Se domani si andasse a votare…

Siamo seri. Se domani si andasse a votare, molto realisticamente, Berlusconi vincerebbe di nuovo e, come sempre, a man bassa. A quel punto sarebbe la fine della democrazia in Italia e per gli uomini di buona volontà non rimarrebbero che due soluzioni: l’esilio o la lotta. Anche armata. È così che si fa quando finisce la libertà. I partigiani insegnano.

Se domani si andasse a votare PdL e Lega andrebbero serenamente verso un 47% abbondante. Vendola non ce la può fare, diciamocelo chiaramente, e non perché non ha le qualità per farlo bensì perché la coalizione che dovrebbe sorreggerlo è capitanata da un pugno di mentecatti pronti a tutto pur di dimostrare che il governatore pugliese non è adatto per guidare il centro-trattino-sinistra. Anche perdere le elezioni. Da D’Alema in su. Il caso Bonino in Lazio la dice lunga.

Se domani si andasse a votare il maggior partito di opposizione rimarrebbe tale, perché ex comunisti e cattolici (mai diventati ex, a ben vedere) non hanno capito che l’unico modo di togliersi di mezzo Berlusconi e tutto ciò che rappresenta, dalla malapolitica a un senso dell’etica prossimo al campo semantico delle malattie veneree, è quello di combatterlo. Poi leggi che Bersani si fa venire la geniale idea che adesso, con possibili elezioni dietro l’angolo e dopo quindici anni di scempio della democrazia, i piddini andranno porta a porta a dimostrare le nefandezze di questo governo. Ecco, magari di domenica alle sette del mattino e saranno simpatici come un crampo nel sonno. Certe abitudini dei testimoni di Geova insegnano e non poco.

Se domani si andasse a votare sarei tentato di starmene a casa per almeno tre ragioni: in primo luogo perché questo centro-sinistra (sempre col trattino) per vincere farebbe accordi con Lombardo e con l’UDC e a me l’idea di votare gente che va a braccetto con la mafia mi fa solo vomitare. In secondo luogo perché la sinistra attuale è miglior attrice non protagonista in quello che è lo sfascio della scuola pubblica, da Berlinguer in poi. Perché grazie a D’Alema (ma guarda un po’) i pochi soldi che ci sono vanno per lo più alle scuole cattoliche, le stesse che insegnano il disprezzo per la diversità e per tutto ciò che non è confessionale. E se non posso insegnare lo devo in primo luogo a Fioroni (non a caso anche lui del pd), perché mi ha bloccato con la sua normativa del cazzo in una città in cui sarò ottocentesimo in graduatoria per almeno i prossimi vent’anni.

In terzo luogo perché questa classe politica di inetti, ad eccezione di poche persone, continua a ignorare problemi fondamentali per qualsiasi società civile quali la regolamentazione delle unioni civili, il pieno riconoscimento e l’equiparazione dei diritti delle coppie gay e lesbiche, il testamento biologico e il fine vita, il divorzio breve e molte altre questioni che sono centrali e che, in modo disonesto e squallido, vengono presentate come temi secondari dell’agenda politica. Per queste ragioni, e soprattutto perché gay, non potrei votare una classe politica che non fa il mio benessere sotto il profilo dei diritti sociali e che non mi prevede sotto quello della mia piena realizzazione affettiva e umana. Se non sono importante per l’Italia, l’Italia non dovrebbe esserlo per me.

E uso il condizionale perché, tra mille conati e tutta la dignità di cui sono capace, stavolta in cabina elettorale ci andrei e voterei contro le mie convinzioni, perché sono un uomo di sinistra e a certi valori ci credo, nonostante la sinistra abbia fatto di tutto, riuscendoci, per farmi smettere di pensare a un futuro migliore. E pur di sinistra voterei un uomo con cui niente ho in comune, per storia, formazione e mentalità, ma che in questo momento è l’unico a dire chiaramente che la Costituzione è un valore che va salvaguardato, che la questione morale è fondamentale per la tenuta democratica del paese e che accanto ai diritti dei lavoratori, ci sono i nuovi diritti che vanno tutelati allo stesso modo. Mi turerei il naso e voterei l’Italia dei Valori, stavolta.

Perché l’orizzonte che si profila, in un futuro parlamento dominato da Berlusconi con un’opposizioe ridotta al partito dell’inettitudine guidato da Bersani e animato dall’afflato creatore di D’Alema, solo l’azione di uomini come De Magistris e Di Pietro potrebbero essere l’unico vero baluardo democratico e di legalità di questo paese. Tutto questo accadrebbe, dentro e fuori di me, se si votasse domani. E Dio non voglia, o chi per lui, che ciò accada. Perché sarebbe davvero la fine.

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9 pensieri su “Se domani si andasse a votare…

  1. Io il naso me lo sono già turato due volte e ho votato Dipietro. Mi stupisce che così tanta gente continui a ritenere Dalema & C (cialtroni) non abbia smesso prima di votare quegli incapaci mezzeseghe. E’ l’unico che abbia mai parlato di una questione morale, in questo paese diventato una cloaca.

    Chi voto gli amici di Fioroni ed ex (si fa per dire) amici di quella povera demente del cilicio?

  2. Sottoscrivo tutto…
    E anch’io “mi turerei il naso e voterei l’Italia dei Valori, stavolta”.

  3. io non la vedo così nera.
    secondo me, in una situazione come quella attuale, la nascita di un eventuale “terzo polo” non potrebbe che favorire una possibile affermazione della sinistra, qualora essa si presentasse effettivamente e sinceramente come tale.

    si realizzerebbe una specie di triangolare – come lo chiamano in Francia – tra destra-Berlusconi, destra-finiani+centro e sinistra.
    e un po’ come in Puglia si potrebbe anche vincere

  4. IO ONESTO,MI RAFFIGURO IN GENTI ONESTE E PULITE COME DI PIETRO E DE MAGISTRIS, ED è PER QUESTO CHE LO HO SEMPRE VOTATO

  5. Se domani si andasse a votare scopriremo che:

    - l’Italia non è fatta per il bipolarismo (nascerebbe certamente un polo di centro- che sommato al centro-sinistra, al Pdl-Lega, alla sinistra e alla destra porterebbe almeno a 5 gli schieramenti)
    - con la legge elettorale attuale (“porcellum”) vincerebbe lo schieramento che prende di più alla Camera (arrivando con il premio di maggioranza a governare) mentre al Senato sarebbe un casino. E’ altamente probabile che vincerebbe la PDL-Lega
    - Fini, Casini, Rutelli, fuoriusciti dell’ ultima ora del PD farebbero un grande centro
    - Il PD si libererebbe di una parte che oggi fatica a riconoscersi nel progetto ( e che ingessa il partito) e forse potrebbe, nel tempo, tornare rappresentativo

    Berlusconi governerebbe ancora almeno fino al 2013 quando tenterà di diventare Presidente della Repubblica…..

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