Una vita da precario

Come al solito.
Non è che sono sparito, è che mi sono ritrasferito a Roma.
Adesso, io non so se sapete com’è la vita da insegnante precario, ma tradotto in poche parole, significa non sapere dove sarai per i prossimi dodici mesi della tua vita. Per cui, hai serie difficoltà a fare cose che il resto degli esseri umani riesce a svolgere con una certa serenità, quali:

  • iscriversi in palestra (sul frequentare, è un altro discorso lo so),
  • frequentare un corso di yoga,
  • studiare inglese,
  • abbonarsi a un cinestudio o a teatro,
  • avere un contratto abitativo o un domicilio per più di tre mesi consecutivi.

Appena mi sistemo un po’ meglio ritorno a delirare come sempre. Un po’ di pazienza, suvvia.