Prosperini, l’omofobo, in prigione per tangenti

L’assessore Pier Gianni Prosperini, il quale, come si legge sul Corriere, è un «conosciuto “predicatore” nelle tv private in Lombardia per le sue invettive moralizzatrici», è stato arrestato per corruzione e turbativa d’asta. Un episodio certamente poco edificante per un moralizzatore. Alla magistratura, ad ogni modo, va il compito di accertare la sua innocenza e ai suoi avvocati quello di difenderlo.

Vero è pure che da uno che disse «I gay garrotiamoli, ma non con la garrota spagnola, il collare che stringe lentamente la gola. Ma quella indiana, pare degli Apache: cinghia di cuoio legata intorno alle tempie che asciugandosi al sole si stringe ancora» ti aspetti qualsiasi cosa. Anche il peggio.

Ad ogni modo, faccio notare che se ci fosse stata una legge contro l’omofobia – legge bocciata grazie al sollecito impegno dell’UDC, nuovo alleato del pd che quella legge l’aveva voluta, attraverso la sua relatrice Paola Concia – se ci fosse stata una legge siffatta, dicevo, magari da qualche anno, Prosperini sarebbe stato arrestato per incitazione alla violenza e all’omicidio di persone omosessuali.

Il fatto che non gli sia stato fatto nulla – nemmeno una denuncia di generica istigazione all’odio – dimostra il grado di civiltà di questo paese.

Spleen

Il fatto è che questa città a volte è così grande che invece di farmi correre a cercarti per dirti tutto quello che ancora si agita dentro, come una nuvola di libellule smarrite, mi rinchiude dentro questa stanza che non mi appartiene e che rende, a volte, ancora più invalicabile quel margine tra ciò che sono e ciò che vorrei essere.


And you’re singing the songs
thinking this is the life
and you wake up in the morning and your head feels twice the size
where you gonna go? Where you gonna go?
Where you gonna sleep tonight?