La Ferilli, i gay e la sinistra porchettara

Io direi che è arrivata l’ora di smettere di scandalizzarci. Prima la Cuccarini, poi a ruota Sabrina Ferilli. A ben vedere, non stiamo parlando di sociologi di fama internazionale. Non di psicologi, di intellettuali, di premi nobel per la medicina o la letteratura. Stiamo parlando di persone, comuni, culturalmente parlando, che forse rasentano la mediocrità su certe questioni e, intervistate qua e là, forse in cerca di (ritrovata) visibilità, forse perché credono davvero che la loro opinione sia importante, sentenziano. Su cose che non conoscono.

È come se il WWF mi chiamasse per esprimere un mio parere personale sullo scioglimento dei ghiacci. Ok, non direi immani boiate, ma non andrei oltre alla personale opinione. Se questa fosse viziata all’origine, allora sì: qualche scempiaggine potrebbe venir fuori.

Tutto questo per dirvi sostanzialmente che delle dichiarazioni della Ferilli sulle coppie di fatto possiamo benissimo farne a meno. L’unica differenza è che prima pensavamo fosse una “frociara”, con tutti i crismi da “smandrappona” che tanto ci piace, adesso sappiamo che è l’equivalente cinematografico della posta del cuore di Famiglia Cristiana: poche idee, confuse, sbagliate – nessuno vuol mettere la famiglia gay al primo posto scalzando le famiglie eterosessuali – e pure abbastanza volgari. Ma in fondo nulla cambia.

Di quel profluvio di parole, ricorderemo con molta più tristezza non tanto l’apparato discriminatorio – sostenere che occorre distinguere tra famiglie normali e coppie gay mantenendo ben separati i due ambiti su basi valoriali significa operare una discriminazione bella e buona – quanto la sostanziale ignoranza di ciò di cui si discuteva (che la sinistra parli sempre di coppie di fatto ci dimostra che la Ferilli non apre un giornale dal gennaio del 2007) e una certa incapacità di mettere in piedi una sintassi elementare.

Fa tristezza che quest’attrice venga considerata una sorta di icona della sinistra. Un tempo certe famiglie politiche si permettevano il lusso di certo superiore snobismo intellettuale e di guardare al resto del volgo con compiaciuta alterigia. Adesso gli stessi – che poi a ben vedere non vanno tanto lontano da certi ragionamenti – potranno pur sempre organizzare gite fuori porta pe magna’ porchetta e vendere pentole. Il testimonial, tanto, è assicurato.

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12 thoughts on “La Ferilli, i gay e la sinistra porchettara

  1. Discutendo della questione in altri blog mi sono talmente accalorato da rischiare un colpo. E tu invece in poche e serene parole hai mostrato la giusta lente attraverso cui guardarla.
    Io ti ammiro. Sempre più.

  2. dario è tutto vero quello che dici se restiamo ancorati alla ferilli ed alla sua dichiarazione…
    il problema è che ciò che dice la ferilli lo dicono in tanti, cosi come tanti – forse troppi – creano scale di priorità in base alle proprie necessità, e questo è un qualcosa che chi vuole fare politica dovrebbe farci caso e correre ai ripari… ma, appunto, chi fa politica, non chi vive da politico…

  3. Sì ma la priorità della Ferilli quale sarebbe?

    Perchè se fosse vero che la sinistra si è occupata delle minoranze sarebbe anche lecito discuterne, a prescindere
    dalla capacità di dire o meno cose sensate e coerenti.

    Siccome non è vero ( vedasi alla voce Fassino-Veltroni-Franceschini-Bersani : loro campagne politiche e dichiarazioni in merito )

    Ne dobbiamo dedurre che la Ferilli si racconta e ci racconta
    balle ( vedasi alla voce: capro espiatorio ) e che questa è la
    sua necessità.

    Si può pensare di aver perso delle elezioni perchè si sono fatte cose sbagliate, anche se in sè è cinico pensare che conti solo vincere, ma se si pensa di aver perso le elezioni
    sulla base di fatti inventati, l’unico effetto è quello di evitare
    di discutere della realtà.

    Ascrivibile al titolo: “Alienazione mentale della Sinistra”

  4. L’omosessualità esiste anche in altre specie del regno animale. Mi chiedevo: tra di loro esiste anche l’omofobia? Oppure essa è una peculiarità della specie umana?

  5. Se è vero che la Ferilli è una nullità in qualunque campo culturale che non sia la recitazione (e sul tema mi piacerebbe farle una interrogazione di storia del cinema, per saggiare quanto ne sappia, o anche di tecniche di recitazione, guarda) è anche vero che lei, in quanto donna nota, viene chiamata in uno show tv a dire la sua. E nel momento in cui ripete un abusato stereotipo, per di più falso, produce un effetto negativo.

    In buona sostanza, è come se fosse andata in tv a dire: “Non sono antisemita, però certo, questi ebrei dovrebbero smetterla di fare i rabbini, come dimo a roma, ehehehe, dovrebbero smetterla di essere avidi e collezionare potere, ecco”. Va bene, noi sappiamo che non è vero che gli ebrei sono avidi, ma se prendi uno stereotipo e lo ripeti in tv, diventa vero per i più semplici.

  6. Pingback: La Ferilli, i gay e la sinistra porchettara « Elfobruno

  7. Sciltian, attenzione: io non ho detto che la Ferilli non debba essere smentita, ma se ci si concentra su di lei si blocca solo un sintomo. La febbre della discriminazione ha origini più profonde e, di conseguenza, è compito di noi tutti/e fare in modo che quel male sia eliminato dalla società tutta attraverso una continua opera di informazione e attraverso la creazione di una cultura del diritto, dei diritti e dell’accoglienza.

  8. Dario, non c’è dubbio che è come dici, ma bisogna cominciare secondo me proprio dalla Ferilli, che è tanto popolana da essere popolare. Attenzione a non fare errori di elitarismo. Chi vota, conosce la Ferilli, non Hegel.

  9. Qui bisognerebbe tenere in considerazione due fattori
    che tirano in direzioni diverse.

    1) La tendenza dei gay a dare alle stesse parole dette
    dalla Ferilli una importanza spropositata perchè le ha
    dette lei ( della serie: Povia “ferisce” più di Volontè )
    Evidentemente quando le hanno dato il copione di Dalida
    ha studiato poco la parte…ma in effetti si vedeva anche.

    2) Non controbattere mettendosi su un piano di superiorità
    magari anche perchè infastiditi dall’eccesso di reazione di
    altri amici gay ( alla terza persona gay che mi ha detto:
    hai visto cosa ha detto la Ferilli…a me veniva spontaneo
    di replicare come Dario )

    Il modo secondo me è ribattere sui fatti. Le cose che dice
    la Ferilli sono semplicemente false. Noi in Italia abbiamo un
    rapporto troppo tenue con la verità dei fatti, pare che tutto
    possa diventare opinabile.

  10. Pingback: Mettersi la dignità sotto i tacchi e calpestare forte « Anellidifum0's Blog

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