Sanremo 2010: ellitaliaèqquestaqua!

Suvvia, non fingiamo scandalo e stupore. Il podio che ieri sera ha scatenato la rivolta degli orchestrali – evento che mi ha piacevolmente sorpreso – e i fischi del pubblico poteva essere ampiamente previsto. Come è successo per la scorsa edizione, al rush finale si sono trovate due anime dell’italietta berlusconiana: quella reazionaria, da quest’anno anche nostalgica di passati fasti mai veramente avuti, e quella mediatica di chi vede solo i programmi della De Filippi. Ieri, Povia e Marco Carta. Oggi, il principe senza regno e l’ennesimo sconosciuto della scuderia Mediaset.  E tra queste due anime perde proprio quella che ha una dimensione più squisitamente politica. Il codino demodè di Valerio Scanu fa più presa del blasone di Emanuele Filiberto e di quello che vorrebbe rappresentare.

Finito il caos, anche questa vicenda verrà archiviata e la vita continuerà come sempre. Gli album dei più bravi e le canzoni migliori avranno il giusto riconoscimento del mercato e verrà verificata, ancora una volta, quella legge che vuole che il meglio, a Sanremo, sia tenuto quanto più lontano possibile dal podio dei vincitori. Un podio che quest’anno, ricordiamolo sempre, ha incoronato come il meglio della musica attualmente a disposizione Pupo, il pupo di casa Savoia e un pupetto da reality show. In compenso hanno perso il buon gusto, il decoro e la musica. E l’italietta berlusconiana è proprio questo, a ben vedere: il trionfo dello squallore.

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5 pensieri su “Sanremo 2010: ellitaliaèqquestaqua!

  1. no, non mi sono meravigliata della protesta degli orchestrali, anzi… ma non mi sono meravigliata neanche delle vittorie… per l’insipienza degli italiani che hanno televotato, per la preparazione che c’era stata in tv prima del festival, e per la conseguente sfacciataggine nella manipolazione dei risultati del festival stesso, che guarda caso non è stata determinata dalle giurie interne, ma dal televoto…strumento poco rappresentativo e manovrabilissimo….

  2. Come mai tanto astio nei confronti di Emanuele Filiberto? A me la sua canzone è piaciuta come è piaciuto sentire il giusto pretendente al trono d’Italia dichiarare il suo amore per la Patria. Magari in Italia ci fossero tanti Emanuele Filiberto! Recuperemmo il prestigio perso nel mondo dopo il referendum truffa. Ricordate,ingrati, che l’Italia deve molto alla famiglia Savoia a cominciare dall’unione del nostro paese fino alla costituzione dell’Impero. Se in Abissinia o in Libia hanno iniziato a leggere e scrivere lo devono al nostro Re.

  3. #troubledsleeper: non ricordo chi diceva che spegnere la TV è un atto, uno dei pochi, veramente rivoluzionario.

    #mariateresa: sono contento che c’è chi ancora nutre fiducia per la società italiana e i suoi destini ultimi. Io sono pessimista, al riguardo.

    #Camillo Benso: vabbè, tu non sei vero.

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