ad accoglierlo. Locali, puttanai, associazioni, bar. In questa rete funzionano le dinamiche di paese, per cui una cosa che accade si viene a sapere e pian piano copre tutto lo spazio agito. Questo spazio non è più solo dentro le mura, ma va oltre. Torino, Milano, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Catania… ognuno di noi ha amici sparsi un po’ ovunque. Se domani la star di turno dovesse, pur con mille cautele, varcare uno di questi recinti si verrebbe a sapere. Sarebbe un tam tam. E così, di fatto, è.

Per questa ragione quando Pecoraro Scanio dichiarò la sua bisessualità, noi lo sapevamo. Io personalmente l’ho visto in un locale di Catania. Lo stesso discorso si potrebbe fare per Cecchi Paone: mentre il mondo delle casalinghe di Voghera trasecolava per il suo coming out, la comunità reagiva senza sussulti eccessivi. Al massimo un “finalmente è venuto fuori” e nulla più.

Adesso, e qui sta il punto dove volevo arrivare, io so di altri personaggi, alcuni dei quali stanno in alto. Forse addirittura in parlamento, chissà… lo so perché mi è stato riferito. Non ho le prove, ma non le avevo nemmeno per Ferro, Cecchi Paone e qualcun altro ancora. Eppure è così. In passato ha funzionato, non vedo perché per altri dovrebbe essere diverso.

Sarebbe il caso, nei confronti di certa gente, soprattutto certa gente che semina odio contro la categoria che a quanto pare frequenta, fare outing, che non vuol dire venir fuori, vuol dire: sputtanarli. Dir loro: se vai coi froci, almeno stai zitto. Fosse non altro per una questione di onestà intellettuale.

Dipendesse da me, poi, i nomi li avrei fatti già, ma converrete che in mancanza di prove si tratterebbe solo di mero chiacchiericcio. Chi sa di più dovrebbe, invece, agire. Fosse non altro per mettere a tacere certa gente, la stessa che ci fa incazzare quando ci etichetta contro natura o ci chiama culattoni, tanto per fare un esempio.