Bon ton per eterosessuali inconsapevolmente omofobici

Natale, si sa, è tempo di buone maniere. Ci si prepara per epici pranzi con i parenti e cenoni proverbiali con amici e conoscenti. Poiché in uno di questi appuntamenti ineludibili potrebbe capitare di trovarsi seduti accanto a un gay, visto che viviamo in un paese che guarda a Cina e Iran come modelli di democrazia applicata, ripropongo un post che ho scritto qualche anno fa sull’altra piattaforma sulle norme di comportamento in casi siffatti.

Può sempre tornar utile…

Ok, lo ammetto. Ho peccato di leggerezza.
Ho additato ingiustamente orde di menti semplici accusandole di militante odio omofobico.

Di questo chiedo venia!

Perché non mi sono accorto, invece, che tutta una serie di intimi e personali accidenti – ignoranza, abbonamento a Famiglia Cristiana e a L’Avvenire, militanza in associazioni e partiti cattolici, l’ascolto pedissequo di Radio Maria, orizzonti culturali che stanno larghi in una di quelle bocce di vetro con la neve finta dentro e, infine, situazioni familiari che per comodità terminologica diremo “difficili” – porta certa gente a credere naturalmente a cose che in ambienti più culturalmente sofisticati vengono tacciate di becera omofobia.

Un po’ come pretendere, in altri termini, che un cavernicolo sappia usare correttamente un mouse.

Per riparare al mio errore, quindi, stilerò una serie di comportamenti da evitare e di frasi standard da non ripetere più – a meno che non si creda di essere l’esatta via di mezzo tra un pappagallo e un vescovo.

Uso del voi.

Non ci siamo proprio. Quando si parla di gayezza e ve ne uscite con frasi che hanno il “perché voi…”, il “voi pensate che…”, il “questo è quello che voi…” non state facendo altro che prendere le distanze tra ciò che considerate normale e ciò che non lo è.

Lo stesso dicasi di espressioni che riprendono l’uso escludente di vi e di vostro/i.

Che, per dirla tutta, ricorda lo stesso moto psichico che indusse Maria Antonietta a consigliare la distribuzione delle brioche al popolo affamato.
Solo che lei era ricca, stupida e molto snob. Voi avete la Binetti e la Bindi come maestre di stile.
Vi renderete conto da soli che anche nei pollai non si ride più da tempo, per queste cose…

Ricorso alle citazioni bibliche.

Ok, Sodoma e Gomorra han fatto scuola, non lo mettiamo in dubbio.
Ma non vi è mai saltato in mente che le cose siano un attimo cambiate dai tempi di Lot?

E poi spiegatemi perché Sodoma e Gomorra sono ancora attuali mentre lapidare un’adultera o tagliare la mano a un ladro non si deve far più.
Per non parlare del fatto che, sempre nella Bibbia, c’è scritto che si possono vendere le proprie figlie come schiave e che non ci si deve sedere accanto a una donna incinta.

Ma voi, quando andate in autobus, vi sincerate sempre che le vostre vicine di viaggio non siano gravide?

Carità (pelosa) pro-infanti.

Soprattutto quando si tratta di adozioni gay.
“L’interesse è quello del bambino.” Ma siamo sinceri!

Vi preoccupate davvero della sorte di tutti i bambini o solo di quelli orfani che non devono essere dati, a livello teorico, in adozioni a froci e lesbiche?

No, perché non so se ve ne siete resi conto, ma ci sono milioni di bambini che schiattano ogni anno per fame, guerre, carestie, malattie e non mi pare che facciate tutto questo casino ai vostri governi affinché le cose cambino. O no?

Per non parlare delle vittime della pedofilia da parte del vecchio bavoso prete di turno.

E non mi pare che facciate barricate per i bimbi dei quartieri ad alto degrado sociale.
Dove nascono infanti che, nella migliore delle ipotesi, andranno a scippare vecchiette e metteranno altri figli al mondo all’età di diciassette anni.

Non pensate che, prima di provvedere ad adozioni che non sono all’ordine del giorno, occorrerebbe risolvere i problemi reali e concreti.
Perché non so se ve ne siete accorti, ma la provvidenza di Dio, da sola, non basta più.

Per quanto riguarda le frasi tipiche da evitare, infine, vi consiglio di fare molta attenzione a quelle che seguono.
Che si distinguono non tanto per banalità e noia, ma proprio per l’inconsistenza semantica di cui sono portatrici. E tutto si può perdonare a una persona di classe, fuorché il non sapere di cosa sta parlando (eleganza a parte, che è data come conditio sine qua non).

“L’omosessualità è contro natura”

Anche le scarpe di Prada e gli interventi alle coronarie, se è per questo.
Ma agli ultimi due papi nessuno di voi l’ha ancora detto…

E poi, per dirla tutta, se la natura dello spermatozoo è quella di fecondare e quella dell’ovulo di procreare, allora mi dovreste spiegare tutta la naturalezza di suore e preti.
Che di naturale hanno solo una certa acidità zitellesca, tipica di chi non ha fatto sesso come vorrebbe.
Oltre ai peli superflui delle prime, ça va sans dire.

“I DiCo aprono la strada alle adozioni gay”

Pienamente d’accordo.
Nel senso che pur di non fare un DiCo (o CUS, o altra sigla che sembra partorita da politici rincretiniti) un gay con un minimo di cervello se ne va in Spagna, si sposa e ottiene tutti i diritti e le facoltà che gli competono. Adozione compresa.

“Non ho nulla contro i gay, purché non ostentino”

Frase alternata a quella che vede migliaia di persone non avere nulla contro il frocio di turno purché se ne stia al suo posto.
Adesso, fermo restando che esser gay non significa necessariamente sbavare per ignari eterosessuali puri e casti – foste anche gran tocchi di fighi – nè tanto meno non riuscire a contenersi in preda ad attacchi ormonali, mi spiegate al dettaglio cosa vuol dire quel “non ostentino?”

Non sarà per caso che vuol significare che un gay va bene purché non faccia il gay?

E poi ragazzi, se avete tutto sto moralismo da spendere usatelo bene, che diamine.
Siamo l’unico paese che si scandalizza se due maschietti un po’ focosi si baciano davanti al Colosseo mentre nessuno dice niente quando vede un sano maschio eterosessuale buttare sigarette a terra come se vivesse in un porcile.

“Anch’io ho amici omosessuali…”

Affermazione tipica di solito seguita da un ma. Adesso, fermo restando che non è un obbligo morale nè tanto meno ve l’ha prescritto il dottore, posso obiettare che io se è per questo ho alcune amiche coi capelli rossi. Eppure non ho nulla contro le tinture.
Sarà che sono uno spirito eletto?