L’Islanda dice si al matrimonio gay: il mondo dei diritti adesso è più grande.

Nell’immagine che vedete potete notare diverse gradazioni di blu e di azzurro.

L’azzurro tenue, come il cielo alla fine d’inverno, è il colore di quei paesi dove lo stato riconosce le convivenze tra persone GLBT.
L’azzurro più vivo, invece, che ricorda il cielo dei pomeriggi d’estate, indica gli stati dove sono approvate le unioni civili.
Il blu d’oltre mare, che sembra quello degli orizzonti del Mediterraneo, ci ricorda che in alcuni paesi ci sono leggi che garantiscono gli stessi diritti del matrimonio per le coppie gay e lesbiche.
Il blu scuro, che richiama la grandezza della profondità degli oceani, è di quelle parti del mondo dove è possibile sposarsi.

La cartina andrebbe aggiornata, visto che l’Islanda, da alcuni giorni, ha deciso di assomigliare al colore dell’oceano. E ciò è bene, a ben vedere. E a ben vedere, un mondo senza diritti e un mondo sempre più grigio.

Il pride non è di destra. E la destra è e rimane omofoba!

Leggo in una nota su Facebook di Cristiana Alicata che Daniele Priori, esponente di Gaylib, associazione gay vicina (o sottomessa) al PdL e di malcelate simpatie fasciste, avrebbe invitato Berlusconi al Pride di Roma perché ormai non è più una manifestazione dell’estrema sinistra.

Risponde bene Cristiana quando gli fa notare che:

1. il fatto che alcune realtà associative non abbiano partecipato ai lavori del Roma Pride non rende quell’evento automaticamente di destra;

2. che il modello politico a cui fa riferimento Gaylib continua ad essere ferocemente omofobo.

Riguardo alle parole di Priori, lo inviterei a vedere (e riprendere) le recenti dichiarazioni della Meloni sulle famiglie omogenitoriali. Mi pare che Priori sia felicemente fidanzato… il suo progetto di vita è stato visto, da un suo ministro, come “naturalmente” insano. La Meloni, per altro, chiama l’amore insito in una coppia GLBT, nel migliore dei casi, come amicizia.

Questa è la destra che piace a Priori, evidentemente. Il quale non si rende conto che certe dichiarazioni non fanno altro che alimentare quel clima culturale che poi porta a soprusi e violenze di cui egli stesso è stato vittima in passato.

E qui devo rimarcare una differenza. Noi di sinistra quando uno dei nostri sbaglia, e questo vale almeno per me, per Cristiana, per Fireman e molti altri che noi conosciamo, non abbiamo problemi a sconfessarlo o ad attaccarlo. Anche aspramente.

A destra, invece, la critica dei capi è inconcepibile. Contenti loro…

Se ne deducono due cose.

La prima, che sinistra è sinonimo di libertà.
La seconda, che quelli come Priori, Oliari e chi per loro devono avere un evidente problema con la figura paterna.

Dulcis in fundo: io penso che debbano esistere i gay di destra. Così come esistono in tutto il mondo. Non capisco perché un gay, per essere di destra, debba anche sospirare nostalgicamente per il fascismo. Questo è un atteggiamento profondamente idiota, a mio modesto parere.

Che Guevara fucilava i gay, per questioni ideologiche. Quando l’ho scoperto non ho avuto problemi a riporre la bandiera con la sua effigie nel cassetto. Non sono stato meno di sinistra per questo: semmai ho rivisto certe posizioni.

Perché Gaylib ha bisogno di essere “pessima”, con le sue note nostalgie mussoliniane, quando potrebbe essere semplicemente diversa e, magari, migliore? Ma qui forse ritorna la questione dei rapporti con la figura paterna.