Tagliare teste e privilegi, non il 5%

Guardando Ballarò.

Nonostante qualcuno ci dicesse che la crisi era un’invenzione comunista fatta per diffondere pessimismo, odio, miseria, terrore e morte, in realtà essa esiste. Le misure che si stanno prendendo parrebbero molto simili – per altri, uguali – a quelle prese in Grecia, Spagna e Portogallo. Forse Berlusconi è un bugiardo. E forse l’Italia non è così ben messa come vorrebbero farci credere loro.

Loro. Quelli che si comprano casa con vista sul Colosseo, ignari che altri pagano per loro, quelli che se hai rubato per tutta la vita poi ti premia con l’ennesimo condono, quelli che decidono di prelevare cinque centesimi per ogni euro che guadagnano e che, pare, stanno decidendo di tagliare del 20% gli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici che non approfittano dello scudo fiscale e che non hanno nessuno che compra loro casa.

Concita De Gregorio ci fa notare che visto che è l’ora di fare sacrifici, si potrebbero colpire proprio quelli che hanno approfittato dello scudo fiscale. Tanto ormai i soldi sono in Italia e non vedo perché essere coerenti con chi è stato disonesto.

Pippo Civati ci fa notare che il 5% da tagliare allo stipendio dei parlamentari è, prima ancora che ridicolo, offensivo. Propone di tagliare il 50%, a tutti i politici. Leggevo non ricordo su quale giornale che in Senato si lavora 9 ore a settimana. Forse dovremmo cominciare a pagarli a cottimo.

E poi controlliamo chi si prende gli appalti e non chiude mai i cantieri perché tenerli aperti più a lungo conviene a questo o quell’imprenditore. Quando io accetto un contratto a tempo determinato devo assolvere i miei compiti entro una data prestabilita. Se ciò non avviene vengo sottoposto a delle conseguenze tutt’altro che piacevoli, non mi prolungano certo lo stipendio proprio perché non riesco a portare a termine i miei doveri.

Le misure di cura alla crisi sono sotto gli occhi di tutti. Eliminare i privilegi, punire i delinquenti, riorganizzare l’accesso alle risorse e diminuire in modo serio, e possibilmente definitivo, i benefici di chi va avanti a privilegi.

Per fare questo ci vorrebbe un governo fatto di persone oneste, a livello intellettuale almeno. Prima di ogni altra cosa. Ma per quel che mi riguarda, questo è il governo di chi vuole evitare i tribunali, dell’impunità, di chi protegge gli evasori fiscali e di chi pensa che i giudici siano il cancro di questo paese. Fate un po’ voi.

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