Mandrie piddine e sindrome iraniana

Piccola riflessione sulle prossime regionali. Da una parte una destra becera, delinquenziale, parafascista e xenofoba che farà il pienone di voti. Dall’altra cinque opposizioni: i radicali, con candidature di spicco ma elettoralmente poco influenti, la sinistra radicale spaccata in miliardi di schegge inneggianti, per lo più, a Cuba e a Chavez, l’Italia dei Valori che pare non saper scegliere se essere centro o sinistra [vedere nota a fine articolo]  e quindi l’UDC e il piddì.

A questo proposito.

Casini sta facendo la politica del piede in due scarpe. Decide con chi allearsi e in quali regioni. Col risultato che scegliendo il candidato più forte rischia di vincere in tutte e quattordici le regioni in cui concorre. In questo modo, il suo partito – quello che ammette che i gay vengano uccisi e picchiati per le strade (vista l’opposizione alla legge contro l’omofobia), quello che candida indagati per mafia al senato e quello che pretende che la morte degli italiani sia segnata dalla sofferenza e dal dolore fisico (si pensi al caso Englaro) – diventerà sempre più potente e avrà sempre di più un ruolo di primo piano sulla scena nazionale.

Dall’altra parte l’imbecillità (o peggio: la complicità) politica di Bersani e dei suoi elettori che permetteranno a Casini, in combutta con la CEI, di trasformare l’Italia nel corrispettivo europeo e “democratico” dell’Iran. E per fare questo, per allearsi cioè con Cuffaro e coi mandanti morali di Svastichella, sacrificheranno prima Vendola in Puglia, poi i diritti civili in tutta Italia.

La soluzione? I cittadini onesti dovrebbero non votare i candidati graditi all’UDC. Bersani e tutto il suo partito, invece, dovrebbero essere indotti alla vergogna. Ma dubito fortemente che gli elettori del pd, vere e proprie mandrie da urna, avranno un sussulto di dignità. Le primarie dello scorso autunno, d’altronde, ce lo hanno ampiamente dimostrato.

N.B.: quando ho scritto questo post non avevo ancora letto questa intervista a Di Pietro. La stampa italiana, candidata più che mai a finire nei mercati rionali per fare da incartamento per il pesce, ci ha detto fino a oggi che l’IdV è contraria alla candidatura di Vendola. Il leader dell’unico partito di opposizione democratica smentisce. Mi scuso con gli elettori e con il partito dell’IdV e rettifico.