Poi spiegatelo a Veltroni

Una cosa che mi fa specie dei militanti del piddì è che se impiegassero anche solo la metà del tempo e un terzo della virulenza che impiegano per odiare Grillo per fare opposizione al governo Berlusconi con la stessa forza e la stessa acrimonia, possibilmente sarebbero un partito del 40% circa.

Un’altra cosa che mi lascia perplesso è la spocchia con cui parlano dei cosiddetti grillini, ai quali riconoscono la legittimità delle posizioni ma che vedono come sprovveduti da recuperare. Forse anche dismettere questo atteggiamento da snob per cui se si segue un percorso diverso si viene etichettati come “sbandati” sarebbe un passo avanti. L’umiltà, d’altronde, è una dote. E le verità assolute non credo appartengano a un partito solo.

La storia, invece, gira al contrario: Grillo visto come il male assoluto della democrazia, Schifani invitato a conferire con ogni onore, come se nulla fosse. Poi magari la gente grida, e giustamente, frasi tipo “fuori la mafia dalle istituzioni” e quella stessa gente viene definita squadrista.

Contenti loro.

Certo, mi spiegheranno ancora, a me come a molti dei loro elettori, soprattutto quelli veneti, quale geniale idea, allora, giustificò la candidatura di tale Calearo, uomo di destra, falco di Confindustria, che ha lasciato da tempo il partito democratico per rimpolpare, da oggi, le file berlusconiane.

E magari lo dicono pure a Veltroni, il deus ex machina di operazioni così cretine, che si chiede come mai il suo partito sia arrivato al 24%…

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9 thoughts on “Poi spiegatelo a Veltroni

  1. Mi faceva schifo Calearo allora, quando è stato candidato nelle file del PD, e mi fa ancora più schifo ora che passa armi e bagagli tra i suoi simili della parte avversa pregustando tutti i ritorni personali che arriveranno, in barba alle fregnacce che racconta sul bene del paese. Che poi il Calearo fa il paio con il Bortoluzzi, candidato a governatore del Veneto contro Zaia, che poco ci mancava che facesse da portavoce in ombra della più grande mezza tacca degli ultimi 150 anni. Giusto per capire che personalità sceglie il PD e perché io non lo voto.
    Io li schifo, e lo dico come veneto e come imprenditore.

  2. E che dire del compagno Profumo ?? Futuro leader del PD

    P.S. npn mi piace Grillo ( C0me politico ) Tantomeno Di Pietro

  3. che dire? metti il dito nella piaga, fino a quando questi miseri questuanti di potere non si interrogheranno sulla loro spocchia non se ne esce…tempo fa ho voluto invitare i cosiddetti giovani (che in Italia sono almeno 40enni!!!) ad interrogarsi sulle loro responsabilità con questo post:
    http://cosechedimentico.blogspot.com/2010/07/memento-quasi-una-confessione.html

    è stato un disastro…m’hanno risposto un paio di amici ed è finita lì, qualcuno mi ha mandato una mail dicendomi “c’è qualcosa che non mi convince in quello che scrivi” e basta, capisci? almeno dimmi cos’è che non ti convince. Scusa lo sfogo.

  4. #Pavel: neanche a me Grillo mi convince come politico, ma mi ritrovo perfettamente sulla critica a ciò che del sistema non va.

    #Antonio: dillo a me…

    #Ciccio: corretto… ultimamente faccio errori di distrazione veramente cretini.

  5. Quando leggo che, di fronte a un post decisamente intelligente, preciso e puntuale come questo (che dovrebbe essere davvero sottoposto a Veltroni e ai dissennati dirigenti del PD), qualcuno finisce per prendersi la briga di postare uno sterile commento al fine di rilevare un banalissimo refuso come “file-fila”, mi rendo conto che oggi – ahimè – l’ansia della correzione e del dito puntato tout court (che sa tanto di Feltri/Belpietro) prevale sempre più sullo spirito critico. Fra l’altro il commento viene da una persona che, anziché non, ha scritto nn come in un sms.
    Peraltro, concettualmente, “rimpolpare le fila berlusconiane” potrebbe persino essere ritenuto corretto. L’espressione “filA di un piano”, per esempio, significa “trama, organizzazione di un piano”, quindi nel senso del post, con un po’ di interpretazione, “rimpolpare la trama berlusconiana o l’organizzazione berlusconiana” andrebbe a significare “rafforzare la trama o l’organizzazione berlusconiana”, ergo non sarebbe poi così errato.
    A questo punto, è peggio un non scritto come “nn” o fila in luogo di file? Ed è così importante scrivere file o fila (soprattutto nel post di un blog, magari scritto di fretta e senza poterlo rileggere attentamente), se l’analisi politica enunciata nel post si rivela del tutto corretta ed efficace?
    Tenere bene a mente l’esempio della trave e della pagliuzza aiuterebbe a vivere meglio e a vincere le elezioni (se venisse applicato dalla sinistra).

  6. Vertigo (ma sei “quel” Vertigo?), fidati che Ciccio di cui sopra non è una persona vuota e vacua, semplicemente sa che odio i miei refusi e me lo ha fatto notare, tutto qui. Quello che dici è vero per molti, ma non per Ciccio. :)

    Ti ringrazio per l’apprezzamento, di cuore. Un bacio e a presto!

  7. :D sono “quel” Vertigo, che continua a leggerti nonostante la sparizione, eh Ok, chiedo scusa a Ciccio ma solo perché in buonafede, eh :) Continua così, elfy ;-)

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