Consiglio d’Europa: pd assente, vince il voto omofobo

Siamo alle solite.

Sul blog di Queeway leggo quanto segue:

il Consiglio d’Europa ha varato una mozione sulle discriminazioni per gay, lesbiche e transessuali cittadini degli stati membri. In un primo momento nella risoluzione si era voluto inserire anche qualche paletto alle varie derive nazionalistiche degli Stati membri che, sul tema, fanno fin troppo “ognun per se”. Proprio su questi paletti si è concentrata la battaglia dei papisti italiani che hanno convinto i colleghi europei del PPE a votare tre emendamenti che eliminassero dalla risoluzione l’obbligo del riconoscimento delle coppie omosessuali, l’esenzione dell’adozione indipendentemente dall’orientamento sessuale e le sanzioni per le confessioni religiose che non accettassero le unioni tra persone dello stesso sesso.

In buona sostanza, il Consiglio d’Europa voleva creare una normativa che fosse vincolante per tutti i paesi membri in materie quali unioni civili, adozione ai single e alle coppie di fatto e lotta alle discriminazioni contro gay, lesbiche e trans.

I soliti cattolici (italiani) si sono messi di traverso e con 41 voti contrari e 40 favorevoli hanno impedito che la risoluzione fosse vincolante. Il sempregrigio Volontè, quello che proviene da un partito che organizza i Family Day (tra i cui organizzatori ce n’erano alcuni, tale Cosimo Mele, rimbalzato agli onori della cronaca per certi festini a base di prostitute e cocaina) e che, allo stesso tempo, candida delinquenti, esulta e parla di difesa alla famiglia tradizionale. I meno accorti potrebbero addirittura fare spallucce e dire che non c’era maggioranza. Errore: la maggioranza c’era. Semplicemente, tutti i deputati italiani del partito democratico hanno ritenuto opportuno assentarsi in blocco.

Se oggi l’Europa è meno giusta nei confronti di milioni di gay, lesbiche e transessuali non solo in Italia ma in altri paesi membri con emergenze anche più drammatiche (si pensi ai paesi dell’est) lo si deve a questi lugubri individui:

Andrea RIGONI
Paolo GIARETTA
Mario BARBI
Anna Maria CARLONI
Vannino CHITI
Vladimiro CRISAFULLI
Gianni FARINA
Piero FASSINO
Dario FRANCESCHINI
Pietro MARCENARO
Federica MOGHERINI REBESANI
Albertina SOLIANI

faccio notare che alcune di queste persone vengono sia dal PCI, sia dall’Azione Cattolica. Qualcun altro, invece, frequenta boss mafiosi.

Questa notizia arriva subito dopo quella che vuole un Bersani profondamente rammaricato, commosso e arrabbiato per i presunti dileggi fatti a danno del suo partito da Travaglio, ad Anno Zero. Bersani, in un video che sta facendo il giro del web, rimbrotta il giornalista ricordandogli che il partito democratico merita rispetto perché vicino alle istanze dei lavoratori del settore del PVC.

Secondo questa logica, noi persone GLBT avremmo libertà di insulto contro un partito che, ancora una volta, si fa promotore più o meno indiretto di omo-transfobia.

Poiché vogliamo essere persone bene educate, ci limitiamo a ricondurre al senso della vergogna sia il segretario Bersani, sia quella pleiade di assenteisti che col loro non voto dimostrano ancora una volta quanto il pd sia lontano dalle istanze delle persone omosessuali e transessuali. E, anche per questo motivo, inadeguato a guidare l’Italia.

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