Dare un senso all’orgoglio GLBT

Oggi sarò al Catania Pride. Anche per questa volta, nonostante tutto. E le ragioni, se vogliamo, sono le stesse per cui sarei andato al Pride di Roma: per riprendermi ciò che mi appartiene, nonostante terzi abbiano deciso di farne un campo di battaglia di personalismi di più varia natura.

Ma di questo ne parlerò, in un secondo momento. Oggi la gente di Catania ha bisogno di capire che il popolo rainbow c’è. E chi sta ai margini della strada, perché ha paura, perché si vergogna – perché ha paura e si vergogna di vivere per come dovrebbe essere – deve capire che c’è una risposta a quel desiderio di vita, di completezza, di dignità.

Non so se chi decide di creare lacerazioni e distinguo si rende conto di questa urgenza, io nel mio piccolo non posso che cercare di dare questo senso al Pride. Crederci ancora, nonostante tutto.

E siccome il Pride è un momento in cui ci riappropriamo di un pezzo di realtà, voglio dare un significato ulteriore a questa giornata, marciando oltre via Etnea e tornando a Roma, idealmente, in via Gabi, dove sta l’omonima libreria. Un progetto culturale coraggioso, da parte di due donne, che hanno rinunciato a tutto per aprire un luogo dove ci si può confrontare, dove fare cultura, dove acquistare libri per sognare, per crescere, per riflettere.

La Libreria Gabi, diventata nel frattempo luogo di incontro della comunità GLBT romana, rischia però di chiudere e ha bisogno del nostro aiuto per non morire. Perché Marinella e Flaminia hanno fatto di quel progetto il loro romanzo personale e hanno permesso a chiunque di diventarne protagonista, anche solo per una volta. E se è vero che le emozioni non si interrompono mai, sarebbe una grande perdita chiudere questo romanzo a metà.

Se volete dare una mano o per saperne di più, andate a leggere l’appello per la libreria Gabi.

Fare di questo mondo un posto più bello per le persone GLBT significa, a volte, partire proprio da noi. Ovunque noi siamo.