La blasfemia di Gheddafi, il silenzio di chiesa e politica

 

La visita di Gheddafi a Roma è una pagliacciata sulla quale si gioca, a sentire gli analisti e gli esperti di settore, un giro di affari di oltre quaranta miliardi di euro. Non sono bruscolini, tautologico dirlo, e il mondo degli affari e della finanza è ben disposto a tollerare certe uscite che, sebbene siano state retrocesse al rango di folklore dal nostro amato premier, hanno il sapore, decisamente sgradevole, della blasfemia e dell’insulto.

Non sono un cattolico, nel senso che non sono un credente. Affermazioni come quelle del colonnello libico rientrerebbero in una normale dialettica “democratica” qualora supportate da credibili paracadute scientifici e proferite da un uomo che ammette, all’interno del suo paese, il libero dibattito, la critica del potere e la libertà religiosa. Purtroppo per tutti noi ciò non è vero e affermazioni quali l’Islam deve diventare la religione di tutta l’Europa o altre, «ma lo sapete che al po­sto di Gesù hanno crocifisso uno che gli somigliava?» (detto durante la visita del 2009), sembrano per lo più provocazioni e nemmeno gratuite. Mi limiterei a bollarle come questioni interne tra “fanatici” oppure come un incidente tra credenti di fedi diverse se tali parole non avessero un peso politico e diplomatico enorme, in Italia e soprattutto a Roma. Per non parlare dei danni che subisce il concetto stesso di coerenza.

Viviamo in un paese, infatti, nel quale un governo di centro-sinistra è caduto sulla legge sui DiCo per le pressioni fatte proprio dalla chiesa cattolica al potere politico. E diciamocelo chiaramente: una leggina degna del calibro della Bindi, più attenta a normatizzare le differenze tra coppie di fatto e coppie sposate, è ben poca cosa rispetto a chi dice, nella città che ospita il papa, che occorre convertirsi a una fede “rivale” e che sulla croce c’è un impostore. Mi sarei aspettato, già da novembre, uno sbarramento di fuoco con annessa scomunica per un governo il cui presidente è responsabile morale di tale “bestemmia”.

Stupisce infatti che le alte sfere religiose si siano limitate a qualche mal di pancia e nulla più, pronte come sono, in altre occasioni, a impedire l’esposizione di rane crocifisse, gridando al sacrilegio.

Così come stupisce che la Lega, ferocemente anti-islamica, sia disposta ad accontentarsi di tenersi un paio di colichette quando è invece pronta a scatenare crociate contro venditori di collanine, “culattoni” più o meno arrapati (con tanto di auspicio di applicazione di ogni sharìa padana), meridionali e tutto ciò che non parla il glorioso dialetto di questa o quella valle la cui grammatica non è mai stata nemmeno ipotizzata.

In questo tripudio di cafonaggine e ipocrisia a corrente alternata, ci sarebbe pure da dire che ingaggiare cinquecento hostess per accogliere un tirannucolo che ha la fortuna di vivere sopra milioni di ettolitri di petrolio è un insulto alla democrazia e alla dignità delle donne tutte, dalla Carfagna alla Bindi, passando per ogni velina possibile fino ad arrivare all’Olimpo abitato da persone del calibro della Montalcini e via discorrendo. Ma il berlusconismo, a ben vedere, si nutre di questo disprezzo per le regole, per le persone, per intere categorie sociali.

Da oggi il berlusconismo è indice anche di una rozzezza, a dire il vero nuova quanto il Family Day e certe notti passate da certi suoi esponenti a base di sesso e cocaina ma più evidente: quella che sacrifica la coerenza, seppur becera, di alleati vecchi e nuovi, dentro il palazzo e oltre Tevere, di fronte alla ragion di stato, ai miliardi alla negazione della dignità dell’uomo. Da non credente dico solo che Gesù Cristo si starà rivoltando nella tomba. E non è poco.

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5 thoughts on “La blasfemia di Gheddafi, il silenzio di chiesa e politica

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  2. essendo risorto in anima e corpo, tecnicamente non può rivoltarsi in una tomba… ma secondo me è lassù, sul trono, a dar di gomitate al Padre ed allo Spirito Santo, trattenendo a stento le risate, con Maria accanto che si tiene la testa tra le mani.
    Non voglio essere blasfemo, ma la verità è che ‘sta storia mi fa troppo ghignare amaro. ‘Sti paladini del crocifisso, tutti ‘sti crociati, che ora devono stare zitti e muti davanti al dittatore beduino che vuole pure portarsi a casa tutta quella f..a nostrana.
    Non riesco a togliermi dalla testa l’immagine della Carfagna e della Gelmini che strabuzzano gli occhioni e prendono fiato per dirne quattro, e di papi che subito le zittisce, fulminandole con uno sguardo, come sempre quando ci provano.

  3. è VERAMENTEINCREDIBILE…..SIAMO D’ACCORDO SUI DICO,I GAY,L’ABORTO I DIVORZI E LE SEPARAZIONI, I PRETI SPOSATI ETCC. MA CAZZO QUI AVETE SUPERATO IL SENSO E LA MISURA A NON DIRE UN CAZZO SU GHEDDAFI CHE NELLA CITTà DI ROMA INCITA L’EUROPA A DIVENTARE MUSSULMANA E SUI SUOI AMICI DEL LLA CORRUZIONE DILAGANTE CHE FA IMPALLIDIRE I TEMPI DI TANGENTOPOLI…….E POI DITE CHE I PAOLINI FONDATI DA DON ALBERIONE NON SONO CATTOLICI PERCHè OSANO ROMPERE LE UOVA NEL PANIERE A BERTONI E SUOI AMICI DEL PDL.NON VI SEMBRA DI ESAGERARE UN Pò CON L’ARTE DELLA POLITICA E DELLA DIPLOMAZIA E SOPRATTUTTO DI EQUITà E DI PONTIFICARE SULLA INFALLIBILITà MORALE…..?

  4. #sgrz: è tutta colpa di questa destra e di chi risponde con un minimo di rumore.

    #Edgar: che sia in cielo è tutto da dimostrare… per il resto hai pienamente ragione :)

    #luigi morelli: beh, non è questo l’indirizzo al quale puoi rivolgere queste critiche. Poi tu sarai d’accordo sulle condanne ecclesiastiche a gay, preti sposati, aborto e via discorrendo. Ma questo ti tende più prossimo al medio evo che non al presente europeo.

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