Uomini

Gli uomini.
Quelli che ti sorridono e lasciano sul cielo del tuo universo l’arcobaleno della scoperta.
Quelli che lasci al bancone di un pub, parentesi aperte di una storia che nessuno scriverà mai, perché li hai lasciati fuggire.
Gli uomini che sono padri e fratelli e non chiedono altro in cambio che tu lo sia per loro.
Quell’unico che ti ha dato la vita e che riscopri dopo una vita intera o forse mai, perché è grande il malvagio incantesimo che te lo rende invisibile, ostile, addirittura crudele.
Gli uomini che ti baciano una sola volta e va bene così, per sempre.
Gli uomini che, appena ti baciano, capisci che così sarà per sempre.
Gli uomini che ti lasciano, lasciandoti una medusa al posto del cuore.
Quelli che si innamorano di te per il semplice fatto che esisti e di cui mai ti innamorerai, perché tu, da solo, non ti basti. Mai.
Gli uomini che si aggrappano a te come innesti in una pianta da cui prendere la linfa vitale, ma maldisposti a far crescere frutti, a lasciarteli raccogliere.
Gli uomini che mai ti regaleranno una rosa, in inverno.
Quelli che non ti salveranno mai più, nonostante le tue richieste d’aiuto.
Gli uomini inutili che butti nel cestino senza averli salvati con nome.
Quelli che ti penseranno come un gran bastardo. Quelli a cui tu penserai come tali.
Gli uomini che ti hanno portato nel cuore dei loro giardini di collina, che ti han fatto scoprire il sapore del vino.
E quelli che dormono nelle culle, incoscienti dell’amore di altri uomini e di altre donne che si riverserà su di loro, come la paura delle tempeste, come la gioia dei temporali in estate.
Gli uomini, come me: dilaniati dal freddo delle strade notturne, che si abbracciano nelle stoffe leggiadre portatrici di venti propizi.