Solo il giorno più lungo…

Comprare uno stereo che non sarà mai materialmente tuo può mai essere un passo, uno qualsiasi, verso la riappropriazione della propria vita?

Intanto.

Vivo in una terra il cui tramonto sposa il cielo alla labradorite ma questo non riesce ad essere, quasi mai, una consolazione. Nonostante tutto.
Non può mai esserlo, quando il tuo cuore batte tre sillabe, di volta in volta. Tre sillabe. Se le leggi veloci viene fuori: esodo.
Non può mai esserlo perché questa continua ricerca di senso e di significato dovrebbe avere come ingredienti primari una nuova storia e delle parole nuove. Le seconde, per raccontare la prima. Eppure tutto intorno, a volte, è di un silenzio che disorienta. Però la gente si lamenta con me, perché secondo loro non ho mai niente da dire. Io, non avrei nulla da dire…

(Ma mi hai chiesto quand’è stata l’ultima volta che sono stato felice? O che ho pianto. Guarda che per me è lo stesso.)

Per concludere: domani sarà solo il giorno più lungo. Anche se, come ogni giorno, durerà solo ventiquattr’ore. E forse questo consola. Chissà.

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