Beautischool

Studentessa: «Lei è uguale uguale a un mio amico.»
Moi: «Uguale in che senso?»
Studentessa: «Uguale uguale!»
Moi: «…»
Studentessa: «Posso presentarglielo?»
Moi (avvertendo l’insorgenza di un trasecolamento color cremisi verità): «No!»

Collega: «Ma posso fartela una domanda?»
Moi: «Certo.»
Collega: «Ma Leopardi era gay?»

Studentessa di cui sopra: «Lei è troppo uguale uguale a quel mio amico.»
Moi: «Ancora con sta storia!»
Studentessa di cui sopra: «Secondo me le piacerebbe…»
(Ed io, con far pusillanimemente colpevole, approfitto della confusione del corridoio per cambiare discorso e far finta di non aver sentito).

Moi (parlando di ex): «No, quando sono stato lasciato, l’unica piazzata che ho fatto è stata quella di aver rotto una tazza che mi aveva regalato.»
Ragazza del bar: «Maddai!»
Moi: «Anche se poi parlandoci di nuovo, abbiamo finito col riderci sopra.»
Ragazza del bar: «Ah si? E lui che ha detto?»

Arrivati a questo punto, tanto vale girare per scuola con un triangolo rosa sul braccio…

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11 thoughts on “Beautischool

  1. bhè.. se uno, due e tre persone le dicono così.. dovrebbe andar a controllare se non ha una scritta in faccia con impresso:”I’m gay”! Che poi non ci sarebbe nulla di male, anche se le varebbe una pioggia di occhiatacce dalla gente “cristiana” (metto le virgolette, visto che in Italia tutto si può dire, tranne che siamo gente che segue i preconcetti cristiani), quindi glielo sconsiglio vivamente.. non è una bella esperienza! Comunque interessante il blog, interessanti le tue idee (tranne su qualche punto in qui le mie idee divergono dalle sue), e, se mi permette, ottimo il post su will, di cui sono grande fan, e su sanremo, di cui condivido appieno l’idea di un festival senza un vero e proprio scopo, se non quello di spendere i nostri soldi e di far divertire e parlare vecchie signore in piazza. Bhè leggerò ancora qualcosa! ^^

  2. Se non c’è nulla di male, non vedo perché pormi la domanda. La realtà, semmai, è che io so benissimo che la gente se ne accorge ed è così che deve essere, come ci si accorge del colore dei capelli di una ragazza che viene da lontano o come si sorride della bellezza della giovinezza delle persone che verranno dopo di noi e che dovrebbero avere il compito di rendere migliore questo mondo.

    Faccio un ultimo appunto: dammi del tu, senza oscillare con la forma di cortesia. E, ad ogni modo, si scrive “cui”, non “qui”. E forse quei “preconcetti” dovrebbero essere “precetti”… :)

  3. Pingback: Beautischool

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