Capaci di tutto

Michelangelo Buonarroti, Tondo Doni o Sacra famiglia

Si, lo so cosa stanno pensando i teodem, i teocon e i teocosa di qualsiasi stirpe: dovrei rettificare il post di ieri visto che sua santità avrebbe detto che «i diritti dell’infanzia sono violati anche nella chiesa» (maddai? Non ce ne eravamo mica accorti…).

Non avete capito niente. Quell’uomo sarebbe capace di tutto, pur di farmi dispetto.

Ad ogni modo. Se siete dei buoni cristiani – secondo le disposizioni di Cristo, non Ruini – potete andare sul sito de Il dialogo e firmare l’appello per l’uguaglianza. Chi non lo fa, va da sé, è destinato all’inferno.

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3 thoughts on “Capaci di tutto

  1. beh, visto che gli piace farti dispetti perchè non alzi il tiro?

    (che poi se una di queste mattine va al balcone e cinguetta che tutti hanno diritto ad amarsi, sposarsi e crearsi una famiglia, si dirà che tanto è una scherzo di carnevale).

  2. Pingback: Capaci di tutto

  3. Non firmo quell’appello.
    Perché non è per l’uguaglianza.
    Un appello per l’uguaglianza esigerebbe il MATRIMONIO.
    Non o il matrimonio o un istituto ghetto per omosessuali.
    Parla infatti di accesso al matrimonio civile “o a un istituto equivalente”. Non esiste alcun istituto equivalente che potrebbe “surrogare” il rispetto della nostra libertà di matrimonio…caspita… finché non la si smette di legittimare posizioni ghettizzanti, umilianti, anti-gay come quelle che sono proprie anche dei sostenitori della Prop8 (matrimonio civile agli etero, partnership civile ai gay ma potrebbe essere benissimo matrimonio civile ai bianchi partnership civile ai neri) non si va da nessuna parte.
    Ricordo le sacrosante parole di Human Rights Watch:
    “La segregazione delle coppie dello stesso sesso in una unione a sé è una forma di riconoscimento alla ’separati ma eguali’. Separati non è mai eguali: l’esperienza della segregazione razziale negli Stati Uniti mostra eloquentemente che mettersi a separare serve solo a perpetuare la discriminazione. Anche se i diritti promessi sulla carta corrispondono esattamente a quelli che comporta il matrimonio, l’insistenza su una terminologia diversa significa che su queste coppie continuerà ad esserci un marchio di inferiorità. I governi che si sono impegnati a garantire eguaglianza non sono legittimati a mantenere ambiti in cui è permesso discriminare. Il rispetto dei diritti umani implica che gli Stati mettano fine alla discriminazione matrimoniale basata sull’orientamento sessuale, quindi permettano il matrimonio a tutti”.

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