A Padova le coppie gay non hanno progetti di vita

L’unico tipo di originalità che si può ritrovare in certe boutade omofobe sta nel quantitativo di stupidità che può fare, di volta in volta, o da ingrediente base o da semplice “aromatizzante”. Nella torta dell’omofobia, poi, possiamo metterci pure dell’altro: violenza, pregiudizio, ignoranza, adesione a una fede qualsiasi. Eccetera.

Questa volta tocca all’Italia dei Valori – tu quoque! – dar prova di inaffidabilità in tema di lotta per i diritti e rispetto per le persone. Come si legge su Repubblica.it, infatti:

il Comune di Padova varerà il nuovo piano per gli alloggi destinati alle giovani coppie che non potranno però essere composte da persone dello stesso sesso.

Tuttavia dall’assegnazione degli alloggi saranno escluse le coppie di fatto. Ma non tutte. Solo quelle gay e lesbiche. Perché? Ce lo dice Di Masi, l’assessore dipietrista, che avrebbe ammesso, candidamente:

Abbiamo voluto privilegiare chi ha progetti di vita […] sarebbe giusto allargare il piano a ogni genere di coppia ma abbiamo voluto evitare che si creino situazioni di comodo. Due estranei o quasi potrebbero dividersi un alloggio a prezzo politico

Tradotto in eterosessualese: maschi e femmine, sposati o conviventi, hanno comunque un progetto di vita. Due persone gay, ridotte al rango di “froci”, più semplicemente “la prendono in culo”. E chi imita due froci, va da sé, è perché vuole pagare poco. Pensiero che, evidentemente, non sfiorerà una coppia di amici eterosessuali, maschio e femmina, che vorranno evitare prezzi esorbitanti per poter vivere sotto un tetto.

Questo è il pensiero che avrebbe animato (e speriamo nella smentita) le parole e le scelte politiche Di Masi. La cretinaggine si è fatta carne, verrebbe da dire. E la stessa crea discriminazione. Contenti loro… Noi, persone civili, invece, contente non lo siamo. Per niente.