Far fuori Vendola per allearsi con Cuffaro

«Perché alla fine non lo vogliono più? Perché Casini, che pure gli testimonia grande stima personale, non vuole Vendola? Perché è gay? Perché è comunista? Oppure perché non vuole privatizzare l’acquedotto pugliese, magari al gruppo Caltagirone?»

Forse per tutto questo messo assieme. Casini è il leader di un partito omofobo, ultraconservatore e che candida delinquenti in parlamento. Questo, per altro, ci dimostra come mai per tanti anni l’UDC è stata l’alleato più fedele di Berlusconi.

Ciò che si capisce meno è perché sia D’Alema a volere un alleato siffatto. Vendola è comunista, proprio come lo è stato per la maggior parte della sua vita l’ex leader del PDS. E se, come cercano di convincermi, non riuscendoci per altro, i dalemiani (esatto corrispettivo post-comunista dei sostenitori senza se e senza ma del berlusconismo) D’Alema vuole un pd che sia sempre più di sinistra, dovrebbe appoggiare la ricandidatura del governatore della Puglia.

Forse, una cosa che dimentica di dire Curzio Maltese nell’editoriale citato in apertura, la vicinanza di certi leader diessini all’Opus Dei e la conseguente convergenza di interessi di banche cattoliche e di coop rosse, renderanno il pd una “sinistra” disposta a tutto pur di mantenere saldi i propri interessi. Proprio a tutto: come perdere le elezioni un po’ in ogni dove e sacrificare un governatore che ha amministrato bene in una Puglia i cui indicatori di crescita, per citare ancora Maltese, ci suggeriscono che «è seconda alla sola Lombardia».

In tutto questo c’è da chiedersi se Bersani non si vergogni del fatto di essere relegato al rango di burattino di corte. E se i piddini non si rendano del tutto conto che stanno continuando a lavorare per un progetto che mira a distruggere la sinistra, la laicità e lo stato di diritto in Italia. E tutto questo, pensa un po’, per fare alleanze con Cuffaro.