Il pd contro i baci gay

Giornata Mondiale contro l’omofobia. Le varie associazioni italiane impegnate nella lotta alle discriminazioni e per la conquista dei diritti civili mettono in piedi una serie di campagne di sensibilizzazione su un fenomeno che fa ancora molta presa nelle coscienze e nei cervelli, incredibilmente piccoli, di centinaia di migliaia di individui. D’altronde si sa, scandalizza meno che i mafiosi siedano in parlamento di una coppia di donne o di uomini che hanno in comune un progetto di vita. Per tacere delle schifezze di cui sono capaci le varie pretaglie e che all’italiota medio(cre) vanno più che bene.

Tra queste iniziative quella portata avanti da Arcigay Udine non è andata proprio giù. Innanzi tutto a quei gran simpaticoni della Destra, il partito di Storace e, un tempo, della Santanché, la stessa che oggi sostiene la necessità della privacy dei boss mafiosi. In secondo luogo del partito democratico, che ha approvato «a larga maggioranza» denuncia il neopresidente Paolo Patanè «una mozione contro la campagna anti-omofobia diffusa da Arcigay nella città.»

Le ragioni? Continua Patanè: «è scritto a chiare lettere che la nostra campagna avrebbe una “dimensione provocatoria” perché “turberebbe la sensibilità di molti cittadini”.»

In altre parole, per i cittadini di Udine, secondo il pd, vedere due uomini che si baciano – come da foto – sarebbe una provocazione ai danni della sensibilità collettiva. Faccio notare che la campagna veicola un messaggio positivo: tra i prodotti del Friuli, accanto a vino e formaggi, ci sarebbe (il condizionale adesso è d’obbligo) il rispetto verso l’amore e verso le diversità.

Arcigay si scandalizza. Com’è giusto che sia. O come da copione, per i più critici. Io mi chiedo che cosa ci si aspetta ancora da un partito che ha al suo interno persone palesemente omofobe tutto l’ex apparato democristiano (e anche molto di quello catto-comunista).

Io non ci vedo niente di diverso da quella che è la cifra politica del partito in tema di lotta all’omofobia e diritti civili. Il pd di Udine è stato coerente con quanto fatto dalla Bindi ai tempi dei DiCo – per lei eravamo coppie da raccomandata, non famiglie – e da Veltroni quando ha affossato il registro delle unioni civili a Roma quando era sindaco. O coerente con le parole di D’Alema, quando ha dichiarato che i gay pretendendo il matrimonio offendono il sentimento religioso di milioni di italiani. O Fassino, che spergiurava davanti a Vespa, con la Melandri accanto, che il pd era contrario al matrimonio gay. E potrei continuare…

La cifra politica del pd, in temi come la questione GLBT, è proprio l’omofobia. Portata avanti, esibita, rivendicata (ricordate la Binetti?) e posta come conditio sine qua non per portare avanti qualsiasi progetto di equiparazione delle coppie di fatto a quelle sposate: basti pensare alla filosofia che animava i già citati DiCo.

Il pd si dimostra, per l’ennesima volta, come il partito che nega la dignità dei sentimenti di milioni di gay e lesbiche. Non mi pare che negli anni precedenti, fino a ieri, si sia andati lontani da questa evidenza. Capisco il disgusto. Ma dovremmo averci fatto il callo. I suppose