La notte non vola più. L’omofobia, invece, striscia

Quello che penso della Cuccarini e sulle sue boutades contro le famiglie gay è molto simile a quello che penso della Ferilli: si tratta delle dichiarazioni di persone che non hanno nessun titolo di parlare di fenomeni che non conoscono. Si tratta di ignoranza, di piccolezza intellettuale e politica: nulla di più, nulla di meno.

Per chi non lo sapesse ancora, la Cuccarini, interrogata sul concedere i diritti alle coppie GLBT, ha dichiarato:

«Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre»

per cui: una normativa è prevista, purché non sia uguale a quella di uomini e donne che si amano e condividono un progetto di vita assieme. Perché, se ne deduce, l’amore di un uomo e una donna è superiore a quello di due gay o di due lesbiche (che per una curiosa coincidenza biologica sono, a loro volta, uomini e donne) il quale, quest’ultimo, deve non essere riconosciuto a livello sociale con le stesse garanzie delle coppie eterosessuali. Gay e lesbiche son simpatici, ok. Purché si mantenga un discrimine. E se c’è un discrimine – nel riconoscimento di una giurisprudenza specifica, in questo caso – c’è discriminazione.

Domanda aperta: cosa sarebbe successo se, invece di parlare di coppie omosessuali, si fosse trattato di coppie di religioni diverse, di coppie di colore, di coppie di ebrei? Non si sarebbe forse parlato di razzismo?

Per tale ragione la cara Cuccarini – chi ben mi conosce sa che in playlist avevo La notte vola – è decaduta dal ruolo di icona per vestire i panni dell’italiana media. Le sue posizioni, a ben vedere, sono sicuramente più progressiste di quelle di un leghista o di qualche fanatica ciliciata, ma richiamano la blanda politica bindiana sui DiCo (ci riflettano gli amici del pd che adesso sono sinceramente scandalizzati dalle dichiarazioni di cui sopra), che non creava matrimoni di serie B ma solo riconoscimenti di serie C2.

Allarmata da questa caduta in disgrazia, o forse per mere ragioni commerciali, la Cuccarini ha chiesto al Mieli di poter presentare il suo musical sul palco di Muccassassina, dietro la possibilità, voluta dal Mieli stesso, di un chiarimento in proposito.

Ieri perciò, la più amata dagli italiani si è recata in via del Portonaccio e di fronte a un pubblico – mi è stato riferito – abbastanza rispettoso e criticamente incuriosito, ha dichiarato placidamente che lei è contraria a adozioni e matrimonio perché è cattolica, perché il matrimonio è un sacramento e perché la sua sacralità è riservata, evidentemente, a chi non vive nell’errore di Sodoma (posizione sostenuta qualche anno fa da Massimo D’Alema).

Il pubblico di Mucca ha fischiato, la Cuccarini si è arrabbiata, ha apostrofato il pubblico presente di essere intollerante – come si concederebbe a un nazista che contesta a un ebreo il suo no più secco all’antisemitismo, o a un membro del Ku Klux Klan a un nero per il suo antirazzismo – e, quindi, le è stato permesso di presentare il suo spettacolo e di esibirsi, nonostante sul palco vi fossero le massime cariche del circolo GLBT più importante di Roma.

Lascio le valutazioni di quello che è successo a chi leggerà questi fatti. Dal canto mio mi limito a dire che in tutta questa spiacevole storia sono stati fatti almeno tre grossolani errori.

Uno: quando la Cuccarini è stata invitata a Muccassassina per la prima volta, sarebbe stato il caso che si fosse chiesta una sua opinione in merito ai diritti civili per gay, lesbiche e transessuali. Ne va della credibilità politica di chi ti presenta come amica della causa.

Due: non si doveva concedere alla Cuccarini di ritornare al locale. Fare una ritrattazione o chiarire in una stanza che raccoglie poche centinaia di persone non ha lo stesso valore che rettificare su un giornale molto seguito, anche da moltissimi gay. Il fatto che sul palco del Qube non vi sia stato nessun chiarimento, ma solo un ripetere certe dichiarazioni, che ritengo offensive, dimostra che si è trattato di uno sbaglio bello grosso.

Tre: fossi stato in Rossana Praitano, che sul palco era presente, avrei detto alla signora Cuccarini che pur avendo avuto la sua occasione per “chiarire” certe sue dichiarazioni, certe posizioni sono inconciliabili con l’attività di un’associazione che ha contestato la filosofia dei DiCo e che ha aspramente criticato Massimo D’alema – giustamente, aggiungo – per le stesse parole, espresse forse con meno politichese, da parte della show-girl. Ritengo che Rossana Praitano dovesse invitare la Cuccarini a lasciare il locale e, in caso di eventuali pagamenti di somme in denaro, restituire il ricavato dell’operazione commerciale. Lasciare che si esibisse, nonostante tutto, è stato poco serio.

In tutto questo, tuttavia, c’è una favola (finita malissimo) e relativa morale: noi persone GLBT dovremmo stare più attente. Forse è arrivato il momento di smettere di entusiasmarci per personaggi che hanno, con l’universo gay, in comune solo l’uso delle paillettes. Forse dovremmo ritornare a pensare, da Renato Zero a molti altri artisti, che sono davvero solo canzonette. L’umanità sta altrove. Dovremmo concentrarci su quella, magari. Forse aiuta poco per il conseguimento effettivo dei diritti, ma di certo avremmo meno delusioni.

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10 thoughts on “La notte non vola più. L’omofobia, invece, striscia

  1. Non c’è piu rumore sulla montagna.Nè alberi nè foglie.Il vento scivola libero sopra i pendii.Dal mare sale il suo rumore e si profuma di zagara.Nessuno sente gli odori di questa terra.Sono scomparsi i figli profumati di odori diversi.

  2. Ho dovuto rileggere due volte il post per fare mia l’indubbia verità che contiene.
    E adesso sono ancora più incazzato ma grato.
    Massi

  3. Povera Cuccarini. Lei crede che avere un’opinione che lede i fondamentali diritti altrui sia come una disanima su un paio di scarpe. Meno siglette e spettacolini da sindrome regressiva e più sostanza concettuale, sig.ra Scavolini.

  4. Ciao, beh che dirti: la cuccarini ha pure dichiarato che il suo nudo nel musical che sta mettendo in scena è innocente e artistico. direi che il passo da lì a carmen di pietro è breve.

  5. MA SCUSA…Quando mai la Cuccarini e’ stata una sostenitrice del popolo gay? E’ noto il suo essere un pezzo di antiquariato nel modo di pensare. E’ una di quelle persone, che vive nell’agio di una borghesia che apprezza chi e’ diverso per farsi idolatrare, tenendolo buono pero’ in certi contesti ma disprezzandolo quando si tratta di cose serie, di discutere o chiedere; beh allora come sta il tuo compagno oppure come va’ la vita di coppia? Hai fatto una giusta considerazione alla fine che mi e’ piaciuta, e voi stessi gay fortunatamente state uscendo da uno stereotipo che vi vuole sempre sorridenti e gaia alla Priscilla Regina de lDeserto, mentre voi amate, soffrite, piangete, vi incazzate, desiderate etc etc Io sono etero e devo dire che la tua nota mi ha colpito, hai inserito alla fine un concetto semplice. Non sono le paillettes ad identificare l’umanita’ verso una categoria come la vostra. Forse e’ meglio Checco Zalone con la sua comicita’ dissacrante a definire che avete una malattia incurabile :) L’omosessita’. Ma alla fine nel film finisce tutto bene. Ci si sposa comunque qualunque sia il sesso. E’ una societa’ la nostra che ghettizza il diverso, ma non solo il gay…naaa..il diverso nella sua essenza. E dico vostra, perche’ voi stessi vi ritenete un pianeta a se (e’ pur vero che l’Italia e’ ferma al 15/18), ma ci sono troppi luoghi comuni che vi contraddistinguono e quando vedete crollare questi miti vi ridimensionate e fortunatamente vi rendete conto che forse, la portiera del Vostro condominio e’ piu’ all’avanguardia di una timorata di dio borghese come la Cuccarini che chiacchera e razzola male. Si crede che la soubrette profumata e con le piume di struzzo sia per forza a favore di un modo di vedere e di vivere la vita in una ottica che non e’ scritta su nessun testo sacro, perche’ e’ una puttanata voluta dall’uomo e non da dio..quest’ultimo se esiste veramente. Cio’ che voglio dire dopo tutta questa lunga premessa. Ma che ve ne frega. Basta guarda Priscilla Regina del Desrto (un film che ho comprato, adoro, idolatro), per rendersi conto che non e’ l’abito a fare l’artista. La Cuccarini a me non e’ mai piaciuta come essere umano….ciao..bravo e fottetevene de sta stronza.

  6. “l’umanità sta altrove”
    Ma dai, e adesso te ne accorgi?
    Forse che gli omosessuali non hanno problemi di lavoro, di affitti, di bollette?
    solo problemi su cosa mettere e come combinare gli accessori?
    o di icone?
    mah…….

  7. #Paola: ma infatti io credo che bisognerebbe capire chi ci sta dietro le figure da osannare. Per quel che mi riguarda, a me può piacere una starlette, ma da qui a farne icona dei diritti civili ce ne corre. Poi va da sé che, se ci manteniamo nell’ambito dell’estetica gay, il fatto che un’icona, presunta o reale, venga meno per me è ininfluente. Ma qui il problema non è che il popolo GLBT non ha più una sua dea da venerare. Il problema è che un personaggio pubblico si sente in dovere di mancare di rispetto al progetto di vita di milioni di cittadini italiani. Gay e lesbiche, nella fattispecie. Ciò io critico.

    #pio: vivendo nella società attuale, so benissimo che tra i problemi che un gay può avere problemi relativi a situazioni economiche. Come tutti, direi. Contrariamente, però, non tutti hanno i problemi che hanno le persone GLBT in quanto tali. In questo sta la specificità della questione omo-transessuale, della quale io mi preoccupo. Per il resto, i problemi sugli accessori ce li abbiamo tutti, ma personalmente non ne faccio argomento di elaborazione politica o di meditazione esistenziale. Se segui queste pagine puoi darmene atto.

  8. Io da buon libertario ho sempre pensato che il problema sia lo stesso istituto del matrimonio statale. Basterebbe eliminarlo e le discrminazioni scomparirebbero. Chi vuole un contratto religioso lo fa nella sua comunità religiosa. Chi vuole un contratto civile va semplicemente da un notaio e mette le clausole che vuole su un foglio bianco. Tipo un PACS. Punto.

    Il problema è lo stato che si intromette nelle relazioni intepersonali e rovina famiglie, coppie e amori (etero o omo).

  9. Un passo per volta: intanto mettiamoci al passo coi diritti. Poi vediamo di dare un nuovo assetto alla società tutta. È una questione di giustizia.

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