Se la patria del Rinascimento taglia i fondi alla scuola

Non so voi, ma trovo singolare che la terra che ha dato al mondo il diritto romano, Dante, il rinascimento, il genio di Leonardo e molto altro ancora sia lo stesso che ha prodotto il berlusconismo e che ha la Lega Nord tra i partiti più in auge al momento. Dico questo perché ieri si son fatte le pagelle a scuola. E molti ragazzi avranno bisogno dei corsi di recupero.

Solo che.

Il ministero taglia i fondi, per cui i corsi o non si faranno o se ne faranno in misura minore rispetto a quelli che servono per non far perdere l’anno agli studenti bisognosi. Le famiglie dovranno, di conseguenza, pagare privatamente qualche altro docente per evitare la bocciatura dei propri figli.

Mi sa che lo farò notare, soprattutto a quei padri e quelle madri che votano questa destra orribile perché rozza, fascista e ignorante.

Per altro tale situazione, a cui si aggiunge la nuova riforma Gelmini che taglierà ben quattordicimila cattedre e molti posti di lavoro in più, mi fa fare una serie di considerazioni su certa sinistra e il rapporto che ha con la sfera dei diritti. Quando nel 2006 si scatenò quell’inferno ideologico sulle coppie di fatto, diessini, cattolici e comunisti di ogni risma mi dicevano che le priorità erano altre, che prima veniva il lavoro, quindi tutto il resto.

Il presente dimostra, purtroppo per me e per sfortuna loro, che vengo contemporaneamente discriminato sia come lavoratore precario – data la mancanza di diritti sociali e di tutele economiche – sia come gay – per la mancanza di leggi contro le violenze, le discriminazioni e per la negazione dei diritti civili. Questo dimostra, per altro, quanto piddini e i vari federati di sinistra siano ampiamente inadeguati a governare. E quanto personaggi del rango di Pannella abbiano ragione quando dicono che a destra son capaci di tutto e a sinistra dei buoni a nulla.

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4 thoughts on “Se la patria del Rinascimento taglia i fondi alla scuola

  1. Confrontando la cosiddetta riforma Gelmini (“epocale”, ipsa dixit: infatti, mai fu effettuato un taglio così immenso alle risorse finanziarie e umane destinate alla scuola) con i progetti dei suoi aurei predecessori – tutti indecorosi – si fa una bella scoperta: l’entità dei tagli previsti era di poco inferiore.
    Il PD ora ha buon gioco a strillare contro il governo, ma Berlinguer-De Mauro e Fioroni non avevano intenti troppo diversi.
    La concezione che lorsignori hanno della cultura, dell’istruzione, della scuola, è la medesima: una spesa improduttiva, dunque da ridurre.
    Correggerei la massima pannelliana così: a destra son capaci di tutto, a sinistra pure, ma a sinistra sono più vili e ipocriti.

  2. A difesa di Fioroni, disprezzabile in quanto margheritino, c’è da dire che ha assunto cinquantamila insegnanti… (certo, per il resto è stato pessimo).

  3. Tremonti e la Gelmini non considerano per nulla la scuola.
    Fortunati coloro che si sono laureati entro i primissimi anni del 2000.
    Hanno trovato un quadro migliore. Per gli altri è un disastro.

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