Crisi greca: questo sistema ha fallito. E la sinistra?

Premetto che non ci capisco poi molto di economia. Sarà perché la associo alla matematica e io guardo con sincera diffidenza anche al pallottoliere. Sarà perché sono un’anima semplice e per me economia significa non andare col conto in rosso e pagare più o meno regolarmente bollette e affitto.

Tuttavia.

Apri i giornali e pare ci sia l’apocalisse dietro l’angolo. Ieri la bolla finanziaria che dalla Spagna ha coinvolto tutto il mondo civile, occidentale e globalizzato. Oggi la Grecia, che rischia di far cascare nella sua ragnatela di “nuova” povertà non solo Spagna e Portogallo (come se fosse normale per questi paesi cadere nel baratro), ma anche le ben più ricche Italia e Gran Bretagna. E mi pare che pure la Merkel abbia i piedini freddi (e spento ogni sorriso).

La verità, e lo dico da uomo della strada, è che questo capitalismo, evoluto a globalizzazione, come un Digimon della prima serie, sta mostrando continuamente di essere uno strumento in mano a pochi per rendere ricchi certe oligarchie, quando tutto va bene. E per affamare molti quando tutto va malissimo. E da un paio d’anni a questa parte, va sempre peggio, mi pare.

Ma propendere per un’economia dove le tasse dei cittadini vengano redistribuite sotto forma di servizi ai cittadini stessi piuttosto che andarli a investire in titoli di stato di paesi che poi colano a picco? Pare che la Lombardia – amministrata dalla destra ormai da secoli – abbia molti interessi sotto l’Acropoli. Quei soldi pagati da imprenditori lombardi e immigrati siciliani, non dovrebbero servire a creare strade, a pulire le stesse, a rendere migliori scuole e ospedali e a tutelare anziani e fasce deboli? O forse questo è un discorso di sinistra?

Non auspico nessun ritorno al comunismo – diffido anche di ogni ideologia basata sulla scarsa eleganza nel vestire – ma mi pare sia evidente che questo sistema economico non solo sporca il pianeta e rende miseri chi pretende di governare, ma poi pretende che, mentre i pochi di cui sopra continuano a giocare al piccolo alchimista della finanza mondiale, a pagare siano sempre operai, impiegati, cittadini e cittadine che campano di lavoro e non di favori sessuali, di regalie, di potere.

Ulteriore riflessione: la destra vuole proteggere questo sistema. Berlusconi, la Merkel e Sarkozy lavorano affinché tutto questo non solo non muti, ma che venga salvaguardato. Le sinistre mondiali avrebbero un bel lavoro a essere più credibili trovando un modello alternativo che magari garantisca il libero mercato, ma che magari dia lo stop all’esercito di stronzi che ci ha condotto fino a questo punto.

Col mondo che ci ritroviamo, sarebbe così impensabile proporre valori quali il rispetto dell’ambiente, dell’individuo, del lavoro, della proprietà che da quel lavoro è scaturita, dei diritti che l’esser cittadino/a comporta?

Col mondo che ci ritroviamo, non creerebbe nuove opportunità di crescita economica e sociale un’economia basata sul recupero delle risorse ambientali, sul riciclo, sul risparmio energetico, sulle nuove tecnologie?

Col mondo che va in guerra – cito da Facebook – perché si litiga per quale amichetto immaginario è più fico (vedi anche: guerre di religione), una nuova cultura dell’accoglienza delle diversità non sarebbe una buona base di partenza per un riassestamento ideologico?

E, ultima domanda, dite che i miei sono i discorsi deliranti di un ignorante idealista in odor di neo- vetero- o post-comunismo di sorta?

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2 thoughts on “Crisi greca: questo sistema ha fallito. E la sinistra?

  1. Ideina da uomo della strada:

    tipo, da domani diventa ILLEGALE e quindi PENALMENTE PERSEGUIBILE gettare via la roba, al posto delle discariche e degli inceneritori, si creino le “sfabbriche”: come le fabbriche creano i beni di consumo all’inizio del ciclo di produzione, le sfabbriche li smantellano, dividono e riconvertono in materia prima “seconda”, per essere rivenduti e rinviati all’inizio di altri cicli di produzione.
    A questo ci aggiungi un servizio di nettezza urbana spinto e diversificato per le varie tipologie di rifiuti, dal porta a porta, agli ingombranti, ai tossici, all’organico.

    Niente di nuovo fra l’altro, ma solo un riciclo e un riuso spinto all’estremo, a fronte di una molto minore sostenibilità dell’estrazione di materie prime e inquinamento da rifiuti.

    Troppo difficile eh?

  2. Ciao, i tuoi ragionamenti non sono del tutto campati in aria.
    La situazione greca è simile alla situazione italiana 20 anni fa, ma aggravata dall’ingresso nell’euro (ingresso che è stato forzato dal governo guidato dal Pasok) e dalla globalizzazione (sviluppata sotto la spinta del governo guidato da ND).
    In grecia, la corruzione dilagante fa impallidire la situazione italiana come si presentava agli inizi degli anni ’90. Nonostante non ci sia una mafia cosi radicata come nel sud, le connivenze economiche ambigue erano diffuse molto più ampliamente che nel nostro paese, ed il mangia mangia non aveva limiti!
    Non si è fatto nulla neanche per salvare le apparenze (questa è la destra greca di Nea Demokratìa)!
    Adesso Papandreu ha ereditato qualcosa di 20 volte peggio di quello che aveva ereditato Prodi nel 2006.
    Io temo per chi, sperando che non sia di centrodestra, prenderà in mano il governo italiano alle prossime elezioni politiche del 2013!

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